MARIA CRISTI SANSONE
La storia dovrebbe insegnarci banalmente ad essere migliori, ad alcuni riesce anche essere eroi e, come tali, senza clamore e senza vanto per la propria esistenza eccezionale, ricca di eventi e incontri che hanno segnato il ventesimo secolo. È la storia di un uomo che ha scelto. Le scelte che cambiano il corso degli eventi. Una esistenza vissuta, senza clamore, ma con impegno, l’impegno civile, quello che muove le coscienze. Di tali eroi ne avremmo tanto bisogno anche oggi, ritrovare l’antico spirito dell’indignazione e della rivolta ai soprusi, ma questa è un’altra storia! Il protagonista è un bambino, un giovane, un uomo che sceglie, la celta civica che diventa lotta, rivendicazione che porta alla conquista, che dovrebbe essere semplice, ma è faticosa conquista di diritti. I diritti che non sono mai solo diritti di uno. Chi semina raccoglie, a volte capita che i riconoscimenti siano postumi come una medaglia al valore conferita dal Presidente della Repubblica nel 2023 per aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò e aver conosciuto l’orrore della deportazione e dei campi di concentramento, ma c’è anche la storia fatta di emigrazione, quando l’Italia per inaugurare il boom economico barattò manodopera per il carbone delle miniere di Marcinelle dove molti trovarono la tomba, non era ancora tempo di sicurezza nei luoghi di lavoro… Si ritrova la storia di amicizia e frequentazione con il sindaco contadino, il comune sentire che portò all’occupazione delle terre. È soprattutto la storia fatta di umanità, quella tipicamente del galantuomo. Così io ho sentito che fosse quando ho ascoltato del salvataggio dell’avversario, non nemico, politico caduto da cavallo in un burrone. Salvataggio che divenne motivo di accuse e discussione con i compagni di sezione. In una vita, questo e tanti altri eventi testimoniamo la storia, la storia che non si deve e non di può ignorare. Il protagonista è Giuliano, la storia è stata consegnata a noi da Vincenzo Dimilta che si è fatto carico di fare memoria, uno dei figli. Fare memoria è fare condivisione, consegnare a tutti noi per farci conoscere quegli eroi che hanno fatto la storia.
VINCENZO DIMITA
Per poter conoscere le vicende di Giuliano basta leggere il romanzo “In una vita, ed. Transumanti”; che Vincenzo Dimilta ha scritto e pubblicato a luglio del 2023, che sarà presentato ad Accettura il 17 agosto presso l’Auditorium comunale, già Cinema De Luca. La storia è avvincente, la lettura è necessaria per scoprire una vita ricca di eventi dovuti a scelte dettate da un profondo senso civico che dovrebbe essere l’eredità raccolta e imitata in questi tempi in cui i rigurgiti di un passato buio sembrano stagliarsi all’orizzonte minacciosi con la complicità di coloro che sono distratti e non attenti alla debolezza delle fondamenta della nostra democrazia. … “Dal lager non i esce come si è entrati. La nuova condizione di libertà appariva identica alla precedente schiavitù, le emozioni erano anestetizzate. Non un giubilo, non un’invocazione. La lunga detenzione in quella succursale dell’inferno aveva rubato agli uomini la capacità dio gioire. Capirono solo ce dovevano andare via subito e mettere la maggiore distanza possibile tra loro e quel luogo maledetto e innominabile: Braunschweig nella Bassa Sassonia, a nord della Germania.“
IN COPERTINA: GIULIANO DIMITA
