IL POPOLO DEI BACCELLI NELLA REALTA’ DEL TERZO MILLENNIO

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Il popolo dei baccelli,  fantascienza o realtà?

di Teri Volini *

Tempo fa rimasi colpita da un film di Don Siegel del 1956, tratto dal romanzo di J. Finney, Invasion of the Body Snatchers, di cui rilevai subito l’analisi di un’umanità schiava di un frainteso senso della modernità e del progresso, e da cui trassi spunto per riflettere sulla fatidica domanda: siamo una società in trasformazione o in estinzione?  

In italiano “L’invasione degli ultracorpi” , è letteralmente “scippatori di corpi”. Il regista dichiarò che era sua intenzione “attaccare un’abulica concezione della vita” ed è l’aspetto che mi ha maggiormente interessato.

Una cittadina americana è invasa da esseri alieni, che si sostituiscono durante il sonno agli abitanti, replicandosi all’interno di enormi baccelli, che crescono finché creano copie di umani senza sentimenti né responsabilità, ed eliminano gli originali. La città diventa centro di smistamento dei baccelli: gli abitanti vengono tutti replicati.. Compreso ciò che sta accadendo, il dott. Bennel cerca di allertare la gente , ma nessuno lo ascolta, viene anzi prima sequestrato, poi arrestato, infine trattato da pazzo…          

A parte il valore intrinseco nel settore fantascienza, che ne ha fatto un cult tuttora apprezzato, ne sottolineo l’attinenza con la situazione sociale odierna, di cui il film –  quasi settantenne e in bianco e nero, sembra anticipare la nostra difficile realtà.

Tranquillità o sonno mortale?

Usando l’invasione aliena come metafora di un’umanità a rischio, il film rappresenta con efficacia un mondo lobotomizzato, dove ci vogliono “tranquilli”, “dormienti”, il cervello spento.
Possiamo vedere ciò in diverse situazioni e comportamenti odierni, in completo contrasto con lo sbandierato progresso che dovrebbe caratterizzare l’umanità del 3°millennio.      

Il processo di “disumanizzazione” avviene senza nemmeno l’intervento di forze aliene: infatti gli umani provvedono ad operare da sé le trasformazioni in negativo, o c’è chi li “aiuta” a farlo, con un’adeguata pianificazione “culturale”, in modalità diretta o subliminale.

Ingabbiato nell’omologazione e nel conformismo, l’essere umano del 21º secolo non si accorge di rinunciare alle sue peculiarità più preziose: “cade nel sonno”, indotto a farlo o ancor peggio lasciandosi pervadere da esso, perdendo la capacità di comprendere se stesso, le situazioni, le problematiche da risolvere, e di optare per scelte sagge.

Forse – ipotizza il film – un mondo privo di sentimenti, consapevolezze e responsabilità renderebbe la vita più facile a tutti/e? Certo è che molti – troppi – praticano tale modalità, non rendendosi conto che una simile “tranquillità” è molto pericolosa e di sicuro non rende la vita degna di essere vissuta: porta alla perdita di sé, della propria anima..
Una visione egotica e superficiale, quando non solo la nostra esistenza conta, ma quella di tutti/e, e di coloro che verranno dopo di noi, ai quali non possiamo lasciare i risultati della nostra incoscienza, come stiamo facendo da fin troppo tempo!

Figli dei Baccelli?

Nel film, la scena degli automobilisti sull’autostrada, indifferenti alla disperazione del dott. Bennel che li avvisa del pericolo, oltre ad essere metafora del cinico conformismo della nostra società, mostra che il vero rischio – più che negli alieni – risiede proprio in noi stessi:”Molte persone perdono la propria umanità poco a poco, non dalla sera alla mattina. Ma la differenza è irrilevante.”
Stanno nel Baccello – o ne sono appena usciti – anche coloro che mettono   sullo stesso piano ciò che è inconsistente con ciò che è fondamentale; che – normali in apparenza – sono in realtà “intontiti” e contenti di esserlo. Sono figli dei baccelli coloro che pensano solo a sé e al loro piccolo mondo, limitandosi alla routine quotidiana, senza nemmeno chiedersi se stanno o meno facendo la cosa giusta; che non mettono mai in dubbio pensieri o azioni, né si domandano quali abitudini cambiare per non danneggiare ulteriormente l’habitat, se stessi e gli altri .

Antidoti alla Sindrome del Baccello        

L’unica salvezza dalla contaminazione è dunque “rimanere svegli”, evitando che la crisi globale diventi irreparabile.. L’antidoto alla disumanizzazione è la consapevolezza, un’informazione completa e attendibile e il coraggio di contribuire al cambiamento di rotta, cominciando con la scelta oculata di chi deve rappresentarci nella res publica, e decidere al meglio ciò che conta per la vita nostra e delle future generazioni.
La Riconversione generale dei nostri stili di vita è improrogabile : non profitto ad ogni costo, ma rispetto per la terra; non la mistificazione populista “lavoro a tutti i costi”, ma il sacrosanto binomio lavoro/salute. Come? Ad esempio, cambiando tipologia di occupazione, riattivando l’agricoltura, ripristinando i terreni usurati dal metodo intensivo e dall’uso di chimici e pesticidi; lo stesso per gli altri ambiti, tutti da rendere sostenibili, congedando lo sfrenato consumismo e gli sprechi, specie dei materiali che rubano le risorse della terra, già messa a dura prova!

Sull’energia: attivando con determinazione la libera ricerca di fonti veramente sostenibili, non più rallentata o impedita dalla logica del profitto spinto, ma secondo il Bene Comune.. Insomma, un comportamento Etico. Altrimenti, i veri “alieni” saremo noi! 

*Prof.ssa Teri Volini, artista biofila,  Presidente Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza ETS

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Sull' Autore

Pittora, incisora, performer land artista, designer, ricercatrice, poeta, portatrice di memoria, linguista, conferenziera... ha esposto dagli anni '80 le magiche suggestioni de La Montagna Stregata – ispirata alle piccole dolomiti lucane di cui è originaria – seguita da diversi cicli di Opere pittoriche, presenti in oltre 90 mostre personali in sedi regionali, nazionali ed estere, come Potenza, Milano, Zurigo, Winterthur, Nizza, New York, Arles en Provence, Canterbury... con notevoli riscontri di critica e pubblico, ed in numerose collettive, con pubblicazioni, premi e riconoscimenti. Tramite i diversi linguaggi espressivi - pittura, scultura, poesia, installazioni, performances, azioni simboliche, video, manifesti d’artista, ricerche, conferenze, articoli, incontri mirati con le giovani generazioni e la società civile - l'Artista biofila si fa promotrice di un nuovo rispetto per il pianeta, percepito non come un oggetto da dominare e sfruttare, ma come Terra Madre, generatrice e nutrice di tutti i viventi. Presidente del Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza, ha al suo attivo un sito web e un blog, due raccolte poetiche, una trentina di ebook, pubblicazioni su diverse testate a livello regionale e nazionale, la collaborazione in free lance con La Grande Lucania, Il Lucano, Il Capricorno, Talenti Lucani, Valori... Canta nella donna il valore femminile originario, sottolineandone sacralità, bellezza e magia nell’esuberante creatività e nella corrispondente ciclicità con la Natura: l'una e l'altra essendo portatrici e nutrici di vita. Preconizza un tempo in cui l'arte e la vita siano coincidenti ed in cui sia possibile riconquistare l'incanto gioioso di fronte alla bellezza e al mistero della vita sulla terra.

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