Gianmichele Molinari: un colpo d’occhio alle nuove frontiere della medicina oculistica.

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LUCIA LAPENTA

 

Vivere in un’epoca in cui le aspettattive sociali di vita sono sempre più elevate, sia in termini di qualità che di quantità, comporta maggiore capacità di produrre sapere scientifico e abilità nel saperlo tradurre in tecnologie in grado di soddisfare le esigenze di ciascuno. Tra le varie branche della medicina, l’oftamologia (come l’ingegneria e la robotica con cui spesso si relaziona) è, probabilmente, quell’ambito in cui si sono fatti, più velocemente ed ampiamente dei passi in avanti, sia per quanto concerne la ricerca che il know-how.

“In campo oculistico, in quanto a ricerca, sperimentazione e interventi – conferma il chirurgo oculista di origine potentina, il dottor Gianmichele Molinari, specialista da oltre venti anni in microchirurgia oculare – l’Italia non può considerarsi locomotrice, ma rimorchio delle scuole dei paesi anglosassoni e americane. Nonostante una sudditanza, legata alla maggiore disponibilità di fondi statali (e non) dedicati alla ricerca e alle strumentazioni d’avanguardia, possiamo tuttavia vantarci di essere stati pionieri, nel 1998, nella pratica del Cross linking (CXL), la terapia di elezione del cheratocono, utile per evitare il trapianto della cornea: la metodica, ideata e sviluppata a Dresda, in Germania, fu messa in pratica con successo su tantissimi pazienti da uno specialista italiano, il Dr. Abbondanza”.

Conscio di questo “gap”, il giovane chirurgo lucano, classe ’69, dopo la formazione classica al “Quinto Orazio Flacco” di Potenza, non essendoci ancora una Facoltà a indirizzo sanitario si è iscritto a Medicina e Chirurgia all’Università La Sapienza di Roma dove si è laureato, nel 1994 ,in meno di 6 anni con il massimo dei voti e bacio accademico.

“Fare il medico è sempre stato il mio sogno, sin da piccolo – ricorda Molinari che ha al suo attivo quasi 3000 interventi per svariate problematiche (dalla cataratta al glaucoma, dalla chirugia vitreoretinica a quella refrettiva ed estetico-ricostruttiva delle palpebre) – e al quarto anno, vista la mia forte attitudine, sono riuscito a diventare borsista. Devo molto al mio professore, Bruni e alla mia tutor, la professoressa Pecori per avermi consigliato di proseguire nella specialistica in Oftamologia e Microchirurgia oculare, conseguita quattro anni dopo”.

Ma è con il volontario, a fianco di un medico del pronto soccorso della Casilina, Vito Finicia che Molinari inizia a prendere confidenza con la microchirurgia: “Ti insegno ad operare – mi diceva questo medico – se mi porti, da Potenza, la pizza che fa tua madre. E così è stato: notte dopo notte mi trasferì tutte le sue competenze in materia, facendomi esercitare sugli occhi dei maiali, presi dal mattatoio sulla Palmiro Togliatti e costuditi gelosamente in frigo”.

A trent’anni, con un curriculum di tutto rispetto e uno studio oculistico avviato a Potenza nel 1998, Molinari non si sente appagato e decide di volare negli Usa per frequentare, prima il Bascom Palmer Eye Institute di Miami in Florida (tra i migliori ospedali per le cure dell’occhio americani) e, successivamente, la Columbia University di New York per migliorare le sue tecniche chirurgiche. “Fare esperienza all’estero – sostiene il dottore, ultimo di cinque figli, tutti professionisti affermati- è un passo imprescindibile. Ancora adesso, il follow up con i colleghi di tutto il mondo mi consente di rimanere aggiornato sulle nuove tecnologie che uso nella mia attività, come il yag laser di ultima generazione per la cataratta secondaria o il topografo, uno strumento da 230 mila euro capace di scansionare la retina in 3d. Il confronto e l’aggiornamento costante sono e devono essere il nostro pane quotidiano: con un ingegnere biomedico conosciuto in America ci scambiamo mail sui nostri reciproci campi di applicazione medica: lui alla Silicon Valley si sta occupando di un sistema consenta agli ipovedenti di muoversi autonomamente, senza l’ausilio di altri supporti se non di un cellulare guidato dai satelliti”.

Bioingegneria, informatica, genomica, cellule staminali, monoparticelle: “le opportunità cliniche per l’oftamologia sono praticamente sconfinate e – conclude Molinari, attualmente direttore sanitario dello studio polispecialistico AD di Roma– devono necessariamente dialogare tra loro. Certo, una frontiera importante è e sarà l’approfondimento degli studi sul fattore di crescita nervoso (NGF), la proteina scoperta da Rita Levi Montalcini (che gli è valsa il premio Nobel per la medicina nel 1986) capace di influenzare lo sviluppo e l’attività dei neuroni, implicati nel corretto funzionamento del sistema nervoso. Perchè, non dimentichiamoci che gli occhi sono, insieme all’orecchio, gli organi di senso più delicati e complessi dell’uomo. La gran parte delle informazioni sull’ambiente circostante arrivano all’encefalo con la percezione della luce e ci consentono di essere in equilibrio. Trascurare i propri occhi significa danneggiare l’intero organismo”.

Sarà ripetitivo, ma vale sempre la pena ricordare che prevenire è meglio che curare e che, sebbene la tecnologia consenta di ottenere standard elevatissimi di efficacia e sicurezza, una corretta e repentina diagnosi medica rimane la vera, prima terapia d’elezione!

 

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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