CATERINA ARRIGONI

INFAMIA

Dimmi,
qual e’ il volto dell’infamia
ch’io possa
negarlo ai miei occhi.
Quale il suo colore,
ch’io possa
escluderlo
dal mio arcobaleno.
Quale il suo odore,
ch’io possa
 tener serrate
le mie narici.
Quale il suo sapore,
ch’io riesca
 a non farne cibo
per la mia tavola ospitale.
Starà seduta
vicino a me,
accoglierà i miei pensieri,
e ne farà
 merce di scambio.