Ci troviamo in uno scenario politico regionale che è simile ad un castello di sabbia crollato e che abbisogna di cure e di pazienza per essere rifatto. L’idea è di rifarlo meglio di prima, aggiustando alcune torri sottodimensionate rispetto ad altre. Ma il rischio che le onde di un mare agitato si prendano la spiaggia, impedendo qualsiasi sforzo di ricostruzione. L’onda che ha distrutto il manufatto esistente è di Forza Italia , con le dimissioni di Cupparo, date per ragioni di opportunità , ma col recondito pensiero di avere mani libere portando tutto il suo peso e quello della sua corrente nella contesa regionale nella quale il coordinatore Moles ha dimostrato di non saper esercitare un ruolo determinante e pari al peso elettorale uscito dalle urne. Si pretende un partito non tanto interessato alle conquiste di vertice ma al consenso della base e qui, ad eccezione di qualcuno che si muove sul territorio, c’è una forte carenza di iniziativa e di presenza. Na scrutando il mare ad una certa distanza, si scopre che si sta preparando, per una serie di cause, un’onda più alta delle altre e che rischia di cambiare completamente lo scenario esistente. L?onda si chiama voglia di centro, un tentativo di chiamare a raccolta il popolo moderato della basilicata, mettendo insieme una formazione in grado di lavorare per due anni ad un progetto di ripristino di una maggioranza di centro, che non abbia bisogno né dell’estrema destra, né dell’estrema sinistra. Una sorta di prova di laboratorio che potrebbe servire anche come esempio a livello nazionale e che metterebbe insieme parte di Forza Italia, ,Italia Viva , il gruppo di Idea, fino ad arrivare alle componenti civiche e con un tentativo di coinvolgere anche i verdi. Anche se può sembrare velleitario, il progetto ha la possibilità di arrivare in porto, che molti individuano in quello di Genova, con Toti da sponsor nazionale. Voci autorevoli dicono che ci stia lavorando Nicola Benedetto i cui contatti finora con le forze moderate sono stati positivi. Ma tutti convergono sul fatto che c’è bisogno di un leader, uno capace di bucare lo schermo, di lavorare sui territori e di convincere che questo mettere insieme esperienze diverse significa non fare una operazione di vertice, per accontentare questo e quello, ma una operazione di base per ridare unna prospettiva ad un popolo di centro diviso e smarrito.
