La montagna di Corleto che divide la valle del camastra da quella del Sauro e dell’agri è da sempre considerato l’osso della Basilicata, la parte più isolata e impervia del territorio lucano, non a caso terra scelta dal fascismo per confinare i dissidenti. Paradossalmente questa terra abbandonata al suo isolamento , si è scoperta ricca di petrolio, ed ha affidato a questa risorsa le sole possibilità di futuro. Per ora però di questo sviluppo non si vedono tracce, e il pensiero comune è che se non si coglie adesso la opportunità di togliere questi territori dall’isolamento, si rischia la totale desertificazione.
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Se si eliminasse l’ostacolo della montagna di Corleto , si realizzerebbe la famosa trasversale ideata e voluta dal compianto senatore Scardaccione, che metterebbe in collegamento la valle del Basento con quella dell’agri, aprendo la Basilicata a metà come un melone . Il guaio di appartenere ad una comunità isolata e demograficamente debole è che essa non è mai riuscita a farsi rappresentare nei luoghi decisionali, per cui questa strada non è stata mai affrontata come una priorità, ma solo con interventi al contagocce, che in mancanza di una apertura rapida verso il capoluogo non hanno mai risollevato quelle zone dall’isolamento , impedendone lo sviluppo sia turistico, basato sulla bellezza dei borghi e dei boschi, sulla qualità dei prodotti e su una zootecnia di alto livello. La riprova di una dinamica decisionale distorta , è che anche oggi, dopo il sacrificio enorme che le popolazioni sopportano per la presenza della Total, questa strada non assurge a priorità assoluta e continua a vivacchiare tra singole costruzioni di tratti stradali , di cui non si vede mai il risultato finale. C’è bisogno, assolutamente che, mettendo insieme i soldi che ci sono per vari tratti finanziati e aggiungendo quelli che servono per una realizzazione di una trasversale veloce , si affronti di petto la questione, candidandola come priorità assoluta per la messa in rete del territorio regionale. ROCCO ROSA
