Dimmi,
qual e’ il volto dell’infamia
ch’io possa
negarlo ai miei occhi.
Quale il suo colore,
ch’io possa
escluderlo
dal mio arcobaleno.
Quale il suo odore,
ch’io possa
tener serrate
le mie narici.
Quale il suo sapore,
ch’io riesca
a non farne cibo
per la mia tavola ospitale.
Starà seduta
vicino a me,
accoglierà i miei pensieri,
e ne farà
merce di scambio.
