nino carella

Per quanto infinite possano essere le vie della politica, l’inciucio o ribaltone in salsa materana pare naufragare in alto mare.

Come facilmente previsto (link), il sindaco De Ruggieri, che aveva chiesto aiuto all’opposizione facendo appello all’alto senso di responsabilità in onore del 2019 (che nella maggioranza fa evidentemente difetto, visto che nella stasi totale del governo cittadino, seduto su una crisi politica palese da oltre un anno, si è pensato bene si far superare in silenzio il termine ultimo per andare a elezioni anticipate in tempi ristretti), ha sentenziato che la cosa non s’ha da fare.

Tattica? Possibile, visto che da vecchio (pardon: agée) politico navigato, il nostro sindaco che pare brancolare abbastanza nel buio sulle cose amministrative, tiene invece la sua maggioranza e la sua opposizione (interna ed esterna) agevolmente a bada, tirando una frustrata a destra e una a sinistra.

In particolare il Partito Demcoratico, è sta messo messo fortemente in imbarazzo dalla richiesta di governissimo, proprio mentre le sue componenti devono organizzarsi in vista del Congresso Nazionale, che avrà pesanti ricadute anche sugli equilibri cittadini e regionali: infatti, dicendo no sarebbe stato rimproverato di mirare alle elezioni per tornare al potere, dicendo sì sarebbe stato rimproverato di mirare al potere senza tornare alle elezioni. Della serie: come la fai la sbagli.

Ma nel laconico e strano silenzio del centrosinistra, solitamente assai loquace, pare capire che le richieste fossero in verità assai semplici: per poter giustificare un cosa straordinaria come un inciucio – o, peggio, un clamoroso ribaltone, ovvero un governo dell’opposizione con i 5-6 “dissidenti” della maggioranza – era necessario che il sindaco rassegnasse le sue dimissioni, rendendo conclamata la crisi, e che il prossimo governo fosse totalmente diverso dall’attuale (il che significa: tutti a casa, e gente nuova dentro): che altrimenti nessuno capirebbe il senso di tanto casino.

Insomma, proposte semplici e anche logiche, per non trasformare una scelta difficile e grave, in un inutile pasticcio ipocrita. Ma che da quell’orecchio DR non ci sentisse, è apparso subito chiaro, quando una settimana fa ha rivendicato i grandi (!) risultati del suo governo, rendendo evidente che se grande governo è, non ci sono motivi per mandarlo a casa.

L’azione del PD ha reso quindi evidente e chiare due cose, che i più scafati avevano comunque intuito:

1) che il sostegno chiesto dal sindaco riguardava solo il nodo del bilancio, superato il quale, bye bye governissimo, ciao-ciao Pd, e si torna a campicchiare alla giornata. Un trappolone fiutato da gran parte del centrosinistra, che ha richiesto doppia dose di prudenza e infinite discussioni nella massima assise del partito cittadino;

2) che i “dissidenti” non sono dissidenti per nulla: è bastata la disponibilità di massima del PD a discutere del cambio di maggioranza per far tornare tutti in riga, chi formalmente, come il giovane-vecchio consigliere L’Episcopia, impegnatosi addirittura per iscritto a votare il bilancio, chi probabilmente nei prossimi giorni.

Perchè se i 5 residui dissidenti volessero davvero mettere fine ad un governo che (parole loro, eh) sta facendo male alla città tra approssimazione e inmobilismo, potrebbero già domani mattina mettere in minoranza il sindaco, e farla finita. 

Come anche, se De Ruggieri volesse davvero cambiare passo per senso del dovere verso l’appuntamento storico che la città si è conquistato, potrebbe metter su un governo di alto profilo e presentarsi in Consiglio comunale per vedere chi ci sta, e chi no.

E invece tutto lascia pensare che nulla di questo succederà. Succederanno invece alcune cose buone, che De Ruggieri non perderà occasione di rivendicare come merito proprio; e succederanno alcune cose cattive, che l’opposizione non perderà occasione di addebitare al governo cittadino.

La verità sta nel mezzo, ovvero che Matera è lasciata in balìa della corrente, della buona volontà di tanti che quotidianamente si danno da fare, senza guida e senza programmazione alcuna. E ce la caviamo comunque, che il mare non si ferma col palmo di una mano.

In onore alla commedia senza fine cui siamo costretti ad assistere, anche questo pezzo non ha un finale.

Semplicemente: alla prossima!