La storia si ripete. Ogni volta che il Governo guarda al Sud, le Regioni del Nord trovano motivi per dirottare l’attenzione e fermare i processi. Lo fanno con la grande stampa, sempre pronta a intervenire con la solita solfa delle ruberie, dei fannulloni, della clientela e della mafia. Che, se ne facessero argomento tutti i giorni sarebbero comprensibili, ma che quando vengono cacciati come i panni di stagione appaiono divise di ordinanza. Non è fantapolitica. E’ capitato altre due volte nella recente storia d’Italia: quando c’era la Cassa del Mezzogiorno e fu distrutta perché aveva una mission ben definita e quando furono varati i fondi per la industrializzazione al Sud che, dopo una violenta campagna di stampa, furono trasformati in riconversione dell’apparato produttivo del Nord.Anni novanta. Oggi che si stanno faticosamente ricreando condizioni per rimettere il Sud in moto , l’introduzione di un Ministero della coesione, l’aumento dei trasferimenti ordinari , e i patti con le regioni, riprende la risposta degli apparati del Nord, di cui Maroni o Zaia sono solo gli altoparlanti. Si, perché sbaglia chi pensa che il tutto sia solo una battaglia politica: la Lega coglie obiettivi politici alla vigilia delle elezioni nazionali, rimotivando gli elettori, offrendogli nuovi e impossibili traguardi di autonomia e di autogestione delle tasse, ma l’obiettivo vero è fermare questa azione europea ed italiana che porta investimenti lì dove servono veramente, ricreando condizioni di equilibrio territoriale. Tra poco assisteremo al ritorno dei giornalisti d’assalto. Già da oggi si incomincia con la storia delle pensioni di invalidità, con il Sud che ha un rapporto uno ogni 47 abitanti e al Nord una ogni 100 abitanti. Ma è solo l’inizio. Sentite come parla il Governatore della Lombardia, un certo Maroni, non considerato un’aquila quando era ministro e che adesso , alla sua carriera a Governatore ricandidato, ha trovato un motivo per sfogarsi: Il mio orizzonte adesso e’ fare il referendum per l’autonomia, del 22 ottobre, il cui obiettivo e’ poter trattenere qui i nostri soldi, senza mandarli piu’ al Sud, come avviene oggi e su questo la maggioranza e’ compatta, anzi siamo riusciti a estenderla”. L’errore è che uno di questi lo si lascia parlare senza dirgli le cose che meriterebbe e che cioè è un saltimbanco pronto a ballare alla musica della grande industria. Il problema vero però riguarda noi e la nostra incapacità di dimostrare di essere diversi dal clichè che ci hanno appiccicato. E di questo parleremo un giorno sì e l’altro pure. Giuseppe Digilio
IL NORD BUSSA A DENARO
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