JUVE IN EUROPA SI VA PER VINCERE !

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BY ROCCO SABATELLA

Si possono trovare tutti i motivi nell’elogiare la grandissima prova della Juventus all’Allianz Arena: aver dominato in casa loro i tedeschi creando le migliori e tante occasioni da rete, aver avuto la meglio tatticamente dell’avversario con un approccio ed un atteggiamento mentale da grandissima squadra, essere andata ad un passo dal proseguire il suo cammino nella Champions con prospettive enormi per quarti e semifinali,  aver avuto la quasi certezza che ormai la squadra campione d’Italia si può stabilmente inserire tra le migliori 4/5 formazioni più forti d’Europa. Tutto vero e assolutamente non contestabile. Ma alla fine quello che resta certificato è che la Juventus è stata purtroppo eliminata quando non meritava questa sorte. E l’analisi da fare è che da questo mercoledì 16 marzo funesto non devono uscire frasi che poi alla fine diventano solo consolatorie per trovare un alibi all’eliminazione. La partita dell’Allianz Arena ha dimostrato, invece, una verità incontrovertibile: i bianconeri hanno tutte le capacità di affrontare qualsiasi gara e qualsiasi avversario con un solo obiettivo: puntare sempre e comunque alla vittoria. Questo atteggiamento deve essere una costante dalla quale non si deve mai derogare. Perché, diciamo la verità: la Juve non è stata eliminata a Monaco di Baviera, ma ha scontato i pessimi 60 minuti fatti a Torino che hanno dato un indubbio vantaggio alla squadra di Guardiola anche se poi la grande reazione di orgoglio dei bianconeri ha prodotto un pareggio quasi insperato. Per continuare a crescere in Europa e sistemarsi stabilmente tra le migliori 4/5 del continente bisogna abbandonare pensieri e atteggiamenti sparagnini come successo a Monaco di Baviera dove la Juve, pur costretta dal risultato dell’andata, si è sistemata in campo solo con un’idea, quella secondo noi più elementare e che è l’essenza del gioco del calcio: giocare semplicemente per vincere in casa e fuori. E non far passare messaggi sbagliati come pensare che un pareggio senza reti in casa sia utile oppure fidarsi ciecamente e forse anche troppo della  propria solidità difensiva. Che nel campionato italiano può fare sicuramente la differenza ma che in Europa non paga assolutamente. E i 90 minuti di ieri lo hanno dimostrato ampiamente. Nulla da eccepire sulla condotta complessiva della partita, almeno, per ciò che attiene ai tempi regolamentari nei quali è scontato che la Juve ha avuto contro, oltre che l’arbitro Eriksson, che ha ancora una volta dimostrato tutta la sua inadeguatezza, oltre che una certa sudditanza nei confronti delle corazzate europee come il Bayern ( e che non sappiamo o forse lo sappiamo troppo bene come fa ad essere tanto stimato dal designatore Collina), anche una dose infinita di cattiva sorte. Perché ancora i tifosi della Juve non si spiegano come Cuadrado, alla fine del primo tempo, abbia potuto sbagliare una rete praticamente fatta ad un solo metro dalla linea bianca di Neuer . Questa la fotografia della partita. Adesso e lo ripetiamo ancora una volta, si deve proseguire sulla falsariga dell’Allianz Arena. Staff tecnico e giocatori per la loro parte devono proseguire il lavoro, non ci vuole molto per completarlo, utile a permettere alla Juve di essere stabilmente per valori tecnici, caratteriali, tattici e mentali sul podio europeo e la società non deve essere da meno in questo percorso. Dimostrando con i fatti che vuole raggiungere lo stesso obiettivo. Lo slogan di Marotta che la Juve è una società compratrice e non venditrice non deve essere solo uno slogan. Anche tenendo sempre d’occhio i bilanci. Solo cosi si potrà far felice un popolo, quello juventino, che vuole che la squadra del cuore torni ad essere una delle protagoniste principali e durature in Europa. Un po’ come successo nel decennio di Marcello Lippi nel quale la Juventus ha veramente dominato sul palcoscenico europeo arrivando a disputare ben quattro finali di Champions.

 

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