STORIA TRISTE DI ISABELLA E DIEGO

0
  a cura di Antonietta Lisco
 
Far conoscere i personaggi della storia e della cultura lucane , è uno degli obiettivi che questo giornale si è posto , anche in vista del grande evento di Matera 2019 ,che deve essere una vetrina per tutta la regione e per  i tanti gioielli che il territorio presenta . Una figura femminile molto amata nella cultura italiana è quella di Isabella Morra, poetessa di Valsinni e icona di un femminismo che ha tentato di reagire a realtà ostili, a costrizioni fisiche e mentali , a tentativi di reprimere la forza dei sentimenti e il sogno di libertà. Isabella Morra, poetessa lucana, nasce a Favale, odierna Valsinni, a metà del ‘500. Nata in una famiglia ricca, vive la sua intera vita in solitudine e reclusa nel suo castello. Odiata e non amata dai suoi fratelli solo grazie ad un canonico, che aveva avuto pietà per questa povera creatura, la mette in contatto tramite corrispondenza con Diego Sandoval De Castro. Tra i due nasce solo, a quanto pare, una lunga e fittissima corrispondenza, e non si sa se i loro rapporti rimangono platonici oppure si concretizzano. Ma la gente del paese viene a sapere di questa relazione così che, in un agguato uccidono il caro Diego mentre Isabella cade ancora di più in una forte crisi esistenziale aiutandosi solo grazie alla sua poesia. Fu solo dopo la sua morte che si scoprono i suoi scritti, in totale tredici. Intorno al ‘900, Benedetto Croce si interessa alla vicenda di questa adorabile creatura e pubblica il saggio “Storia di Isabella Morra e Diego Sandoval De Castro”. Croce si reca in Basilicata per indagare personalmente sulla vita della sfortunata poetessa, e negli scritti che trova all’interno del suo castello scopre ancora di più della sua vita, che muore dopo aver vissuto in un’epoca dove la donna era considerata intellettualmente inferiore all’uomo, e in un paese , come avrebbe scritto Carlo Levi, dove nessuna donna poteva frequentare un uomo se non in presenza di altri.
Croce fece effettuare scavi alla ricerca delle spoglie della giovane donna, sotto la chiesa ai piedi del castello, senza ottenere risultati, tanto che ancora oggi non si conosce dove sia ubicato il suo corpo facendo cosi alimentare le fantasie e i miti come quello del suo fantasma in giro nel castello oppure come di notte si veda una sagoma evanescente tra i bastioni del castello.
D’un alto monte onde si scorge il mare
D’un alto monte onde si scorge il mare
miro sovente io, tua figlia Isabella,
s’alcun legno spalmato in quello appare,
che di te, padre, a me doni novella.
Ma la mia adversa e dispietata stella
non vuol ch’alcun conforto possa entrare
nel tristo cor, ma, di pietà rubella,
la calda speme in pianto fa mutare.
Ch’io non veggo nel mar remo né vela
(così deserto è lo infelice lito)
che l’onde fenda o che la gonfi il vento.
Contra Fortuna alor spargo querela
ed ho in odio il denigrato sito,
come sola cagion del mio tormento
Oggi  Valsinni tanto odiata da Isabella, celebra ogni anno la sua poetessa con spettacoli, letture e anche con un parco letterario della corrispondenza tra i due personaggi, dove ad oggi rimangono solo le lettere che i due si scrivevano.
Condividi

Sull' Autore

Antonietta Lisco, assistente domiciliare e ospedaliera. Ama l'arte, la scrittura, la moda e gli arredi. Quando può pratica yoga, il suo piacere per il corpo. Ascolta musica, ama il cinema. Scrive. Sua passione da sempre. Ha scritto un romanzo e...chissà.

Lascia un Commento