IL SISTEMA IMPRENDITORIALE LUCANO HA TIRATO IL FRENO A MANO

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RICCARDO ACHILLI economista

Un indicatore dello stato di salute di una economia territoriale è dato dalle dinamiche di nati/mortalità delle sue imprese. Evidentemente, un territorio sul quale le imprese aumentano numericamente ha in sé delle potenzialità di crescita ed una percezione di opportunità di sviluppo positive.

Con alcuni limiti metodologici, i dati di Unioncamere, tratti dal Registro Imprese, consentono di fornire alcune possibili misurazioni della dinamica della cosiddetta demografia di impresa. Tali dati, infatti, rispetto ad uno stock preesistente di imprese registrate, evidenziano, a cadenza trimestrale, il numero di imprese che si sono iscritte e quelle che hanno cancellato l’iscrizione da detto Registro, approssimando quindi dei tassi di natalità e di mortalità imprenditoriale.

Ovviamente, non tutte le nuove iscrizioni derivano dalla nascita di nuove imprese, potendo essere costituite anche da fenomeni di scorporo di rami di azienda, di creazione di nuovi marchi o filiali da aziende preesistenti, ecc. Parimenti, non tutte le imprese che cessano dall’iscrizione sono imprese che cessano di esistere: può trattarsi di imprese che si cancellano per trasferimento della sede aziendale altrove, o per fusione/acquisizione/incorporazione di imprese esistenti, o per chiusura temporanea finalizzata ad una riapertura, ecc.

Ad ogni modo, il fenomeno è una approssimazione del dinamismo imprenditoriale locale, ed i dati più recenti, aggiornati ai primi tre mesi del 2019, non sono molto buoni per la Basilicata. Il saldo fra imprese iscritte e cessate è negativo per 374 unità, corrispondente ad una decrescita della numerosità imprenditoriale regionale dello 0,62% rispetto al trimestre precedente, un dato, questo, peggiore della media italiana, dove la decrescita è di 0,36 punti.

Di fatto, il dato ai primi mesi del 2019 interrompe una crescita della numerosità imprenditoriale, favorita anche da un lieve miglioramento del contesto economico locale, avviatasi nel 2016 e confermatasi nel 2017/2018. Evidentemente, quindi, tale ciclo leggermente più favorevole si è rapidamente interrotto, e il nuovo anno inizia all’insegna di una restrizione nelle opportunità di mercato e nel livello di attività economia e dei consumi in Basilicata.

Il miglioramento del periodo 2016-2018 non era attribuibile, peraltro, al tasso di natalità, che è inferiore a quello nazionale e meridionale, e che testimonia di una debole propensione a fare impresa (dovuta anche alla presenza di una popolazione relativamente anziana demograficamente, quindi poco disponibile ad assumersi rischi di impresa rilevanti) quanto piuttosto al modesto tasso di mortalità, che evidenzia una capacità di resilienza delle imprese già esistenti piuttosto interessante. Tale dato è confermato anche dalla statistica relativa al tasso di sopravvivenza a cinque anni delle imprese più piccole, quindi più fragili in fase di start-up, ovvero le ditte individuali. Al 2018, soltanto il 30,5% delle ditte individuali lucane nate nel 2014 risulta cessato, a fronte di una media del 37,4%.

In altri termini: vi è una peculiare difficoltà a creare una nuova impresa in Basilicata, derivante da numerosi fattori (scarso credito bancario, insufficienti livelli di patrimonializzazione dei neo imprenditori, ciclo economico regionale in evidente peggioramento già dalla fine del 2018 e nei primi mesi dell’anno in corso, scarsa propensione a fare impresa da parte di una popolazione anche anziana) però chi riesce ad avviare una iniziativa ed a entrare sul mercato ha più probabilità di sopravvivenza rispetto ad altre regioni del Paese. E’ un apparente paradosso, che probabilmente si spiega con fattori peculiari che aiutano l’imprenditore locale a sopravvivere, sia pur in un contesto economico e di mercato piuttosto critico per molti versi (l’aiuto finanziario e anche di manodopera all’interno dell’impresa da parte dei familiari dell’imprenditore, le condizioni di sostanziale monopolio in cui molte attività – si pensi ad es. al piccolo commercio al minuto – si trovano nei piccoli Paesi dell’area più interna della regione, dove spesso esiste un solo alimentari, un solo giornalaio, un solo tabaccaio o un solo barbiere presso il quale servirsi, l’ampia quota di imprese che hanno un mercato pubblico, cioè che hanno clienti nella P.A., ad esempio nel comparto delle costruzioni o delle forniture alla PA., e che quindi operano su mercati che, per quanto difficili in termini di pagamento delle forniture, sono relativamente stabili in termini di domanda).

La fotografia di insieme è comunque quella di un sistema produttivo con basso livello di ricambio interno, sia per il modesto tasso di entrata, sia per un relativamente basso tasso di uscite. Un tessuto produttivo stabile ma che, evidentemente, non ha le caratteristiche quantitative e qualitative per promuovere processi di sviluppo di livello sufficiente a far uscire la Basilicata dalle condizioni di sostanziale arretratezza nelle quali versa.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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