INIZIATIVE STRAORDINARIE E POLEMICHE PROVINCIALI

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teresa-lettieriTERESA LETTIERI

Sarà difficile che questo countdown alla fine dell’anno possa godere di serenità o meglio evitare le polemiche che ad ogni ora si costruiscono a ritmi incalzanti. Credo che alcuna una campagna di comunicazione a favore di qualsiasi cosa abbia mai  beneficiato di una proliferazione di idee(?) così abbondante, tanto da esaurire tutte le argomentazioni in merito e riciclarne delle altre per evidente bisogno di manifestare la propria opinione. In fondo si tratta del primo (e forse unico) Capodanno di mamma RAI realizzato nel capoluogo di regione e l ‘occasione è propizia per ogni cittadino a lasciare una traccia dei suoi pensieri, un po’ come gli album di ricordi che si compilano per ritrovarsi protagonisti di quel momento a distanza di anni. Ovviamente la risonanza è talmente ampia che non si sono persi d’animo gli altri corregionali ed in particolare i presunti lesi dallo “scippo” dell’evento, i nostri fratelli materani, che palesemente o in maniera più velata non perdono occasione per rivendicare il “furto”. Poi si aggiungono gli opinion leader, quelli che ogni mattina al canto del gallo vaticinano sui temi più disparati. Ancora, non si risparmiamo coloro che più fugacemente, quasi a mò di incursione, lasciano una scìa che pare più un solco d’aratro su una costa argillosa che un flebile richiamo agli accadimenti. In questo calderone, le miscele si mischiano , si separano, si alimentano, di rado si quietano ma forse il bello è proprio in questo prologo scoppiettante che molto spesso diventa una pozione pericolosa. Ancora non si comprende se c’è da temere più per la querelle in atto o per il presunto camion che potrebbe secondo il Viminale puntare ad un obiettivo privilegiato come Piazza Prefettura, che a diverse cose si presta ma non ad accogliere uno di quei bestioni usati per gli attacchi terroristici, proprio per un fatto di logistica. Sgombrando tuttavia la mente da pensieri superflui e affatto invitanti, il livore, attenzione, non la gioia, ma il livore che circola in questi giorni, e già da tempo soprattutto sui social è un po’ la cartina al tornasole di un disagio presente sul territorio regionale che tutti anima fuorchè le parti che hanno sottoscritto un accordo in merito a tutto il periodo che condurrà a Matera 2019, rappresentato dalla parte politica della regione. Forse, un eventuale contributo avrebbe potuto surriscaldare ulteriormente gli animi e saggiamente si è lasciato di sedare con alcuna dichiarazione il clima di astio che ormai domina imperturbabile. Ma da Via Verrastro e zone limitrofe nessun cenno e/ o riferimento specifico pare sia partito sino ad ora, ragion per cui il tema rimane nelle mani o meglio sulle bocche dei cittadini lucani che non si risparmiano in alcun modo. Le questioni più calde sicuramente riguardano l ‘inadeguatezza della città di Potenza, crocifissa a città più brutta della regione e, tempo fa, grazie a qualche contributo extraregionale, addirittura dell’intera penisola. Gli architetti o presunti tali che in queste ore sono partiti dalla speculazione edilizia degli anni 60-70 per approdare agli scempi post-terremoto e alle ulteriori pianificazioni urbanistiche di recente produzione si sprecano, e nella dovizia di particolari e nella giustificazione del “brutto”. I sentimentali argomentano con amarcord che richiamano ai bar, attività commerciali, circoli ricreativi e a seguire che invadevano il centro storico animandolo significativamente negli anni che furono, attribuendo alle varie amministrazioni, alle crisi, alle epidemie e pestilenze varie la loro scomparsa. Poi, abbiamo i combattenti con mescolanze di sostenitori vari, dal Santo patrono ai santi minori, che seguono il percorso della lotta alle amministrazioni rivendicando il ruolo di attivisti negli ultimi anni e quindi di paladini di via Pretoria. Timidamente, le associazioni di varia fattura che nel tempo si sono organizzate e a tratti consolidate reclamano un posto al sole in quanto protagonisti di una stagione culturale che ad onor del vero sta riscaldando tutta la città con eventi di varia tipologia. Le piccole frange di reazionari che si staccano e si replicano in questo panorama di fervore intellettuale producono a loro modo critiche, attacchi, suggerimenti che paiono più i mortaretti che si sparano tra adolescenti che veri colpi di protagonismo. Ma ad ognuno il suo. Ovviamente, i toni  che già separano i cittadini del capoluogo vengono animati (e sono cauta) dalle considerazioni (e sono ancora più cauta) dell’altra provincia, colpita al cuore da questo scippo inaccettabile. Se Guelfi e Ghibellini potevano apparire come due squadrette di calcetto