LUCIO TUFANO
Eretto sulla fronte del teatro Stabile un maestoso padiglione in mezzo al quale se ne colloca il busto. Alla presenza della folla, di cui è zeppa la piazza, si fanno le funebri onoranze con discorsi di molti oratori fino a sera.
All’urna del forte si chiede il mistero dell’eroismo, la ragione dei miti … di quell’incontro in subordine, del ricevuto ordine. «Si rinnova il giuramento, avvinti all’assoluto lasciato in retaggio, presidio di volontà paziente, l’impurità della gente che si accorda schiamazzando o fa congiure frodando.
Sovrasta l’inconscio … il generale dal bianco “poncho” tra i turbini della tempesta, a Bezzecca a Mentana …
Ah si torna, torna sempre, o Garibaldi! In ogni età riappaia il tuo volto. Tu sei il figlio più mirabile che la razza abbia mai espresso dalla sua matrice feconda, adorato da quel popolo inesauribile, che mai conosce dispersioni o tramonti …
La Nazione, dalle molte vite e dalle diverse genti, non ha la faccia del mirabile prisma, in cui Garibaldi non rifletta la sua leggenda libertaria, sia che egli corra l’Atlantico o la Pampa, per apprendere i modi dell’ardimento, sia che egli passi vindice al ponte dell’Ammiraglio o a Milazzo … Simbolo delle pianure e degli oceani, dietro di lui sono i popoli in marcia, le razze crescenti, le nazioni predestinate».
Molti sono i padri che danno il nome di Garibaldi ai loro figli, molti i figli cui il segretario comunale pone il nome del generale. Cavalcano i muli con alterigia i carbonai, i turchi e le guardie forestali, barbe e baffi ispidi di vino e tabacco. Tutti ritornano dall’aspro monte; si recano in pellegrinaggio al Fortino, al Volturno, Volturino ai Piani del Mattino.
La generazione dei garibaldini ha quarantanni.
Garibaldi olimpico, maratoneta, equitador, eroe delle meridiane sudamericane, delle latitudini transpelagiche, mitologico divo tra quelli che siedono a corona sulla carta d’Italia.
Eroe del tabacco da naso. Nelle grotte di Rapone i lettieri, fabbricanti di letti e di velieri, lo hanno riprodotto in iscala, uno su uno. Un Garibaldi che si forgia nel ferro e nel bronzo, si fuma nelle mille bocche dei mille sigari, nebbia della Maremma toscana. Bisognerà imbalsamarlo, senza mummificarlo, tenerlo in vitro/bacheche, agli estranei mostrarlo, le gesta di stupore, in otrimuseion di vini e di tonno.
Garibaldi è uno zoccolo, tutt’uno col cavallo, fiero centauro in camicia rossa, barbaciglia al nitro che nitrisce. Garibaldi blues. Garibaldi foulard, maglietta, copricapo, mantello. Garibaldi superman, Garibaldi sopra e sotto, nello stivale, in lungo e largo. Garibaldi in the streeth of Messina. Dal purgante «Garibaldi», al piroscafo, al lucido per scarpe Brill, Argentina do Brazil, allo zecchino fior di conio «Garibaldi tutto d’oro». Almanacco da gabinetto con litografia. Garibaldi sartore rattoppa e traduce dagli a … ppe … nni … ni alleande Ilunitalia a color.
Prodittatori di Basilicata, qui non si fa l’Italia! Si muore!
