I PRIMI RIPETITORI TELEVISIVI IN BASILICATA

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Viviamo in un periodo storico in cui la tecnologia  in senso lato, ha reso e renderà sempre, la vita degli uomini più agevole, sgravandoli dai lavori più pesanti e ripetitivi restituendo loro molto più tempo libero.
La rapidità delle innovazioni tecnologiche inciderà molto sulle abitudini delle persone che si adatteranno sempre più a provare ulteriori scoperte e nuovi servizi.
Le lenti trasformazioni dell’era predigitale rischiano di essere cassate facilmente dalla memoria delle persone anziane e mai prese in considerazione dalle nuove generazioni.
Poiché il presente è figlio del progresso passato, è necessario conoscere la sua evoluzione per meglio apprezzare le innovazioni di oggi.

Giovanni Benedetto

Navigando su Facebook, è comparso una interessante videoclip che ha attratto immediatamente la mia attenzione.
Una clip video diffusa dall’associazione ” Raisenior” della sede RAI di Bari, che ha riprodotto dei filmati e foto a partire dagli albori della storia dell’alta frequenza regionale della sede  RAI di Bari.
Si, alta frequenza, come si chiamava la divisione dei ponti radio, trasmettitori e ripetitori della RAI, prima che diventasse società autonoma, col nome di RAI Way.
Costituisce l’infrastruttura del trasporto e della diffusione dei segnali radiotelevisivi a partire dai centri di produzione televisi fino alle abitazioni degli utenti.
Un video creato dall’associazione Raisenior, nata nel 1953, presente in tutte le sedi della RAI che mantiene viva la memoria storica dell’azienda RAI nazionale e regionale, attraverso una continua ricerca di documenti, costumi, testi e filmati della sua lunga storia.
Passato che viene rievocato nei vari luoghi espositivi a volte anche itineranti, attraverso testimonianze, filmati, eventi, mostre e convegni
È un lavoro dettato sopratutto dalla passione e dall’orgoglio RAI che ha sempre contraddistinto i dipendenti sia servizio che in quiescenza.

Anche l’alta frequenza della RAI di Basilicata ha avuto una storia simile, ma diversa data la sua conformazione orografica e demografica, causando anche notevoli ritardi della ricezione del segnale televisivo e radiofonico sopratutto in quei paesi interni schermati dalle montagne.
La storia del trasporto e diffusione del segnale RAI nella nostra regione parte dai primi anni sessanta.

Sono notizie di questi giorni in cui i mass media ci preavvisano un cambio di standard televisivo : DVBT-2, MPG-2, MPG-4, HEVC o h265, sono tutti acronomi, sconosciuti ai più, ma figli di una tecnologia nata propria nella seconda metà degli anni del secolo scorso.
Quando nacque la sede RAI della Basilicata, nel 1959, in regione esisteva un ripetitore di “Potenza INA”, del “programma nazionale”, che serviva con un’antenna speciale situata sul tetto dell’omonimo palazzo  di piazza prefettura tutta la città. Un ripetitore situato sulla costa del bosco castagnareto di Lagonegro, e poi a Pomarico c’era,  esiste tutt’ora, un centro di ponti radio d’importanza nazionale, dove transitava  il segnale video e l’audio del ” primo canale” verso la Grecia, la Puglia e tutto il sud Italia e successivamente anche in Tunisia.

Il segnale radio a Potenza era trasmesso in onda media da una piccola antenna marconiana montata sul tetto del palazzo delle poste.

Mentre a Matera per trasmettere il segnale radio a modulazione di ampiezza l’antenna e le apparecchiature erano ospitate presso una struttura privata.
Impianti costruiti da tecnici di fuori regione provenienti dalla Campania o dalla Puglia sotto la supervisione della direzione tecnica della RAI di Roma.
Tutto il resto della regione non era servito da nessun ripetitore che potesse accendere nelle case degli sperduti paesi lucani, quella famosa, rara e preziosa scatola magica, che tanta curiosità, sollievo, divertimento e cultura portò nelle case degli italiani.

Per fortuna la Basilicata è incastonata tra la Puglia e la Campania e poiché le onde elettromagnetiche non conoscono confini regionali arrivavano in molti nostri paesi fortunati che si affacciavano alle due regioni confinanti.
Infatti i segnali dei trasmettitori di Monte Caccia e Martina Franca della Puglia e quelli di Monte Faito della Campania, fecero felici i primi installatori d’antenne del primo canale o programma nazionale ( attuale RAI1).
Per gli installatori era una fatica riuscire a captare il debole segnale, non esistevano  strumenti, si faceva tutto ad occhio nudo, talvolta ricorrevano a vere acrobazie per collocare nel punto giusto l’antenna.

Lavorare sui tetti non era una posizione comoda.
Si trattava di montare antenne riceventi anche ingombranti come quelle del canale “A” proveniente dalla Puglia e per ricevere un segnale sufficiente occorrevano ore per direzionarla e a volte con scarsi successi.
Bastava che si vedesse l’immagine anche se disturbata dai puntini ( effetto neve) dovuto ad un segnale debole, per fare felice il cliente.
Con l’apertura della nuova sede RAI per la Basilicata avvenuta nel 1959 si costituì, dopo qualche anno, anche il reparto MIAF ( manutenzione ed installazione impianti alta frequenza) di Potenza, dando inizio alla progettazione e alla costruzione degli impianti in ponte radio, trasmettenti e ripetitori della Basilicata.

Fine prima parte.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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