IL PONTE MORANDI IN BASILICATA ADESSO E’ UN SORVEGLIATO SPECIALE

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di Vittorio Basentini

Il crollo del Ponte Morandi a Genova ha scosso tutti.

La tragedia del crollo, infatti, lasciato un immenso dolore ma anche tante domande sullo stato della rete viaria nazionale.

La Basilicata non è da meno, tanto che ci sono alcuni punti critici che necessitano di urgente manutenzione.

L’Anas della Basilicata adotterà a breve il divieto di circolazione dei mezzi pesanti su quei viadotti che presentano criticità, in modo tale da consentire ai tecnici di fare tutte le valutazioni del caso.

Anche la Basilicata ha un ponte realizzato dall’Ing. Riccardo Morandi, anche quello è stato costruito con la tecnica a stralli e anche quel ponte ha mostrato problemi.

Si tratta del viadotto «Carpineto I» sul raccordo autostradale Potenza-Sicignano e costruito tra il 1971 e il 1974 dall’impresa CMC –Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna.

Si tratta di un rettilineo di 241,8 metri, con due corsie parallele, separate ed indipendenti, ciascuna di 9 metri e mezzo di larghezza.

Una particolarità architettonica per chi viaggia sull’itinerario da Metaponto alla Campania; peccato, però, che la struttura ha iniziato a mostrare segni di cedimento e nel 2013 l’Anas ha commissionato a un team di tre ingegneri, guidato dal professor Luigi Della Sala, docente di Costruzione di Ponti all’Università di Basilicata e composto da Rosario Cerone e Angelo Sabatiello, un’indagine dalla quale sono emersi non pochi problemi che hanno comportato lavori in corso nell’ambito di un programma da 53 milioni di euro di spesa per il ripristino dei viadotti sull’asse viario della Basentana.

Nel dettaglio il team tecnico evidenziò come i difetti di realizzazione, unitamente alle condizioni di degrado dei materiali, hanno determinato negli anni anomalie di corrosione a carico dei trefoli che precomprimono le guaine in cemento armato e la conseguente riduzione dello stato tensionale.

Le analisi consentirono di notare uno stato di degrado abbastanza diffuso consistente in distacchi di copri-ferro delle staffe delle guaine, nonché distacchi lungo i coperchi dei conci prefabbricati che le costituiscono, con ossidazione superficiale su tutti i trefoli (i fili di acciaio intrecciati) indagati, con anomalie più diffuse su alcuni cavi.

Sempre sui trefoli sono state evidenziate deformazioni dovute al ritorno elastico conseguente al taglio di un singolo filo e una caduta di tensione pari a circa il 20% rispetto ai valori di progetto.

Per i tre tecnici, che misero a punto il piano di intervento, lo stato di precompressione residua non era sufficiente ad evitare la fessurazione dello strallo sotto l’applicazione del carico.

In una recente intervista resa al TG Regionale il Prog.Ing.Lucio Della Sala ha informato che le prove di carico, effettuate sull’impalcato del medesimo ponte negli anni precedenti, hanno dato risultati soddisfacenti e non preoccupanti.

Il Ponte Morandi. in loc.Carpineto sull’asse viaria della SS. 407 Basentana. venne costruito tra il 1971 e il 1974.

Il medesimo ponte  ha mostrato segni di cedimento nel 2013, tanto da indurre l’Anas ad avviare un programma di investimenti di 53 milioni di euro per mettere in sicurezza i viadotti dell’arteria.

Ricordiamo che la strada statale 407 Basentana (SS 407) è un’importante strada statale italiana, la più importante della Basilicata, il cui tracciato segue il corso del fiume Basento da Potenza a Metaponto, interamente in Basilicata.

La Basentana fu costruita negli anni sessanta del XX secolo, insieme alle altre arterie di fondovalle lucane, per dare un impulso all’economia regionale e risolvere il problema dell’isolamento che da sempre aveva caratterizzato la Basilicata.

Venne realizzata in previsione del traffico intenso prodotto dalle aree industriali della Val Basento distribuite tra Potenza, Pisticci e Ferrandina.

Tuttavia lo sviluppo industriale della Regione Basilicata non è mai decollato e quindi la Basentana si presenta attualmente con una capacità superiore al volume di traffico che abitualmente vi transita.

L’arteria stradale Basentana prende inizio dalla strada statale 7 Via Appia e in abbinamento a questa ed al raccordo autostradale 5 compone l’itinerario della strada europea E 847, dorsale nord-sud che unisce Sicignano degli Alburni (SA)  a Metaponto (MT).

Si registrano segnali di allarme, per diversi ponti realizzati in Basilicata, anche da parte degli utenti che quotidianamente si spostano sulle strade lucane.

A far paura anche il viadotto ‘Molino’ all’altezza di Vaglio di Basilicata, sempre sulla SS407 Basentana, a pochi chilometri da Potenza, ‘sotto osservazione’ da diversi anni, per il quale non è stato effettuato nessun intervento, nonostante le segnalazioni ed i cartelli evidenziati lungo il percorso direzione Potenza.

Tra i viadotti messi sotto accusa ricordiamo il ponte ‘Scescio’ sulla Potenza-Melfi, all’altezza del Comune di Barile; sicuramente una situazione molto preoccupante con uno stato di degrado evidentissimo, con le armature dei piloni altamente corrose ed ammalorate, senza copri-ferro e che richiederebbe la chiusura della circolazione , chiusura, invece, che non è avvenuta con grande responsabilità dell’ente gestore.

In merito alla problematica della pericolosità dei ponti esistenti, il Presidente dell’Upi Achille Variati, ha dichiarato che i tecnici delle Province ormai sono costretti ad effettuare i controlli ‘a vista’, e quando il pericolo è evidente, l’unica possibilità che abbiamo è di chiudere tratti di strada.

Si è arrivati ad oltre 5.000 chilometri di strade, compresi ponti e viadotti, chiusi per frane, smottamenti o perché insicuri, e su oltre il 50% della rete viaria si è stato costretti a fissare il limite di velocità tra i 30 e 50 chilometri orari.

Una situazione di emergenza tale che lo scorso anno tutti i Presidenti delle Province si sono visti costretti a depositare esposti alle procure territorialmente competenti nei quali sono state dettagliate le condizioni di crisi sui territori e i rischi per la sicurezza dei cittadini.

“Per questo ha sottolineato Variati “non appena insediato il nuovo Governo abbiamo chiesto un incontro al Ministro Toninelli, per fare il punto della situazione e ribadire l’urgenza di un fondo nazionale che consenta di mettere in sicurezza le strade provinciali, il reticolo che tiene insieme il Paese”.

sicuramente le più importanti arterie stradali italiane senza manutenzione sono al collasso.

Al nuovo Governo si chiede di fare presto, di garantire la sicurezza degli italiani e di non perdersi in inutili chiacchiere ed insulti che allontanano la risoluzione dei problemi.

Le responsabilità sulle tragedie come quella di Genova verranno fuori.

Non aspettiamo altre tragedie.

“FATE PRESTO”.

Vittorio Basentini

 

 

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