Non è un mistero che la marginalizzazione della Basilicata sia iniziata con la soppressione di tutti i centri decisionali statali e parastatali, delle grandi aziende pubbliche e delle grandi Istituzioni culturali. Dalle Soprintendenze, alle direzioni dell’INPS, dell’Inam, alle direzioni delle Ferrovie dello Stato, alla ex Sip,all’Anas e via elencando . Trasferendo il potere decisionale proprio dei vertici regionali, la Basilicata è diventata una appendice delle Regioni Campania e Puglia, con il risultato che, diventata periferia,è iniziata la lunga e pericolosa fase di sottovalutazione dei suoi problemi. Oggi non è rimasto più niente e si sconta l’assenza di una rappresentanza operativa di questi centri decisionali, che l’innesto delle Regioni non ha sostituito e che alla fine ha determinato uno spostamento dell’attenzione verso i territori in cui l’investimento diventava più remunerativo. Chi oggi vuole una fotografia di questa subalternità, può portare come esempio macroscopico il caso delle FAL, le Ferrovie apulo lucane, molto pugliesi e poco lucane, che da decenni hanno dimenticato le tratte regionali , o sospendendole immotivatamente oppure riducendole ad un funzionamento minimale che fa rimpiangere la situazione di trent’anni fa. E il silenzio che ha circondato i due –tre articoli che sono usciti su queste pagine, come il silenzio che ha circondato tutti gli articoli dello stesso tenore usciti sulla Gazzetta del Mezzogiorno è indicativo di questa subalternità che la politica regionale dimostra nei confronti di questi aziende che comunque operano in nome del pubblico interesse. Non so se l’assessore Merra riuscirà a prendere penna e carta. Sappia che non deve dare soddisfazione a noi, ma ai pendolari e agli utenti di questi servizi che sono,qualitativamente, gli ultimi tra gli ultimi.
A Giugno 2012, data di chiusura della tratta, il servizio ferroviario è stato sostituito con corse automobilistiche FAL e fino a Febbraio 2020 lo (sfortunato) viaggiatore FAL da Bari a PZ, compiva il seguente percorso :
– viaggio sui nuovi treni STADLER da Bari Centrale a Gravina ;
– nella St. di Gravina cambio treno, trasbordo su una vecchia AT FIAT gr.300 che lo porta alla St. di Genzano (cambio del treno perchè i nuovi treni STADLER non sono ancora abilitati a circolare sulla tratta Gravina-Genzano);
– nella St, di Genzano il viaggiatore sale a bordo dell’Autobus FAL che finalmente lo porta a PZ.
A Febbraio 2020 è stato sospeso il servizio ferroviario anche sulla Tratta Gravina – Genzano, a causa di numerose e gravi problematiche che affliggono la sede ferroviaria, perciò ora da Gravina a Potenza viene effettuato il servizio sostitutivo su autobus, con fermate in tutte le Stazioni intermedie della Linea.
Reciprocamente si procede per il percorso inverso da PZ a Bari, in sostanza l’attuale tempo di percorrenza della Linea Bari-PZ di circa 149 Km è di circa 4,00 – 4,20 h, quindi una Vmedia di circa 37 Km/h ! Dieci anni fa, lo stesso percorso avveniva in tre ore.
Con la sospensione del servizio ferroviario, oltre all’esagerato tempo di percorrenza e al disagio del cambio treno-bus nella St. di Gravina, il povero utente è costretto ad un viaggio in autobus da Genzano a Potenza poco confortevole, lungo i tornanti di Oppido Lucano e di Pietragalla fino a S,Nicola sulla SS 169. E’ una autentica avventura ! Tanto che il traffico viaggiatori sulla ferrovia FAL PZ-Bari si è di fatto azzerato; considerando che in confronto il tempo di percorrenza su strada da PZ a Bari ormai è di circa 2 h, grazie anche alla nuova SS 96 Altamura-Bari che è una vera autostrada.
In sintesi questa è la storia della sfortunata linea ferroviaria che è chiusa da ben otto anni, ma nessuno ne parla, neanche le Amministrazioni Locali dei Comuni di Pietragalla, Acerenza, Oppido, Cancellara, Tolve,Forenza, Genzano, Irsina, le quali evidentemente hanno perso la speranza e pure la voce. Alla prossima puntata. Rocco Rosa
