
ANGELA MARIA GUMA
Il culto alla Madonna delle Grazie o come di recente è stato ipotizzato della “Grazia” è molto sentito a Pignola e si celebra il 2 Luglio. Negli ultimi anni si organizza una festa di quartiere per onorare Maria Santissima della Grazie protettrice dei bambini e della maternità.
La sacra immagine presenta l’iconografia tradizionale che la raffigura con la veste rosata, il manto blu e lo sguardo che appare rivolto verso il basso a cui però, nella sacra immagine di Pignola, si associa l’iconografia che caratterizza la Galaktotrophousa, cioè la Madonna che nutre col suo latte il Bambino. È questo un tema diffuso a partire dal XII e fino a tutto il XVIII secolo. La raffigurazione della Madonna nell’atto di allattare il Bambino, la cosiddetta Madonna del Latte, è un’iconografia cristiana molto particolare e ricorrente nell’arte. Questo tipo di rappresentazione ha origini molto antiche e la sua raffigurazione ha subito numerose variazioni nelle diverse epoche storiche. Le fonti che esaltano l’allattamento si diffusero già a partire dal V secolo con il Concilio di Efeso (431). Siamo di fronte ad una iconografia della Madonna che è un atto straordinario, poiché la connota come madre e donna ed è importante come testimonianza del parto.
A Pignola il culto è molto sentito con una Chiesa dedicata situata nel centro storico all’interno del quartiere Paschiere risalente probabilmente agli inizi del 1500. Si ritiene che in origine fosse dedicata a San Giacomo, e, non a caso la via del quartiere ove è situata mantiene ancora questa denominazione. A conferma di questa ipotesi c’è un memoriale datato 18 agosto 1753 dove si parla di una cappella intitolata a San Giacomo successivamente dedicata al culto di Maria S.S. sotto il titolo di “Madonna della Grazie” come è confermato da un documento relativo ad una visita pastorale dei primi dell’Ottocento e precisamente il 9 aprile del 1826. Il posto in cui sorge la chiesa è strategico dal momento che si ritiene il luogo dove i fedeli provenienti anche dai paesi limitrofi si radunavano e si preparavano per i pellegrinaggi verso Roma, la Terra Santa, San Michele di Monte Sant’Angelo sul Gargano, S. Giacomo di Compostela o verso altri Santuari o semplicemente per raggiungere luoghi di culto presenti nelle vicinanze dove, tra l’altro, ancora oggi c’è una chiesetta e una grotta dedicata a San Michele Arcangelo che fungeva verosimilmente da avamposto di culto per chi non riusciva a raggiungere il centro del culto micaelico. La chiesa doveva essere impreziosita dalla presenza di un quadro di San Giacomo di cui non si hanno più tracce ma si conserva la caratteristica Statua lignea della Madonna con bambino della cui immagine si ipotizza che la prima scultura fosse stata realizzata in cartapesta nella prima metà dell’Ottocento.
Questa prima scultura poi sostituita dalla statua lignea era presumibilmente una parte del parato d’altare assimilabile quindi ad altri esempi di sculture trovate a Castelluccio Inferiore e a Brienza.
Il culto alla Vergine protettrice dei bambini negli ultimi anni è stato rivitalizzato grazie all’intervento di un gruppo di volontarie del quartiere che meritano un sentito plauso. Infatti, per devozione e un sentito attaccamento alla tradizione le entusiaste signore da alcuni anni organizzano una festa in onore della Madonna caratterizzata sia dal momento religioso che ha il suo culmine nella celebrazione liturgica e nella benedizione dei bambini, sia dall’aspetto ludico, un momento di festa di quartiere dove si riscopre nell’attaccamento alla vergine un profondo senso di identità.