“Il Covo degli Arditi a Potenza” -8^ Parte-

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Il Covo degli Arditi a Potenza” 

8^ Partedi Vittorio Basentini

Concludiamo la rassegna sul Rione S.Maria parlando del “Covo degli Arditi”.

Bene, ricordo che l’altro ieri mio figlio in automobile mi ha rivolto una domanda:

“Papà, ma cosa è il Covo degli Arditi? Sento sempre dire ” parcheggiamo al Covo degli Arditi e andiamo in Chiesa oppure “parcheggiamo al Covo degli Arditi ed andiamo a vedere la partita di calcio al Principe di Piemonte”.

Sì, in effetti il nome lascia pensare ad altre cose.

Ho spiegato a mio figlio cosa è ora il Covo degli Arditi e cosa è stato in passato.

Io da piccolo ogni giorno percorrevo la scalinata laterale del Covo degli Arditi, perché mi recavo nel pomeriggio da casa mia in Via Molise, nelle immediate vicinanze dell’Istituto Principe di Piemonte, al doposcuola in Via Ciccotti, a valle del Nuovo Museo Provinciale.

Diciamo subito che attualmente il sito dell’ex Covo degli Arditi è una galleria adibita a parcheggio per vecchi mezzi dell’Amministrazione Provinciale di Potenza, fino a qualche anno fa è stato utilizzato come mostra di auto d’epoca.

Il piazzale esterno con accesso da Via Ciccotti ora è adibito a parcheggio di auto per i residenti della zona.

Il Covo degli Arditi venne costruito negli anni trenta, in epoca fascista, nell’ambito del “Progetto Ophelia” redatto dai tecnici Ing.Quaroni ed Arch.Piacentini per la realizzazione di padiglioni manicomiali al Rione S.Maria di Potenza.

1935-COVO DEGLI ARDITI A POTENZA-

Nel 1934 la galleria sotterranea, realizzata al disotto del padiglione destinato alla direzione amministrativa e sanitaria, diventò galleria espositiva o meglio Museo della rivoluzione fascista, meglio noto come Covo degli arditi.

Diventò in pratica il ritrovo di giovani fascisti aventi idee inneggianti al duce ed al fascismo degli anni trenta e quaranta.

Ripercorriamo la storia di come si è arrivati alla costruzione del Covo degli arditi.

Per far fronte all’esigenza di ridurre la spesa a carico dei comuni per ricoveri di malati presso l’ospedale psichiatrico di Aversa e per meglio controllarne la gestione, a tutto vantaggio dell’economia locale, la Deputazione Provinciale di Basilicata, a seguito di dibattiti, relazioni e studi, nel 1905 bandì il primo concorso di idee che si ricordi nella storia della Provincia.

Pubblicato il bando relativo al complesso manicomiale, sulla stampa locale e nazionale, venne stabilito un premio di lire 600 per il 1° classificato che la commissione, composta dai professori Cesare Colucci, Giovanni Mingazzini, Giuseppe Montesano e dagli Ingegneri Giulio Podesti e Decio Severini (già Consigliere Provinciale), non esitò ad assegnare all’Ing. Giuseppe Quaroni e all’Arch. Marcello Piacentini, entrambi di Roma, per il progetto denominato “Ophelia”.

Originale nell’impostazione architettonica e nell’impianto urbanistico, la struttura manicomiale ideata era incentrata su teorie psichiatriche innovative che privilegiavano stanze per malati, concepite quasi quali abitazioni, e spazi per lavori manuali (laboratori, colonia agricola) che potessero favorire il processo di riabilitazione.

Composto di 18 padiglioni, di 1 o 2 piani e collegati da gallerie di servizio, il complesso architettonico avrebbe avuto locali distinti per attività, patologia e sesso, secondo le più moderne teorie igieniche ed ergonomiche e sarebbe sorto nella zona a nord della città (oggi Rione S. Maria), fuori della cinta urbana, in un sito già individuato nel 1899 dalla Deputazione e sopraelevato rispetto alla strada provinciale Potenza – Melfi – Spinazzola.

Prese corpo così l’idea, poi realizzata, di creare un piazzale al livello della strada, ai piedi del fabbricato destinato alla direzione amministrativa e sanitaria e collegato a questo lateralmente da due rampe, da due scalinate e da una galleria sotterranea.

POTENZA 27.08.1936-Visita di Mussolini al Covo degli Arditi-

Il Covo degli Arditi venne visitato dal duce Benito Mussolini il 27 agosto 1936, in occasione di un comizio tenuto dallo stesso duce a Potenza in Piazza Mario Pagano.

Comizio di Benito Mussolini a Potenza il 27.08.1936

Folla potentina al comizio del duce in Piazza Mario Pagano il 27.08.1936

La galleria sotterranea di collegamento, innovazione geniale e originalissima per l’epoca, è stata ristrutturata negli anni passati.

Diversi sono i dettagli che caratterizzano il Covo degli Arditi.

Innanzitutto le misteriosissime porte che si aprono lungo la galleria e che immettono in quelli che dovevano essere i padiglioni del Manicomio ( ora sono le cantine degli abitanti della palazzina posta al di sopra); poi le diciture incise sul tufo della galleria che sono state salvate nel restauro.

Tali diciture si riferiscono al periodo nel corso del quale la galleria è stata luogo di ritrovo di giovani fascisti, che ivi immaginavano ardimentose imprese.

Interno Galleria ex Covo degli Arditi

Le diciture messe in risalto del tipo “ME NE FREGO”, oppure al classicissimo “CREDERE, OBBEDIRE, COMBATTERE”, si intonano perfettamente  alla struttura manicomiale originale.


Attualmente i padiglioni del famoso progetto Ophelia sono stati destinati in gran parte ad abitazioni; il manufatto centrale, esistente nell’attuale Piazza Europa ha ospitato una scuola elementare, poi trasferita altrove, ed attualmente è sede di  un ufficio postale, di una farmacia ed un locale bar da numerosi anni; altri manufatti,invece, sono stati ristrutturati e destinati a sede della Pinacoteca Provinciale.

La struttura attualmente adibita a sede degli Uffici Tecnici dell’Amministrazione Provinciale di Potenza è stata per moti anni sede dell’Ospedale S. Carlo, ovvero fino al 1978.

Segnaliamo l’incuria e lo stato di abbandono in cui versa l’ex Covo degli Arditi, con pezzi di intonaco della facciata notevolmente ammalorati ed i gradini delle due scalinate laterali ridotti a pezzi ed oltretutto pericolosi per il passaggio delle persone.

Naturalmente nell’era della “spending review”, dei tagli ai finanziamenti statali e delle tante emergenze anche di natura logistica, l’impressione è che resterà un “covo di degrado”………..  probabilmente per sempre.

Approfondimento bibliografico:

Dal progetto Ophelia alla Pinacoteca Provinciale-;

-Quaderno della Soprintendenza per i Beni ambientali ed Architettonici della Basilicata-;

-Provincia di Potenza –pubblicato il 23.10.2000 a cura di Angela Costabile

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