Omelia
Da quale valle dei nostri sfibrati torrenti
stai risalendo?
Quale vento ti spinge
nei nostri boschi senza fronde?
Quale malevolenza ti accompagna
nelle nostre piazze di pietra scura,
vuote e svuotate,
nei nostri vicoli odoranti di ragù,
di basilico e di silenzi misteriosi?
Quale cazzo d’imbroglio ti porta qui da noi?
Lo so. Sei già stato altrove.
Anzi, sei ancora altrove.
A combinare disastri enormi.
Tu, ‘ ospite indesiderato ’,
ci hai rinchiuso dentro casa ma non vincerai!
ci tieni in ansia,
ci fai tremare i polsi: non passerai!
Con l’aiuto e il cuore
di quegli eroi in camice e mascherina
ti batteremo, ospite maledetto,
torneremo nelle strade, nelle piazze,
nelle chiese, negli stadi, nei cinema, nei teatri, nei locali a cantare inni
alla Gioia, alla Vita, all’Amore
e tu non ci sarai.
E i nipoti raccoglieranno ancora fiori nei parchi
per i nonni, indeboliti, sì, dal Tempo
ma, come tutti, sorretti
da solida Fede
in Cristo Nostro Signore.