by ROCCO ROSA
Il terremoto giudiziario che ha interessato l’alto sauro e la val d’agri ha messo la sordina al logorante dibattito interno del Pd nazionale. La sinistra del partito tace in attea di vedere cosa esce ancora dalle carte dell’inchiesta e soprattutto dall’attività inquirente in corso. E’ certo che il tema del referendum non turba più i sonni dei politici del Pd nazionale e di quello regionale : dopo tutto quello che è successo, la gente andrà a votare a prescindere da quello che può star bene a Tizio o a Caio. Ci andrà perché ha avuto conferma che la storia del petrolio in Italia è diventata una brutta storia per come è stata gestita, monetizzata, sfruttata ,per volontà di entrambe le parti in causa : di chi doveva fare e di chi doveva sorvegliare. Come capita da trent’anni a questa parte le concessioni, sia che si tratti di petrolio, sia di autostrade o aeroporti, sono diventate un negoziato falsato, nel senso che sia il privato sia il pubblico fanno finta di stare dai due lati del tavolo ma di fatto stanno dallo stesso lato. E, con le Regioni, le cose anziché migliorare sono peggiorate, perché un conto è quando hai a che fare
con una impresa piccola, altro è quando hai a che fare con giganti che sono uno Stato nello Stato e possono girarti da tutti i lati, da quello delle blandizie, alle promesse, alle minacce, alle ritorsioni. Questo è uscito dai bidoni di catrame e questo si pone come problema centrale di quello che il Pd, a Roma come altrove deve fare. Dire stop a certi comportamenti, non basta: occorre che lo Stato si metta a fare lo Stato e le compagnie facciano quello che lo Stato dice loro di fare. Paradossalmente il dibattito “ petrolio si, petrolio no” è un dibattito del tutto fuorviante. Quello giusto è come estrarlo , quando estrarlo e dove estrarlo. Cioè uno Stato che, con nuove leggi, nuovi regolamenti, nuove procedure, prenda in mano la politica delle energie e la svolga , in piena trasparenza e secondo interessi generali che tengono conto dei diversi fattori di produzione e delle diverse politiche di sviluppo. Io non sono convinto che Renzi sia l’uomo nero che molti dipingono: la nuova legge sugli appalti, la legge in discussione sul conflitto, la rigidità avuta nei confronti di Lupi e della Guidi ( e che si porta dietro, inevitabile ,una decisione sulla Boschi), la pregevole attività del Commissario anticorruzione Cantoni, la dura lotta alle mafie che in questi mesi si sta facendo( e sono parole della Bindi che certamente non può essere messa tra i supporter di Renzi) disegnano un personaggio che ha puntato tutto il suo avvenire sulla scommessa di cambiare l’Italia. La Basilicata, che da sempre si autodefinisce laboratorio, gli pone adesso il tema centrale : come rimettere sotto controllo i poteri forti , a cominciare dalla più grande centrale di potere italiana,per finire a tutte quelle imprese che in regime di monopolio si sono ingrassate fino a tracimare dai loro confini e che oggi, con un mercato falsamente libero, stanno rivelando il volto peggiore. Ecco, il pool dei pozzi avvelenati può cambiare la storia di questo Paese, mettendo sotto le lenti un sistema che da un lato mette i forti con i forti e dall’altro…tutto il resto.
in copertina, il procuratore Gay (foto TRM)
nella foto a corredo dell’articolo il sostituto procuratore Basentini
1 commento
Ok il petrolio serve, ma non si può attivare tutta la filiera per le estrazipni e la lavorazione laddove ci sono persone che ci vivono. Non si doveva mai autorizzare questo scempio. Tutto il resto è relativo. …