IL CANTACRONZE (E TANTE ALTRE SFUMATURE D’ARTE)

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Incontro con Gerardo Sangiovanni, in arte Gegè

 di MARTINA MAROTTA

 Tra i medioevali vicoletti del centro storico e il verde della lussureggiante piazza di Trecchina, piccolo paese alle spalle di Maratea, vive Gerardo Sangiovanni, artista e interprete/attore del Cantacronze Trecchinese, figura tipica della storia di Trecchina che affonda le sue radici in quei canti di questua diffusi in tutta la Basilicata sin dalla fine dell’800 ed eseguiti dai pastori durante le annuali transumanze e successivamente anche nel periodo carnevalesco.

Gerardo, ancora adesso, ogni anno, racconta, accompagnandosi con il tipico suono del cupe cupe, i fatti e gli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita del piccolo centro lucano, e non si limita ai soli personaggi locali, ma da qualche anno ha preso di mira anche uomini politici o artisti di levatura nazionale. Ma andiamo alle origini. “Il canto di questua si è evoluto nei decenni – spiega Gerardo – ed è diventato prevalentemente carnevalesco. Inizialmente si girava per le case cantando gli avvenimenti importanti accaduti durante l’anno e chiedendo prodotti tipici che venivano poi portati nella piazza principale per mangiarli e festeggiare tutti insieme. Grazie alla volontà di un gruppo di persone guidate da Michelino Larocca e da Giuspepe Mensitiere dal 1968, invece, il Cantacronze diventa la maschera ufficiale di Trecchina. In quell’anno nasceva il Carnevale Trecchinese e da allora questo pastore ha iniziato la sua attività di maschera locale.”

In realtà il Cantacronze è diventato, per volere degli stessi trecchinesi, una figura del paese, come una persona che vive l’intero anno fra la gente e che a Carnevale racconta tutto di tutti a tutti. In dialetto trecchinese le “cronze” sono “i difetti, le vergogne” e cantare le cronze è “raccontare le vergogne, i difetti” delle persone che rivestono un qualche ruolo nella vita sociale e politica del paese, mettendolo in ridicolo, cosa che si può fare solo a carnevale con il patto, non scritto, ma rispettatissimo da tutti, che nessuno si offende e che il giorno dopo tutto è finito. Insomma, le cronze si cantano solo a Carnevale.

E Gerardo Sangiovanni è l’artista che da circa un ventennio ha ereditato il compito di redigere durante l’intero periodo dell’anno quello che sarà il tormentone del Carnevale in arrivo. “Già dal giorno dopo del carnevale” aggiunge Gegè (il nome d’arte di Gerardo), “inizio ad annotare su un quadernino che porto sempre in tasca, cose ed avvenimenti curiosi che potrebbero essere motivo di ironia e critica al carnevale successivo. “

Interessante, inoltre, la parola che il Cantacronze da al cupe cupe, allo strumento tipico della Basilicata, realizzato dagli stessi pastori con un qualsiasi tipo di contenitore a forma di barattolo, una cannuccia ed un pezzo di tela o di pelle. Nei versi spesso il cantacronze fa parlare in terza persona il cupe cupe lasciandogli il compito di dire le cose più dure nei confronti delle persone prese di mira o sbeffeggiate, scrollandosi così di dosso le responsabilità di quanto detto ed attribuendole tutte al cupe cupe, un strumento, un qualcosa non punibile. Ma è carnevale e si può dire di tutto. E continua Gerardo “molte volte vengo avvicinato da persone che mi fanno notare cose successe e mi invitano a parlarne a carnevale, anche se parlo di fatti che li riguardano.”

Ma Gegè non è solo Cantacronze, è un artista che ha fatto della musica e dello spettacolo  la strada maestra del suo percorso di vita. E’ facile trovarlo, con una chitarra in mano ad allietare la serata in una piazza in uno tanti comuni della Basilicata oppure con gli amici di sempre sotto un balcone e fare una serenata, fare l’artista di strada interpretando, come mimo, vari personaggi. Ma la sua arte non finisce qui …. è fabbro e con un incudine ed un martello modella egregiamente il ferro. Molte ore le trascorre a pochi chilometri da Trecchina, nella sua piccola fattoria dove, infaticabile, coltiva tante bontà ed alleva un gruppo di animali domestici, spesso luogo di visita di intere e curiose scolaresche.  

 

Canto di questua tradizionale lucano

Prim’arrevato, salut’a le mure

doppo saluto a vuje, care segnure;

doppo saluto cusscine e materazze

addove se rreposa la vostra gentilezza.

 

Cup’ e te cup’ e te vot’ a ndrananà

 

Aggio savudo ch’haje accis’ ‘o porco

damme ‘na ffeddra de sso musso storto

damme ‘na ffeddra de sso voccolaro

quanno me fazz’ ‘a fest’ ‘e carnalevaro

 

Cup’ e te cup’ e te vot’ a ndrananà

Aggio cantado sov’ a ‘na forrcina

‘o cupe cupe v’o ‘no bicchier’ ‘e vino

Aggio cantado sov’ a sto barcone

‘o cupe cupe vo’ ficat’ e pormone

Aggio cantado sov’ a sta fenestra

‘o cupe cupe vo’ ‘na menza testa.

Cup’ e te cup’ e te vot’ a ndrananà

 

(da Orrico, L. 1985, – Il dialetto Trecchinese  – Trecchina

 

Fotografie: 

Foto 1: Gegè nelle vesti del Cantacronze

Foto 2: Gegè in una rappresentazione storica.

