
ROCCO SABATELLA
Il pareggio stava già stretto al Potenza. Figuriamoci aver subito una sconfitta beffarda
dopo aver letteralmente dominato la squadra più forte del campionato ieri sera
accompagnata dal tifo di oltre nove mila spettatori. L’Avellino, con i tre punti ottenuti
ieri sera con un solo tiro in porta fatto in 99 minuti ha scavalcato il Cerignola e si è
portato, dopo un lungo inseguimento, al comando della graduatoria con due punti di
vantaggio sui pugliesi. A causare l’immeritata sconfitta della squadra di De Giorgio ha
contribuito anche il direttore di gara che al minuto 44 del primo tempo non ha concesso
un rigore sacrosanto per un evidente fallo di Enrici ai danni di Schimmenti che era
arrivato a meno di due metri dalla porta. L’arbitro Mucera di Palermo che era ben
piazzato il fallo lo ha visto molto bene ma evidentemente non sel’è sentito di accordare
una massima punizione semplicemente solare che avrebbe comportato anche
l’espulsione del difensore dell’avellino Enrici che era stato già ammonito. Al rigore
negato si deve aggiungere un’altra svista, questa volta dell’assistente numero 2 che ha
alzato la bandierina per segnalare un fuorigioco inesistente di Petrungaro che poi aveva
segnato battuto il portiere dell’Avellino. Al Potenza rimane la soddisfazione di aver
offerto 75 minuti di grande calcio al quale era mancato solamente il gol sfiorato in
diverse circostanze con azioni ottimamente congegnate e non concretizzate anche per
mera sfortuna. De giorgio aveva detto in conferenza stampa pre gara che il Potenza, per
uscire con un risultato positivo dal Partenio Lombardi, avrebbe dovuto fare una partita
perfetta sia in fase difensiva riducendo al minimo gli errori che nel far valere la sua
grande capacità nella fase di possesso. Ed è stato proprio così perché da centrocampo in
avanti il Potenza ha confermato la sua ormai consolidata capacità di costruire manovre
offensive ottimamente organizzate e che hanno messo in serissima difficoltà la difesa
dell’Avellino, ma fino al gol segnato da Russo aveva fatto una fase difensiva di grande
efficacia in cui tutti e quattro i difensori, in particolare Milesi e Verrengia, ottimamente
assistiti dai centrocampisti, non avevano lasciato nessuna palla giocabile ad elementi
del calibro di Panico, Patierno e Lescano che sono stati letteralmente annullati e ridotti
alla totale impotenza. Assoluta padronanza dell’area di rigore e una grande capacità di
costruzione della manovra dal basso veramente sontuosa sulla quale gli avversari non
sono stati mai in grado di intervenire per fermarla o limitarla. Con la conseguenza che il
pallone arrivava sempre ai centrocampisti che mettevano fuori gioco i loro omologhi
avversari e potevano sempre innescare Schimmenti, Caturano e Petrungaro bravi e
pronti a rendersi pericolosi. Detto del rigore e del gol annullato, ci sono state altre
ottime occasioni per il Potenza. Con Schimmenti che perde l’attimo propizio per
comcludere e si fa deviare il pallone in angolo, con un tiro di Petrungaro appena alto,
un altro dell’ex Messina deviato da un difensore in angolo, una meravigliosa azione
partita ai limiti dell’area e proseguita da Burgio fino all’area avversaria dove Castorani
sferra un gran tira messo in angolo da un difensore avellinese. Molto impegnati e in
difficoltà al punto da servirsi di continui falli per cercare di fermare lo strapotere dei
lucani. Costati il giallo a Panico e a Enrici. Sorte toccata anche a Cancellotti per mettere
a terra Caturano al limite dell’area dopo un’azione ficcante condotta sull’asse
Petrungaro e Schimmenti. . Castorani colpice la barriera. Nel finale di primo tempo si fa
vedere Caturano al tiro che Rigione manda in corner. L’inizio di ripresa del Potenza
rimane intenso e sempre propositivo e fiocano le occasioni. Dopo sei minuti
Petrungaro salta un avversario e tira ma Iannarilli tocca il pallone che si avvia a finire in
rete ma Cagnano salva miracolosamente sulla linea. Dopo tre minuti è sempre
l’indemoniato Petrungaro che supera in dribbling due avversari e all’altezza del
dischetto del rigore manda alto. Avellino, intimorito dai rossoblù, pensa solo a cercare
di difendersi senza avere la possibilità di fare altro. Dopo venti minuti Biancolino,
tecnico dei campani, mette dentro D’ausilio e Russo per gli evanescenti, per merito dei
difensori del Potenza, Lescano e Panico. De Giorgio sostituisce Erradi e Schimmenti con
Siatounis e Rosafio e poco dopo mette dentro Selleri e Ferro per Caturano e Castorani.
Forse Erradi, peraltro ammonito e Schimmenti , sarebbero stati in grado di rimanere in
campo ancora una decina di minuti. Al minuto 76 arriva il vantaggio dell’Avellino. Milesi
al limite dell’area grande ferma l’azione dei campani e anziché allontanare il pallone si
attarda in una giravolta inutile e pericolosa con il risultato di farsi rubare palla da
D’Ausilio che serve subito Russo che dal limite insacca con un tiro preciso che va a
morire all’incrocio. Una clamorosa beffa per l’errore di Milesi che stava facendo una
prestazione da otto in pagella. Ovviamente grande l’entusiasmo dei tifosi campani e
Avellino che arretra con tutti gli uomini nella propria metà campo a difendere il
prezioso gol.Il Potenza non si arrende all’0ingiusatizia e reagisce creando altre
opportunità con Petrungaro che impegna il portiere avellinese e con Mazzeo che, nel
recupero tenta il tiro da posizione defilata quando avrebbe dovuto mettere il pallone in
mezzo all’area dove c’erano tanti rossoblù. Finisce tra l’entusiasmo alle stelle dei tifosi
irpini per lo scampato pericolo dopo il dominio assoluto del Potenza e per una vittoria a
cui nessuno ormai credeva più che può significare la promozione in serie B.
foto da “La Nuova”