IL LEONE NON E’ DOMO

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valerio lottino

Il leone, per antonomasia l’animale più temuto della savana, è tornato a ruggire. Chi pensava, dopo le ultime deludenti prestazioni, che la cavalcata della squadra rossoblu fosse ai titoli di coda dovrà ricredersi: il Potenza è tornato a vincere. E non ha vinto su un campo qualsiasi, lo ha fatto su uno dei campi più difficili della categoria, teatro da sempre di sfide avvincenti e battaglie sportive memorabili. Ha avuto la meglio in un campo dove, negli ultimi anni, le squadre che sono riuscite ad imporsi si contano sulle dita di una mano. E, a rendere ancora più ardua l’impresa, è riuscito a vincere in inferiorità numerica.

Ma andiamo per gradi e ripartiamo dall’inizio. La squadra rossoblu, dopo le ultime partite poco esaltanti e povere di punti, aveva perso la testa della classifica a favore della Cavese, che veniva da 9 vittorie consecutive, e della sorprendente Altamura. Come spesso accade nelle piazze emotive e passionali, questo aveva fatto cadere nello sconforto più di qualche tifoso. Le ombre del passato, le cicatrici inferte dalle gestioni precedenti e le tante delusioni accumulate negli anni passati sono ricomparse come uno spettro negli incubi peggiori. Serviva una risposta dalla società e dalla squadra e, puntualmente, è arrivata: la prima ha rimpolpato la rosa con un acquisto di spessore in settimana, quel Coppola con varie stagioni professionistiche alle spalle; la seconda con una prestazione maiuscola in un campo mai semplice.

La squadra e l’allenatore, per riportare l’entusiasmo alle stelle, aveva un solo risultato a disposizione ed è riuscito ad ottenerlo al termine di una prestazione entusiasmante. La parata miracolosa di Mazzoleni, la serpentina ubriacante di Biancola, il tiro rabbioso di França o la prova dell’ottimo Coppola sono ancora lì impressi negli occhi di tutti. Ma, al di là dei singoli, è la prestazione corale da esaltare e da cui ripartire per il prosieguo del campionato. Unica nota negativa, su cui mister Ragno dovrà soffermarsi, è l’ennesima espulsione rimediata in un momento chiave del match: una squadra esperta come quella potentina non può peccare proprio di inesperienza e non può permettersi di giocare per più di mezz’ora in inferiorità numerica.

Questa vittoria, oltre ad aver riportato il morale alto nella truppa potentina, ha avuto anche altri risvolti positivi. Infatti con la sconfitta casalinga della Cavese si è ridisegnata la parte alta della classifica: in 4 punti vi sono in ordine Altamura, Potenza, Audace Cerignola e proprio la Cavese. La squadra campana, dopo il tonfo interno contro il modesto Manfredonia, ha così perso la testa della classifica (condivisa con il sorprendente Altamura) relegandosi addirittura al 4° posto. Ciò a dimostrazione del fatto che ogni partita ha una storia a sé e che, nel solo giro di una settimana, si può facilmente passare dal Paradiso all’Inferno. Questa sconfitta ha così ridimensionato anche la forza della Cavese che, dopo il filotto molto lungo di vittorie consecutive, si è scrollato di dosso questo alone di imbattibilità di cui i propri supporters si erano velleitariamente rivestiti.

‎KELZ ROBERTS IN TIFO POTENZA

At last but not least una menzione d’onore la meritano i numerosi tifosi potentini presenti a Taranto. Tramite la diretta facebook, offerta da Ufficio Stampa Basilicata, è palesemente trapelato il loro continuo e costante sostegno alla squadra. A tratti il capiente Erasmo Iacovone è sembrato una succursale dell’Alfredo Viviani, con i tifosi del capoluogo lucano assoluti padroni degli spalti. C’è da dirgli grazie perché l’entusiasmo che ha caratterizzato il settore ospiti nei 90 minuti ha fatto sentire vicino anche chi, purtroppo, fisicamente è lontano. Bisogna ripartire da questo perché, da sempre e in ogni ambito, l’entusiasmo è la chiave di volta delle vittorie.

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Sull' Autore

Nato a Potenza il 23 Agosto del 1988, vivo ormai lontano dalla mia città natia da diversi anni. Nel 2011, dopo aver conseguito la laurea triennale in Economia Aziendale, mi trasferisco a Milano per completare gli studi presso l'università di Milano – Bicocca. Qui conseguo la laurea magistrale in Scienze dell'Economia con una tesi sull'analisi del PIL come indicatore quantitativo (e non qualitativo) dell'economia di una nazione. Bancario dal 2014 prima a Milano, poi a Padova e Bologna, città in cui attualmente vivo. Da sempre appassionato di calcio, nella tarda estate del 2006 corono il sogno di esordire con la maglia rossoblu in un Potenza – Nocerina: da lì seguiranno diverse esperienze calcistiche nei campionati di serie D ed Eccellenza. Seguo con interesse le vicende di politica nazionale e locale e amo profondamente la mia terra.

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