al torneo della parrocchia (ed occhio alle parrocchie che non scherzano affatto in quanto a polemiche) lo scontro ”putnzes” e materani ha assunto i connotati di una vera guerra. Gli abitanti dei noti “Sassi” hanno mal digerito l’assegnazione dell’evento così agognato in agro di Potenza e mossi più da un attaccamento al ruolo che alla città di appartenenza si abbandonano generosamente in invettive che superano i dissapori calcistici di vecchia memoria per dilagare in vituperi di bassissimo profilo che nulla hanno a che vedere con lo spirito che dovrebbe al contrario diffondersi in occasioni come queste. Sconosciuti risultano i contenuti del programma che in questi anni dovrebbe essere realizzati e che prevedono la partecipazione di tutta la regione in varie vesti allo sviluppo dell’iniziativa, altrimenti non sarebbe giustificata (lo spero)  la protesta che alla più piccola occasione si innesca per partito preso, senza una legittima motivazione e che divide puntualmente i lucani. Non potendo sperare, quindi, in un raccordo di animi e di anime (siamo davvero quattro gatti) questi giorni (che non sono gli ultimi purtroppo) dovranno obbligatoriamente sottostare al volere degli spadaccini della parola che in diverse occasioni affondano la lama in maniera veramente disgustosa. L’orgoglio potentino, ovviamente, non si è fatto attendere, nonostante poche siano le occasioni in cui veramente emerge a rivendicare il suo, e la risposta, rappresentata dalle numerose iniziative messe in campo in questo periodo hanno strabiliato gli stessi cittadini divisi per rappresentanza nel partecipare ai numerosi eventi che si affollano quotidianamente. L’auspicio risiede nel fatto di poter continuare ad assistere a momenti come questo distribuiti durante tutto l’anno, segno che la città non è affatto morta e nonostante le sue brutture, che poi accomunano anche centri artistici di tutto rispetto, è in grado a suo modo di far fronte agli accadimenti in atto. Certo, continuare su questo percorso non è cosa da niente, considerata l’inedia alla quale si era abituati, ma si può continuare a sperare nella collaborazione dei numerosi protagonisti che a vario livello si sono messi in gioco solo per amore verso la città. Spesso le reazioni non ci rendono orgogliosi del nostro essere cittadini in maiuscolo ma è palese che l’assenza o la cattiva o precaria amministrazione della cosa pubblica a vari livelli non può trovare sollievo nell’attività di coloro i quali dovrebbero limitarsi ad una animazione collaterale e non principale della vita di una comunità. Così come lo stato attuale non sta agevolando lo spirito di coesione di una regione che, pur occupando un fazzoletto sulla carta geografica, possiede forse molte più peculiarità di regioni ampiamente estese e che trova difficoltà nel riconoscerle e riconoscersi. L’”anno che verrà” non è una opportunitàper chi ospita l’evento, lo è per tutta la regione che potrebbe accogliere a livello di singola realtà locale  e dirottare su altre mete lucane i turisti che per curiosità, per divago o altre motivazioni (anche quelle lavorative e sanitarie) intendono approfondire la conoscenza del nostro territorio. Premesso quindi, che la rivendicazione di un ruolo allo stato attuale non rende nulla a nessuno quanto la rivendicazione di ciò che si possiede e che si può offrire (se si è consapevoli, ovviamente) sarebbe più lungimirante mettere in rete le varie eccellenze territoriali con l’ambizione di diventare competitivi e appetibili non solo a livello nazionale ma anche mondiale, così come dovrebbe essere una capitale della cultura e l’ intero territorio che la circonda. Malumori, minacce, aggressioni verbali, auspici mal augurali sono in grado di riscaldare solo l’aria gelida che qualche buontempone continua ad annunciare scherzando sulle temperature glaciali  che inchioderanno  tutti i potentini presenti sotto il palco del Capodanno. E alle sparute comete che si affacciano nel tentativo di rinnegare l’evento e sottolineare la bruttezza della location, consapevoli ( me lo auguro) del peso che la comunicazione strutturata in maniera maldestra può avere in ambienti già abbastanza provati senza rispondere ad un fine preciso se non quello dell’inadeguatezza, suggerirei ruoli più in linea con quello che hanno scelto nella loro vita professionale, se è vero che la professione e l’eventuale prestigio generato dalla medesima li abilita a disquisire su temi come quelli oggetto di nuova contestazione. Allo show mancano poche ore, che siano portatrici di un nuovo anno davvero entusiasmante per tutti i lucani e di svolta per la regione. Cominciamo il countdown!

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Teresa Lettieri

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