JUVE, MISSIONE COMPIUTA

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ROCCO SABATELLA

ROCCO SABATELLA

La Juve si assicura la qualificazione matematica agli ottavi di finale della Champions e adesso non le rimane, per completare l’opera, battere nell’ultima giornata la Dinamo Zagabria e guadagnarsi il primo posto del girone. Secondo tutte le previsioni e le aspettative generali. Ma per battere il Siviglia i bianconeri hanno imboccato la strada più tortuosa perché i primi 30 minuti di partita sono stati imbarazzanti facendosi schiacciare nella propria area dagli spagnoli. E’ stato sicuramente sbagliato l’approccio alla gara perché il baricentro dei bianconeri si è abbassato troppo verso Buffon e questo ha consentito al Siviglia di avere troppo campo libero per fare il loro gioco molto arrembante ed impedire ai campioni d’Italia, con un pressing asfissiante,  di uscire dal guscio in cui si erano rintanati. E’ arrivato, inevitabile, il vantaggio di Pareja e poi il Siviglia ha sfiorato il raddoppio con un tiro da fuori area che ha sfiorato la traversa. Le cose sono nettamente migliorate, lo dobbiamo ammettere con molta onestà, dal trentasettesimo del primo tempo quando Vasquez si è fatto buttare fuori dall’arbitro che gli ha sventolato il secondo giallo in faccia. E da quel momento i bianconeri hanno preso coraggio e hanno attuato il massimo sforzo per arrivare al pareggio. Che è puntualmente arrivato nel recupero con il rigore di Marchisio. Ma anche nel corso della ripresa il gioco della Juventus, pur in superiorità numerica, ha solo prodotto uno sterile possesso palla ma con manovra troppo lenta e sviluppata solo per linee orizzontali. Il che ha consentito al Siviglia che aveva finito la benzina di non correre pericoli e di accarezzare anche l’idea di riuscire a portare a casa il pareggio. Ma la Juve ha avuto il merito di essere molto paziente convinta di poter arrivare alla rete del successo. Ci ha pensato Bonucci a togliere le castagne dal fuoco con il tiro a volo rasoterra che non ha lasciato scampo al portiere andaluso. Il sigillo di Mandzukic al terzo di recupero ha certificato una vittoria tra luci, le tre reti e la voglia di non mollare mai, e ombre che si sono appalesate in tanti momenti dei 90 minuti di Siviglia. E’ vero che alla Juve mancavano una serie infinita di giocatori troppo importanti come Barzagli, Chiellini, Higuain, Dybala, Benatia, Piaca, ma questo non deve essere un alibi perché anche la Juve rabberciata ha il dovere di giocare molto meglio di come ha fatto per lunghi tratti ieri sera. E non solo ieri sera. E qui non si tratta di qualità tecniche dei singoli che pure sono a livello molto alto, ma di uno sviluppo del gioco che deve essere sicuramente meglio organizzato, fatto di più verticalizzazioni e che possa avere nel suo dna anche la possibilità di portare il pressing nella metà campo avversaria più organizzato e compatto e meno sporadico. A conferma di ciò basta evidenziare che nelle volte, poche per la verità, in cui i bianconeri sono andati a pressare i difensori del Siviglia hanno recuperato il pallone e hanno creato pericoli al portiere spagnolo. Allegri continua a dare appuntamento a marzo per vedere la Juventus al massimo. Ovviamente i tifosi si augurano che questo accada. Per intanto è compito di Allegri trovare le soluzioni più idonee per  rendere il gioco della Juventus migliore e di conseguenza più redditizio. Perché siamo sempre più convinti che la squadra di Allegri ha tutte le potenzialità per giocare molto meglio e per continuare a fare risultati positivi. Tocca all’allenatore farle uscire fuori, cosa che in questi primi tre mesi e mezzo di stagione non è riuscita tante volte. Anche se la Juve continua imperterrita a dominare il campionato, ha superato il girone di Champions e si appresta a chiudere il 2016 puntando alla conquista della supercoppa italiana nella finale del 23 dicembre prossimo contro il Milan. Per concludere dobbiamo fare  riferimento alla polemica tra Conte e la società bianconera per alcune dichiarazioni del tecnico del Chelsea che ha detto che la Juve con questa squadra deve puntare decisamente all’Europa. E in questa polemica si è inserito, ospite assolutamente indesiderato, Giovanni Galeone con lo scopo non di difendere mica la Juve che l’ex tecnico del Pescara non ha mai fatto mistero di non apprezzare, ma di accorrere in difesa del suo allievo Allegri molto criticato nell’ultimo periodo. Detto che l’allenatore bianconero non ha bisogno di avvocati difensori e aggiunto che Conte forse poteva evitare quelle dichiarazioni che comunque non parevano offensive ma che rappresentano il desiderio di tutti i tifosi bianconeri di arrivare a primeggiare in Europa e alle quali ha risposto con molto garbo Marotta, c’è solo da dire che l’unico che non si deve impicciare dei fatti della Juve e che quindi è meglio che stia zitto è proprio Galeone. Perché le sue dichiarazioni contro Conte sono pretestuosee fanno sorgere un dubbio:  probabilmente Galeone negli ultimi 6 anni non sarà stato in Italia e non è informato di quanto è successo nel calcio italiano in questo periodo. Inoltre è il meno indicato  a parlare perché da  allenatore  non è ricordato per avere vinto chissà che cosa. Se non quattro tornei di serie B e basta. Galeone ha detto che è difficile che Conte riesca fare giocare bene Higuain e Dybala. Beato lui che legge nella sfera di cristallo e vive di certezze assolute. Noi, giusto per informarlo di quanto è successo negli ultimi 6 anni, gli diciamo solo questo: anche Conte ha vinto due campionati di serie B sfornando spettacolo con il Bari e il Siena, poi ha preso la Juve dei due settimi posti e l’ha portata a vincere subito lo scudetto, ha bissato il successo con la stratosferica stagione dei 102 punti e poi ha fatto tris consecutivo di scudetti. Poi è diventato Ct della nazionale alla quale ha ridato gioco, credibilità e fatto rinascere l’entusiasmo dei tifosi verso la maglia azzurra fino all’ottimo Europeo disputato in Francia. E a  Galeone vogliamo ricordare che il primo scudetto Conte lo ha vinto da imbattuto e proprio superando il suo allievo prediletto Allegri che allenava il Milan e che aveva in squadra Ibrahimovic e Thiago Silva, giusto per citare qualche nome. Conte ha vinto il primo scudetto facendo esprimere al meglio giocatori come Pepe, De Ceglie, Matri ed altri che fuoriclasse non si potevano definire. Figuriamoci se Conte non sarebbe stato in grado di esaltare anche Dybala e Higuain. Per concludere qualcuno di buon cuore regali a Galeone un abbonamento a Sky in modo che possa vedere che cosa sta facendo Conte con il Chelsea.Allegri si sa difendere molto bene da solo e non ha bisogno di tutor come Galeone e poi, giusto per stemperare i toni, l’attuale tecnico della Juventus dovrebbe essere riconoscente per tutta la vita a Conte e omaggiarlo di doni. Perché se Conte tre anni fa non avesse deciso di lasciare la Juve, non sappiamo quale sarebbe stato il percorso di Allegri in questo lasso di tempo. L’unico che ci può’ dare una risposta certaè senza dubbio Galeone che ha capacità divinatorie.

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Rocco Sabatella

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