
di Gerardo Acierno
Scrive Dostoevskij: “Sappiate che non vi è niente di più alto, di più forte, di più sano, di più utile per l’avvenire della vita di un buon ricordo, e tanto più se esso appartiene alle cose di casa.” Accompagnato da queste parole, domenica 28 gennaio, sul far della sera, con il chiaro del cielo a provare resistenza all’avanzare delle ombre, ho raggiunto nel cuore del centro storico di Pignola Palazzo Gaeta, simbolo e testimonianza di una storia antica e di una comunità da sempre impegnata a scrivere il proprio futuro facendo tesoro delle “cose di casa”, delle proprie “radici” e delle varie sfaccettature culturali che hanno segnato e disegnato i giorni e gli anni della nostra vita comunitaria.
Nei restaurati locali del Palazzo, l’aria della festa, il sottofondo dei mandolini dell’orchestra “Domenico Manfredi” di Avigliano e il sommesso vocio degli invitati, tipico di queste circostanze, mi hanno accolto e offerto due ore di serenità, di sana nostalgia e di felicità profonda rinsaldata dal ricordo e dalla consapevolezza che anche lui, il Presidente, Bruno Mario Albano, mio amico da sempre, fosse qui, con tutti noi, con sua moglie Ninetta e i suoi figli Cristina e Mimmo. E poi i tanti nipoti, gli amici, le autorità e le delegazioni delle Pro Loco lucane, i professori e gli studiosi della giuria del Premio a lui intestato: PREMIO TRADIZIONI POPOLARI – BRUNO MARIO ALBANO- II Edizione –
Organizzato dal presidente de “Il Portale”, Loredana Albano, il premio ha lo scopo di mettere in luce attraverso la presentazione di video e cortometraggi gli aspetti caratteristici e pregnanti delle tradizioni popolari, in particolare di quelle lucane. Quest’anno il tema proposto ai concorrenti è stato “La mietitura”. I tre corti vincitori, molto apprezzati dal numeroso pubblico presente in sala, sono stati realizzati da Marzio Breglia, Biagio Labbate, Vincenzo D’Onofrio.
La giuria con la presidenza del dott. Lopizzo e con le relazioni e gli interventi lucidi, chiari, profondi del prof. Larotonda, del direttore Catalani e del dr. Lo Pomo ha sottolineato il valore e l’importanza delle tradizioni popolari, la bravura e l’impegno di tutti i filmakers, in particolare dei promossi. Inoltre ha messo in risalto la figura e l’opera del Presidente Bruno Albano durante il suo quarantennale impegno nella Pro Loco e nel Circolo Culturale “Il Portale”. Ha chiuso i lavori Margherita Romaniello, presidente della Lucana Film Commission.

La serata è stata di un piacere assoluto. Al mio fianco i genitori di uno dei vincitori. Di Senise. In altri settori della sala altre famiglie di altri pezzi di Basilicata qui a testimoniare la popolarità di Bruno e a portargli riconoscenza. A grappoli poi i suoi ex alunni e i tanti ragazzi di un tempo iscritti nelle varie società sportive da lui create. In prima fila la figlia maggiore Cristina con la mamma Ninetta, musa e dispensatrice di ricordi sulla lunga vita matrimoniale con Bruno.
E la politica. Bruno Mario Albano, come si può leggere nel sottotitolo del bel libro scritto da Ninetta Perone nel 2021, è stato “Maestro, politico, animatore culturale”. Stasera, a rendergli ancora una volta un pensiero sincero c’è quella “vecchia DC” rappresentata da Tonio Boccia, Peppino Molinari, Lillino Lamorte, quella Democrazia Cristiana alla quale Bruno era iscritto e per la quale da Segretario di Sezione ha combattuto epiche battaglie negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del secolo scorso. Palazzo Gaeta, in quegli anni, ospitava la locale Sezione politica. In questi locali, in questa stessa stanza si prendevano decisioni, si facevano scelte, si cantavano vittorie e si lamentavano sconfitte. Allora era il tempo di profondi cambiamenti, il paese si lasciava alle spalle con pochissimo rimpianto un passato poco nobile e guardava avanti sperando in un futuro migliore.
Poi, l’orchestra dei mandolini ha intonato May Way, celebre brano cantato da Frank Sinatra e i miei ricordi sono approdati sulle mille serate trascorse qui con il Presidente, come sempre abbiamo chiamato Bruno noi generazione boomer, a dibattere di politica, sulla musica e la pittura, sul calcio e il ciclismo (lui tifava Bartali, democristiano e partigiano), sul cinema e la letteratura. Si discuteva di brutto rischiando addirittura la zuffa ma si ritornava a casa con un pensiero in più nella testa.
A fine serata ho ringraziato Il Portale per l’invito, ho abbracciato Ninetta e Cristina, mi sono complimentato con i vincitori del premio e con la giuria ma prima di chiudere questo ricordo forse un po’ troppo personale e poco istituzionale (e me ne scuso), non estendo i complimenti alla mia comunità che a distanza di sei anni dalla scomparsa del caro Bruno ancora non è riuscita a individuare un angolo, un vicolo, una strada, una piazza da dedicare alla memoria di Bruno Mario Albano. Mi ripetono da più parti che la burocrazia in queste cose ha delle scadenze ben precise. Sarà pur vero. Ma per un personaggio come Bruno Albano che ha portato il mondo a Pignola e che ha consentito a Pignola di andare nel mondo credo sia possibile derogare qualcosa, inserire un codicillo, inventarsi un decreto per consegnare a questa comunità pignolese, testarda, intelligente e sensibile, proprio come i suoi muli della corsa di Sant’Antonio, una traccia memoriale, un segno indelebile di passione civile, di umana disponibilità e di totale dedizione alle sue nobili radici come Bruno Mario Albano ha insegnato. Ecco perché, quindi, mi piace chiudere con i versi di Yzu- Francesco Albano, suo amato figlio scomparso prematuramente, che così recitano:
“… dice che a ovest e a sud, dove
vuoi, i mari si fanno aperti-
ma pare che noi non sappiamo
solcarli, né farne sudore
umore che scuote pazienza
sostanza da saggiare pezzo a pezzo”.