GERARDO ACIERNO: “OMELIA”

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Omelia

 

Da quale valle dei nostri sfibrati torrenti

stai risalendo?

Quale vento ti spinge

nei nostri boschi senza fronde?

Quale malevolenza ti accompagna

nelle nostre piazze di pietra scura,

vuote e svuotate,

nei nostri vicoli odoranti di ragù,

di basilico e di silenzi misteriosi?

Quale cazzo d’imbroglio ti porta qui da noi?

Lo so. Sei già stato altrove.

Anzi, sei ancora altrove.

A combinare disastri enormi.

Tu, ‘ ospite indesiderato ’,

ci hai rinchiuso dentro casa  ma non vincerai!

ci tieni in ansia,

ci fai tremare i polsi: non passerai!

Con l’aiuto e il cuore

di quegli eroi in camice e mascherina

ti batteremo, ospite maledetto,

torneremo nelle strade, nelle piazze,

nelle chiese, negli stadi, nei cinema, nei teatri, nei locali a cantare inni

alla Gioia, alla Vita, all’Amore

e tu non ci sarai.

E i nipoti raccoglieranno ancora fiori nei parchi

per i nonni, indeboliti, sì, dal Tempo

ma, come tutti, sorretti

da solida Fede

in Cristo Nostro Signore.

 

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