Giovanni Balducci: L’Annunciazione di Cancellara

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La pittura seicentesca meridionale è stata influenzata da grandi nomi legati al mondo artistico toscano. Tra di essi, spicca il nome di Giovanni Balducci, nato a Firenze nel 1560 e morto a Napoli nel 1631. Nella città partenopea, si trasferì agli inizi del secolo XVII, mentre negli anni precedenti, si era formato presso la bottega di Giovan Battista Naldini, a sua volta influenzato da Giorgio Vasari e dal tardo manierismo fiorentino. Con il suo maestro, Balducci aveva lavorato nella cappella Altoviti nella chiesa romana della Santissima Trinità dei monti, nel 1577 e nel 1580, mentre gli utlimi anni del XVI secolo li strascorse a Firenze, dove partecipò ai lavori della decorazione del chiostro grande di Santa Maria Novella. Trasferitosi a Napoli, il Balducci venne influenzato dai tratti spagnoleggianti che dominavano nella pittura partenopea manierista di quegli anni, lasciando opere significative come la Pala del Perdono di Gesualdo, datata al 1609, conservata a Gesualdo in provincia di Avellino, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Ma è in Basilicata che dobbiamo recarci per trovare un’altra testimonianza pittorica del periodo partenopeo legata al maestro. Stiamo parlando dell’Annunciazione della chiesa della Santissima Annunziata di Cancellara, in provincia di Potenza.

Giovanni Balducci, Annunciazione, 1613, Cancellara, chiesa e convento della Santissima Annunziata (foto tratta da http://lnx.altobradano.it/convento-cancellara/)

La composizione, che potrebbe secondo quanto riportato da Anna Grelle nel volume Arte in Basilicata, far parte di un cospicuo gruppo di opere d’arte giunte da Napoli in terra lucana, riprende lo schema tradizionale dell’iconografia dell’annunciazione che prevede in scena la presenza dell’Angelo e della Vergine all’interno di uno spazio architettonico che a sua volta diventa spazio in cui avviene l’azione divina. Difatti, la comparsa dell’Eterno nella scena non avviene al di fuori, ma all’interno dello spazio in cui l’azione sta avvenendo, quasi come se l’artista volesse presentarcelo come il regista, l’autore del disegno divino  basato sulla rivelazione della parola di Dio come parola di Salvezza, simboleggiata dal libro che la vergine regge nella mano coprendolo in parte mentre, con l’altra mano cerca di coprire il seno. Questo è un aspetto teologico molto importante in quanto viene interpretatocome una raffigurazione allegorica dell’incipit dell’ave Maria ossia Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con Te, cioè dentro di Te.

Antonello da Messina, Annunciata, 1475, Palermo, Galleria regionale di Palazzo Abatellis

Questo aspetto non è nuovo nella storia dell’arte Italiana. Lo si riscontra infatti anche nell’Annunciata di Antonello da Messina del 1475, conservata a Palermo nella galleria regionale di Palazzo Abatellis. Riguardo al dipinto qui preso in esame, Balducci inserisce ai piedi della Vergine ed immediatamente dietro di essa una specie di culla con delle fasce piegate quasi come se fosse una colombaappena discesa a terra. Si tratta di una prefigurazione della venuta di Cristo sulla terra, prefigurata dalle parole dell’Angelo Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. La composizione è dominata da giochi di luci ed ombre che vanno a costruire ed evidenziare mettendone in risalto i particolari, come ad esempio la tunica rossa della Vergine, simbolo dell’umanità di Essa. Questo aspetto lo si riscontra anche nella Pala di Gesualdo del 1609, anch’essa legata al periodo partenopeo del Balducci, conservata a Gesualdo, in provincia di Avellino, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Con l’Annunciazione di Cancellara, la storia dell’arte lucana svela un’altra sua significativa pagina ricca di particolari, narrandoci di una storia ancora del tutto da scoprire ma ricca di fascino e mistero.

 

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