Ho appreso con preoccupazione il persistere dell’ipotesi che la Basilicata possa essere di nuovo coinvolta nella localizzazione del deposito nazionale di scorie nucleari. Tale eventualità, già ventilata nei documenti preliminari prodotti da Sogin e MASE, rappresenta per noi una scelta inaccettabile sotto ogni profilo: ambientale, sociale, sanitario ed economico. La dichiarazione, in audizione alla Camera, sull’individuazione dei siti per i depositi delle scorie nucleari del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “in caso di mancato raggiungimento delle intese sui singoli siti, la decisione sarà assunta con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, integrato con la partecipazione del presidente della Regione interessata” è la conferma che il Governo nazionale, anche in materia ambientale, ha poche idee ma confuse! Infatti a dispetto di quanto dichiarato fino a poco tempo fa dallo stesso Ministro che aveva ipotizzato l’utilizzo dei depositi esistenti sembra che si stia tornando alla carica con l’individuazione dei nuovi siti tra cui quelli individuati nei territori di Montalbano Jonico, Bernalda, Montescaglioso, Genzano di Lucania, Irsina e Matera. Il fatto che nessun territorio abbia proposto la propria candidatura ad ospitare un sito per lo stoccaggio delle scorie nucleari, e vorrei vedere quale amministratore pubblico farebbe una scelta del genere, spero non convinca il Governo ad imporre a questo o quel territorio una scelta irreversibile che andrebbe a condizionare lo sviluppo e la crescita di un’intera un’area.
*CONSIGLIERE REGIONALE DELLA BASILICATA (PSI-AVS-LBP)