Foto 3: Gegè mimo

Le fotografie sono state fornite da Gerardo Sangiovanni

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Laureanda a Firenze con un a tesi in sulla etnomusicologia lucana , inizia a scrivere versi e versetti già a 7 anni utilizzando come carta anche i muri di casa. Studia musica (suona chitarra, flauto traverso, flauto dolce, tastiere) e canto. Il Flauto Traverso, che studia da 8 anni, l’affascina in modo particolare. Ha vinto numerosi concorsi musicali riservato a giovani musicisti. Non si contano gli articoli a lei dedicati su riviste, quotidiani e tra le pagine del web.. Importanti e famosi critici letterari Italiani, membri delle giurie dei Premi Letterari più prestigiosi, hanno scritto ottimi giudizi e motivazioni per i premi assegnati alle sue poesie dal Prof. Pier Franco Quaglieni alla Prof. Rina Gambini, dal Prof. Squirotti al Prof. Giuseppe Benelli, da Alessandro Quasimodo al Cav. Marina Pratici, a Marzia Carocci, a Roberta Degli Innocenti a Dalmazio Masini. Sin dall’età di 12 anni è stata più volte premiata “alla carriera” per alti meriti culturali. Martina è membro effettivo di alcune accademie letterarie italiane ed estere.. Ad oggi, ha vinto 351 premi letterari e fra questo oltre 150 sono primi premi (oltre che in Italia anche in Svizzera, Grecia, Australia). Alcuni premi li ha vinti anche più anni consecutivamente. Fra i premi vinti Tropea: Onde Mediterranee, Poseidonia Paestum, Europa” (Lugano), Città di Salò,.Il Trebbo, F. Pinzone, Prato: Un Tessuto di cultura, Via Francigena, Fratelli De Filippo (Torre del Greco – 2007) Voci, Città di Cattolica, Colle Armonioso, Carla Boero, Il Molinello, Trofeo del Bergamotto- Universum, Città di Aosta – Universum, La Lode, Un Momento di ….verso, Australia (Melbourne) Un monte di Poesia, Roma…in cerca di poesia, Città di Marta, Versilia, Leopardi, Surrentum, A. Belli, Decadramma d’Argento, Coluccio Salutati, Festival Europeo della Poesia (Atene), Thesaurus, Lago Gerundo, Perseo. Sono 130 le Antologie letterarie, in Italia ed all’estero, che hanno pubblicato sue poesie. E’ uscito nel febbraio 2010 il copertina11suo primo libro: L’arcobaleno della III a edito dalla Attucci Editrice di Carmignano con cui racconta, in versi ed in prosa la sua esperienza scolastica, vissuta in una classe multietnica di una scuola elementare di Prato.. Un libro ricco di immagini poetiche e momenti di vita, di personaggi, ma anche di fatti che la rendono triste, come la guerra che ha i bambini come protagonisti, l’incendio di un bosco con la morte di un uccellino; un libro, dunque, che la vede poeta ma nello stesso tempo reporter della sua vita, di quanto le succede intorno e la consacra abile descrittrice della natura che la circonda Con decreto del Presidente della Repubblica del 23 settembre 2011 Martina, come si diceva, è stata nominata, per meriti letterari ed artistici, “Alfiere della Repubblica” dal Presidente Giorgio Napolitano. Il Comune di Prato, nel 2011, le ha conferito il “Gigliato d’Argento” per meriti letterari. E’ stato pubblicato, a fine ottobre 2013, il suo secondo libro Io spero che … fra la gente oltre l’Arcobaleno, edito dalla Attucci Editrice. Di questo libro Martina ne ha donato, comprandole e pagandole di tasca propria con i propri risparmi, 500 copie alla Croce Rossa Italiana, associazione presso la quale Martina svolge volontariato sia come operatrice socio sanitaria sia come operatrice di emergenza per la Protezione Civile Italiana. In occasione della presentazione del libro sono state consegnate a Martina la Medaglia del Presidente della Camera, Onorevole Boldrini, e la Medaglia del Presidente del Senato, Sen. Grasso, come riconoscimento per l’impegno sociale e civile della giovane autrice. Famiglia Cristiana le ha dedicato una recensione in occasione della presentazione del suo secondo libro parlando dei suoi scritti e delle sue attività poetiche, musicali e l’impegno nel sociale. A giugno 2014 la International University P.S.I. di Lugano le conferisce la Laurea Honoris Causa in “Impegno sociale e Solidarietà” . Sempre in Giugno 2014 viene nominata Vice Presidente Internazionale della Universum Giovani ed Accademico ad Honorem della Universum Academy Switzerland. Nel mese di Agosto 2014 sotto il patrocinio Internazionale della Universum Academy Switzerland e della Universum Giovani effettua, in Basilicata, la prima parte del Tour Poetico “Colori del Sud” che la vede protagonista nelle piazze e dinanzi a migliaia di persone. A fine agosto 2014 ritira a Lauria il Premio Mediterraneo 2014 destinato a persone che si sono distinte nella letteratura. Una importante affermazione. Ad ottobre 2014, a Lugano, le viene conferito il Premio Universum Donna 2014. Premiate con lei altre 9 donne provenienti da tutto il mondo che si sono distinte nella medicina, nella letteratura, nell’arte, nel diritto internazionale. Sempre a Lugano viene nominata Ambasciatrice di Pace della International University of Peace. Dall’autunno 2015 Martina è stata nominata Vice-Presidente del Centro europeo di Speleologia Marina (sede a Trecchina). Martina è in Facebook, alcune amiche, anch’esse scrittrici, hanno creato in Facebook il Fans Club Martina Marotta. La giovane artista ha un suo sito www.martinamarotta.it che aggiorna personalmente. Per scriverle martina@martinamarotta.it

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