di Canio Trione
Se hai lo stesso sistema fiscale a Tolve in Basilicata -che non beneficia quasi totalmente di servizi pubblici- e a Vicenza che invece ha servizi pubblici per dieci volte, è evidente che un contribuente di Tolve sta pagando parte dei servizi erogati a Vicenza.
Questo in teoria. In pratica quelli di Tolve fanno valigia e vanno a Vicenza così a Tolve non v’è più nessuno che paga le tasse; così tutte le “aree interne” e le isole minori si spopolano progressivamente -ma velocemente- e divengono un costo secco per lo Stato.
Conseguenza ne è che il Capo di Vicenza poco avvezzo a ragionamenti complessi dice che le tasse pagate a Vicenza (anche da quelli di Tolve ivi immigrati) devono rimanere a Vicenza e precisamente nella sua disponibilità in quanto Capo di Vicenza: questa è la famosa “autonomia differenziata”.
Il Governo spinto dal Parlamento si accorge che il sistema fiscale non va e quindi prende carta e penna e cerca di modificarlo anche in chiave di rilancio delle aree meno fortunate. Quindi inventa una cosa che potrebbe essere buonissima come il concordato preventivo ma come lo fa? Uguale per tutti ricchi e poveri. Non solo, anziché ridurre il livello della tassazione lo aumenta per tutti, anche per quelli di Tolve. Poi temendo giustamente in un flop lo pubblicizza pensando di convincere con uno spot a aderire al concordato proposto.
Come mai il Governo ha preso un granchio così pur essendo vicinissimo alla soluzione? Si è fidato dei famigerati esperti dei ministeri che lungi dal voler e poter risolvere alcunché sono l’origine e una delle cause del disastro dove siamo caduti.
Questa è la situazione. Ma che si fa? Si aderisce o no?
Certamente no. Le associazioni degli imprenditori più piccoli meglio, gli imprenditori in grado di intendere e volere, vadano al Governo a spiegare cosa fare. Gli “esperti” romani lasciamoli perdere, è già tanto che prendono uno stipendio.