Il vicolo di San Michele, uno dei vicoli della città di Potenza, era stretto, popoloso ed era il più importante di tutti quelli che si dipartivano da via Pretoria. Abitato da gente non agiata, pullulava di bimbi. Alcune abitazioni erano dei soprani, altri sottani In uno di questi ultimi, abitava Salvatore. Un anziano ciabattino calvo, con occhiali rotondi con il naso ben lungo tra le lenti. Era un uomo pacato, sbrigava il suo lavoro dentro la sua scura casa, il suo scannetto da lavoro era strategicamente posto in basso fondo alla scala per catturare la luce che penetrava dalla porta in alto che dava nel vicolo. Salvatore si fregiava di questa posizione: egli vedeva chi passava, ed aveva per tutti un sorriso ed un saluto. Poco piu avanti dal vicolo San Michele, sulla sinistra, si apriva un vicoletto stretto e buio, con un’unica porta in fondo a destra: era l’entrata del cinema San Michele. All’ingresso, vi era un paffutello e rotondo anziano signore, stava alla cassa, elegante, con l’immancabile grigio dei sui vestiti, il cappello, la cravatta gli occhiali e i baffi, di poche parole, sornione, un pò insordito dal baccano dato dal volume del cinema. Un ragazzotto dai capelli scuri ondulati, manovrava dall’alto la bobina del film trasmesso, che lanciava da un piccolo foro, in alto, un raggio verde azzurro, che attraversava la platea e si schiantava in immagini sul telo bianco e teso sul muro opposto. Sulla destra del vicolo un locale adibito nel tempo a vari usi: bigliardino, laboratorio di dolciumi ed altro. Ai lati del vicolo abitazione umili, ed in fondo ad esso, un via vai di signore ciarliere, con pane caldo da comprare o già comprato entravano o uscivano dalla porta dove si fermavano a scambiarsi opinioni: era il forno di Mannuccio. Egli era un signore magro, pochi capelli neri, baffetti sottili, occhi piccoli, due lunghe rughe al lati della bocca, sigaretta in bocca, che dopo aver sfornato il pane, gustava del tabacco in modo distaccato. Ma Mannuccio, era famoso per il “ruccl ” una grande focaccia bella rossa, saporita e cotta bene. I clienti gradivano molto questa specialità lucana. Di fronte al forno, una fontana in ghisa, dissetava le genti che passavano o si fermavano al mercato di frutta e verdura della piazzetta di San Michele, dove i venditori promuovevano i propri ortaggi con grida e canti. I monaci all’interno della chiesa, intercedevano presso il.Signore. Il vicolo San Michele c’è ma non esiste più.
Ho avvolto
con un nastro d’oro
i diamanti dei ricordi
arricchendo misere
dimore, e per ornare di luce
il buio del vicolo San
Michele.
Ho attizzato le fiamme
al forno di Mannuccio,
mentre mi giungevano echi
di “Via con vento”
e delle pillacchere della
fontana.
Di quei vispi bimbi,
sono rimaste
vecchie membra stanche
che si aggirano in rioni di
periferia
Ho portato dei fiori
sulla tomba del ciabattino,
Mi sono inchinato
ed ho acceso un lumino
sulla tomba di Assunta,
Eroina con numerosi figli,
quei bimbi miei amici,
compagni di giochi infantili.
In copertina, la bellissima immagine del profilo della pagina FB POTENZA d’EPOCA nella sezione le immagini più antiche. Questa Pagina è diventata una pagina di riferimento di tutti i potentini, quelli di ieri e quelli di oggi. Essa restituisce emozioni per chi ha vissuto tra quelle cornici e sensazioni di bellezza, di pulizia e di laboriosità per quelli che sono nati dopo. Complimenti vivissimi agli amministratori della pagina per il loro impegno e la loro professionalità r.r.