
ROCCO SABATELLA
Non era certamente la gara con la capolista Crotone da cui aspettarsi la prima vittoria del Potenza. Ma il pareggio con i calabresi vale molto di più rispetto agli altri quattro risultati di parità conquistati dal Potenza. Che non ha mai rinunciato alla possibilità di arrivare al pari dopo che nel primo tempo il Crotone era passato in vantaggio con il gol di Gomez, frutto di un’azione da manuale costruita dalla squadra di Lerda. Anche al Viviani, almeno per un tempo, il Crotone ha mostrato tutta la sua forza prorompente chiudendo meritatamente in vantaggio la prima frazione di gioco. Nella ripresa ha avuto il torto di non aver fatto granchè per chiudere la gara, ad eccezione di un palo colpito da Vitale. E ha commesso l’errore imperdonabile di schiacciarsi troppo nella sua metà campo pensando che il gol di Gomez fosse sufficiente per portare a casa i tre punti. Crediamo che alla ripresa della preparazione martedi l’allenatore della squadra calabrese Franco Lerda esternerà tutto il suo malcontento per la gestione del secondo tempo al Viviani. Dal suo canto il Potenza ha avuto il merito di credere fino in fondo al pareggio ed è stato bravo ad approfittare del non gioco del Crotone, intento solo a difendersi, per arrivare, ancora una volta nei minuti finali, a conquistare il pareggio grazie ad una magistrale punizione di Laaribi sulla quale Emmausso ha buggerato i difensori ospiti e ha mandato la sfera all’angolino dove Branduani, portiere della capolista, non sarebbe mai potuto arrivare. Per l’attaccante anche l’occasione di riscatto dopo il rigore fallito con il Monterosi. Per la verità il Potenza era già andato vicino al gol in due circostanze: con un tiro di Matino dai venticinque metri respinto con non poche difficoltà dal portiere ospite e sulla prosecuzione dell’azione con un colpo di testa di Del Pinto fuori di un niente. Il Crotone era uscito dall’accerchiamento in una sola occasione con una ripartenza micidiale che aveva portato Chiricò solo davanti a Gasparini portentoso a deviare con i piedi il rasoterra a colpo sicuro dell’attaccante ex del Padova. A conti fatti un pari meritato e cercato con grande caparbietà che ha fatto felici i tifosi e soddisfatto anche l’allenatore Siviglia contento non solo per il gol ma anche per come la sua squadra avesse condotto il secondo tempo. Un pari che ha un valore inestimabile anche sotto l’aspetto psicologico perché fa schizzare il morale e l’autostima molto in alto e consente all’allenatore e alla squadra di preparare nella massima serenità i prossimi impegni. E con la constatazione che la squadra sta crescendo di partita in partita e anzi le migliori perfomances le ha fatte nelle prime due gare del ciclo di ferro, prima con il Foggia e poi con la corazzata Crotone. E anche nel primo tempo, quando la squadra di Lerda ha tenuto il pallino del gioco nei propri piedi, il Potenza, dopo avere incassato il gol di Gomez, non si è disunito di fronte alle grandi qualità tecniche degli avversari tenendo molto bene in difesa dove i due centrali Matino e Girasole e l’esterno Rillo hanno svolto benissimo il loro compito. Anche perché sul gol di Gomez sono stati maggiori i meriti di chi ha confezionato e poi concluso l’azione rispetto ai demeriti, minimi, dei due centrali. Parità non solo nel risultato finale, ma anche nella richiesta di un rigore per parte. Sia il fallo di mano di Cuomo che il fallo di Gyamfi su Tribuzzi avrebbero meritato la concessione del penalty, ma l’arbitro ha fatto correre.