A MATERA? TUTTO BENE, BENISSIMO.

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nino-carellaNINO CARELLA

Sta cominciando a diventare difficile, ripetitivo e piuttosto imbarazzante, raccontare quanto l’amministrazione De Ruggieri sia incapace e inadeguata rispetto al momento storico che vive la città. Ma farò un altro sforzo.

Perchè un po’ di cose sono (non) successe anche questa settimana, iniziata con il balletto della crisi aperta in consiglio comunale con la richiesta del sindaco al PD di togliergli i dissidenti dai piedi, e chiusa con un farfallonico comunicato stampa in cui il DR elencava tutti i fantomatici traguardi che la città avrebbe raggiunto grazie al suo lavoro, nel solo mese di marzo 2017. Riuscendo così nell’incredibile missione di smentire da solo la sua stessa analisi di “fallimento totale”, fatta appena una settimana fa, e riportata nell’incontro con il Partito Democratico prima, e in Consiglio comunale poi.

Il Vegliardo, però, oltre che da sè stesso, ha ricevuto in questa settimana anche un paio di smentite esterne.

Ricordate i numerosi comunicati in cui De Ruggieri annunciava che grazie al suo (inde)fesso lavoro, per la prima volta nella storia, la Capitale sarebbe stata visitata dai Reali inglesi, i primi di aprile? Comunicati ai quali i più boccaloni sono andati dietro costruendo castelli di parole sul nulla, pur di strappare un applauso al loro beniamino?

Beh, i primi giorni di aprile sono arrivati, ma i reali inglesi non si sono fermati nemmeno ad Eboli, girando i tacchi già appena arrivati a Napoli. Segno che la visita (questa, come tutte le altre che l’hanno preceduta e che seguiranno) sarebbe stata totalmente indipendente da De Ruggieri e dagli sforzi – (inde)fessi, of course – profusi dalla nostra amministrazione nell’occasione. 

E allora che dice, Sindaco, vogliamo smetterla di raccontare che ogni buona notizia che involontariamente passa da Matera è merito suo, mentre invece i problemi sono sempre e comunque colpa di qualcun altro? Dimenticando peraltro che Lei è lì soprattutto per risolvere questi ultimi, più che per raccontarsela e per raccontarcela? Faccia un po’ lei, che qui sotto noi si comincia ad avere il dubbio di una nemmeno troppo sottile presa per i fondelli.

E una presa in giro comincia a sembrare anche la faccenda del governissimo, visto che alla richiesta di dimissioni avanzate dal PD, De Ruggieri ha (metaforicamente) risposto mostrando il dito medio e accompagnando il gesto con un sonoro fischio. Alla seconda richiesta, di azzeramento di tutto l’azzerabile (staff e giunta) e di totale discontinuità con il passato, il pensiero del nostro pare chiaro: non ce n’è alcun bisogno, considerati i miracoli che l’amministrazione sta facendo per questa città ingrata, che continua inspiegabilmente a tacciarlo di incapacità e immobilismo; però, se proprio si deve fare, se proprio proprio insistete, evvabbene, allora si potrà fare. E non si capisce però, allora, tutto questo valzer politico a cosa dovrebbe servire, se De Ruggieri continuerà a fare il De Ruggieri, i dissidenti continueranno a fare i dissidenti, e il PD continuerà a non fidarsi di nessuno. Forse solo a far approvare il bilancio anche quest’anno, per tirare a campicchiare un altro annetto? In effetti il sospetto comincia a prendere corpo.

In ogni caso, la vicenda più triste, perchè diversamente dalle altre ci tocca un po’ tutti direttamente, è questa: i proprietari del CineTeatro Duni hanno ufficialmente rispedito al mittente l’offerta di tre milioni e mezzo avanzata dal Comune per il suo acquisto. E ricorderete anche qui i numerosi annunci che a più riprese per un anno e mezzo De Ruggieri ha propagandato ai quattro venti, dando la cosa come impresa già fatta, solo da formalizzare, grazie al suo, ci mancherebbe, (inde)fesso lavoro.

Un anno e mezzo perso (sui tre a disposizione) sul tema Teatro, un capitolo importante di quello che dovrà essere il 2019

Ma su questo il nostro sindaco è andato avanti a testa bassa per la sua strada, sicuro di riuscire dove altri avevano fallito prima, incurante quindi di quanti (inclusi gli stessi proprietari del Duni!) lo avevano più di una volta messo un guardia sul fatto che quella strada portasse inevitabilmente in un vicolo cieco, sbarrato da un muro contro il quale De Ruggieri ha però testardamente e presuntuosamente voluto andare a sbatterci per forza la capoccia. Finendo però per farla sbattere a tutta la città, che adesso resta, e resterà, senza Teatro. Un paradosso, per la Capitale della Cultura, che è anche inutile stare a spiegare e sottolineare, e che meglio di qualunque altra immagine, sintetizza il fallimento di De Ruggieri, che il sindaco ammette solo quando non può proprio farne a meno, salvo ringalluzzirsi e negarlo appena un attimo dopo. 

Una schizofrenia politica e una mancanza di visione obiettiva e complessiva, che ci fa male in mille modi diversi: DR continua a raccontarsi come un incompreso supereroe, in grado di superare qualunque difficoltà; e il fatto che finora non ne abbia superata nemmeno una, non gli fa una grinza: è colpa solo della sfiga, o del contesto negativo, o se proprio non se ne esce, sarà sempre colpa di Adduce. E pensare che la cosa del Duni l’avevamo prevista persino noi

E così, un’altra settimana a vuoto si aggiunge alle 80 già passate dall’insediamento del governo De Ruggieri.

La narrazione surreale che continua -questo sì – indefessamente a raccontare, ha superato abbondantemente i confini della commedia, ha sfondato i limiti della farsa, ed è finita nel pieno surrealismo.

Che è sempre e comunque una forma d’arte. E cos’è l’arte, in fondo, se non una forma di cultura? 

E allora, vedi: tutto torna.

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Sull' Autore

Nino Carella

Ho impostato il navigatore in direzione aziendale ma, blaterando di democrazia e di sviluppo, ho svoltato a sinistra finendo dritto addosso a un blog: ed erano già passati quarant'anni.

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