Aspetta ancora un po’
Infinite penombre sopra
spicchi di seminata umanità
spruzzata su terre scoscese
ferite da segni multicolori
annunciano: Eboli è più vicina!
Eppure segreta ribolle Trisaia,
doppia è la battuta a Melfi,
mafie vicine spaventano rocche
e borghi tranquilli, troppo tranquilli:
aspetta Basilicata, aspetta …
Vite confuse di fede e silenzi
dissolvono le speranze dei figli
mentre oro nero e verde parco
ingrassano maiali in doppiopetto.
Squallidi parolai s’infilano
potenti negli antichi presepi
a rimestar la fuffa e calano
serrande, sfumano mestieri: E tu?
Aspetta ancora un po’, vorrei veder
sorridere la mia gente. Finalmente.
GERARDO ACIERNO
