
Giovanni Benedetto la la fine del 2019, coincide col termine del girone di andata della serie C di calcio.
È tempo di bilanci.
Per il Potenza tutto è andato oltre le previsioni della vigilia: 39 punti, seconda in classifica insieme alla corazzata Bari e 12 vittorie conseguite.
Siamo giunti al terzo campionato consecutivo e i risultati sul campo, ma non solo, anche sugli spalti e il gradimento in città sono in continua ascesa.
Tutte le società all’inizio dell’anno fanno progetti, programmi e investono in funzione degli obiettivi che intendono perseguire ma quasi un po’ di distanza rimane tra proposito e risultati.
Non è stato il caso del Potenza che è sempre partito con propositi, aspettative e investimenti adeguati per ottenere risultati in un tempo più lungo di un campionato riuscendo a raggiungerli anche in anticipo rispetto ai tempi programmati.
Risultati che conseguiti in un girone dove c’è una spietata concorrenza tra le blasonate Reggina, Catania, Bari, Ternana e altre, assumono un valore che va al di là degli stessi numeri.
Gli eclatanti risultati conseguiti sul campo e sugli spalti hanno sollevato altri due problemi connessi ai primi: il rafforzamento del settore giovanile e una nuova struttura sportiva che possa ospitare le attività della prima squadra e di tutto il settore giovanile.
Dell’importanza e opportunità di una nuova struttura, sia essa solo stadio o una struttura completa di altri spazi per fare un vero centro sportivo, in quest’ultimi mesi si è avuto modo di parlare in tante altre occasioni.
Il futuro della squadra di calcio del Potenza passa anche dall’esistenza di una logistica moderna, funzionale per le esigenze di una squadra di calcio che voglia partecipare a campionati professionistici.
Per coloro che hanno come riferimento il calcio potentino del passato potrebbe sembrare inutile e ridondante creare nuove strutture destinate a deperire negli anni; ma i tempi cambiano e nel business plan di una squadra entra anche una nuova struttura indispensabile per sviluppare calcio e offrire tutti quei servizi che il calcio professionistico di oggi richiede.
Solo in questa maniera si possono creare le basi per ritenere Potenza una città idonea per investire su una squadra di calcio e ciò vale per l’attuale società ma anche per chi vorrà investire dopo.
Le società di calcio non sono paragonabili alle associazioni no profit, sono delle società di profitto che investono in un settore molto rischioso, lo sciopero della lega ci dice qualcosa.
Anche per questo motivo Potenza potrebbe essere una città appetibile in questo settore visto che ha un bacino d’utenza intorno a 100000 abitanti, a patto che si creino le infrastrutture idonee.
Credo che agli inizi del nuovo anno, la classe politica, che si è assunta l’impegno di studiare nel concreto il problema attivando gli uffici competenti per individuare i terreni idonei, dovrà già fornirci i primi risultati dell’indagine in corso.
Sul fronte vertenza Lega – Fgic e governo è giunta ieri sera, tramite l’onorevole Caiata, la notizia che il governo ha accolto l’ordine del giorno presentato dal presidente del Potenza.
Caiata ha richiesto al governo una maggiore attenzione per studiare una forma di sussidio economico alle squadre di serie C. Sembra che il governo, senza stanziare oneri finanziari supplementari, sia orientato a rimodulare le cifre provenienti dai diritti televisivi, come previste dalla legge Melandri, per estenderle anche alle squadre di serie C e D.
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