di DORA CELESTE AMATO
Sì, è mancato, ci é mancato , ma, forse, non é così.
I Grandi saranno sempre accanto a noi, nostri Virgilio ad indicarci la retta via. Pochi? E’ possibile. Certamente, Lui era il più completo dei Virgilio. Uomo, artista, marito, Padre, Nonno, Fratello, AMICO. Appartengo a quest’ultima “classificazione”, in apparenza. Eppure, per me, non c’é più l’ultima “PARETE” della mia vita. Lo conoscevo, con tutti i suoi cari, dal 1984 e l’ho visto profondere ogni tipo di purezza e di generosità.
Nato a Pratola Serra (Avellino) il 6 luglio del 1917, avrebbe compiuto a giorni , 99 anni. Ma gli auguri glieli abbiamo dati, ugualmente, tutti noi, un popolo. E Lui ce li ha ricambiati, sorridendo con ironia.
Il Suo STUDIO? i SUOI NUMEROSI ANGOLI ? A Napoli, come a Montemurro, sino alla Scuola dei Graffiti , ivi fondata da Lui circa dieci anni fa, unica nel Sud, sono tutti altrettante “citazioni” (era un termine che usava spesso) di fucine rinascimentali; stipati di tele e di sculture: eppure i “luoghi”dell’artista Giuseppe Antonello Leone, sono una meraviglia di ordine. Pezzi di lamiera, cartone, polistirolo, cartelle di disegni, prove d’autore, quadri, multipli. E, ovunque, i tanti “oggetti risignificati”, capolavori unici al mondo.: Intorno un profumo di argilla, di colori, di biacca. A fare da pendant i tanti scaffali dell’800 o di Sua fattura, del’900, con migliaia di libri, tutti catalogati, fotografie, opere create o scritte dai figli
Su tutto imperano le PIETRE, figure antropomorfe rivisitate ,scoperte, rabdomante di segni, lungo i greti lucani, ultima proficua ricerca , cominciata da circa quarant’anni, cui, oltre a esili cartelle di gallerie per mostre temporanee, l’editore Gaetano Colonnese, !993, ha dedicato un raffinato libro di liriche, con le fotografie di Fabio Donato e la Prefazione della vostra cronista, “Eretico”.Summa poetica di un lignaggio speciale, dal tono di Angiolieri, sino a Brodskji, a Vittore Fiore , a Tonino Guerra. Perché GAL era POETA.Tout court.
Come hanno scritto di lui, tra i tanti, Maria Padula, Rocco Scotellaro, Leonardo Sinisgalli. Leone ?Un tutto senza limiti. Persino nel sociale, lotte contadine, analfabetismo (Scuole campestri), sino allo splendido Uomo di Scuola, con l’ esserne Preside, a Vietri, Napoli, Potenza, Cascano, tra le più note sedi.
Alcune di queste riflessioni-atti di ammirazione, la vostra cronista, li ha scritte anche su “Vomeronews”,febbraio 1995, rivista fondata da Piero Antonio Toma, Ma tutto continua. Oggi come ieri. E tutti NOI, pensiamo che GAL sia VIVO. Follia? Per ora è un pensiero che corre dall’uno all’altro..
La casa, poi, la “storica”, Napoli, via Generale Parisi, é una continuazione dello studio: non c’é angolo senza tele, sue o della delicatissima compagna, la scrittrice-pittrice Padula. Neorealista? Forse, oppure soltanto illuminata dai segni e dalla luce di Val d’Agri, diopo aver studiato a Napoli e Potenza, mancata nel 1987.
Leone ha creato anche straordinarie vetrate, in case private, un gioiello, e pubbliche, al Duomo di Benevento; insieme con tele, affreschi, opere ceramiche, formelle bronzee Potenza, Roma, Canada, Furore, Benevento, Pietradefusi, Sessa Aurunca, Spinoso, Vietri, Messina, Cava, Salerno., tra i luoghi più noti..
Homo faber, i suoi Lari e Penati in spalla, come l’immenso quadro del “Ritorno di Enea”, !990, sulla parete di una elegante casa napoletana. E, qui, ovunque, statuette bonzee, ritratti, i mille modi di dipingere, insomma una “grande, splendida Parete Leone”
Opere pubbliche. A cominciare dall’ala tela “Le nuove città “Ai Rettori di Benevento, alla Dea Trifase per “italia 61”, Destinata alla piazza del Pittore, in S.Giorgio a Cremano (Na), ora in restauro.: Ma non c’è artista con cui non abbia scambiato pareri e persino opere! Perché la generosità e la purezza (come arte e vita, endiadi del suo vivere) sono cifra fondamentale di GAL, dal lontano 1936, quando iniziò a frequentare il Vomero, quartiere collinare di Napoli, ricco di studi e di villette di fine’800.
Tizzano, Casciaro, Chiancone, Toma, Rega, Monteleone, Striccoli, Girosi ,Alfano, Notte. E tanti, scusandoci, per tutti coloro che avremo dimenticati. Ci dona il perdono la nostra immensa malinconia..
Era giovanissimo, borse di studio, premi: precoce, Leone;prima e dopo l’Accademia, i viaggi a piedi dall’Irpinia, un mondo magico senza fine. A Castel Sant’Elmo, illumina una sala del’900, il nudo di “Elena”,sua straordinaria modella dalla pelle di avorio . Il Maestro? Poco più adulto. Mentre un arguto “Gallo” in bronzo, saluta napoletani e turisti da una finestra ad arco di Castel dell’Ovo.
Poi, Maestro di vita, di Scuola, di Arte, ecco gli incontri ancora più fondamentali con Maurizio Valenzi, Tammaro e altri suoi coetanei.
Nel Cimitero degli Uomini illustri, brillano di amore e di perfezione, due “ricordi”, opera di Giuseppe Antonello Leone, molto diversi. Quasi a dimostrare la sua variegata ,illuminata cifra di artista. Il busto del Professor Carlo Ciliberto, mille cariche e Magnifico Rettore per dodici anni dell’ Università di Napoli, cui, nell’87, volle dare il nome del fondatore, Federico II, 1224. Quasi un’ombra di lava di luce, subito alle spalle, un’opera avveniristica in onore di Maurizio Valenzi, Sindaco storico di Napoli e per Sua moglie Litza
Philippe Daverio lo ha definito “il più completo artista del secolo”. Ci permettiamo di aggiungere, Uomo-Artista unico.
Dora Celeste Amato.


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