Noi tutti, dice San Paolo, siamo stati battezzati in un solo spirito per formare un solo corpo. L’armonia della creazione diventa, attraverso questa visione profetica ed escatologica, strumento spirituale di comunità. È in questo rapporto che ritroviamo il benessere superiore e personale. Dentro noi stessi, nella natura che ci circonda, nelle forme di equilibrio che perseguiamo. Ne abbiamo discusso, in un importante convegno a carattere scientifico, con il dott. Rocco Carbone che ci ha regalato un nuovo lavoro editoriale, una superba ed esaustiva ricerca scientifica sulle Piante Medicinali.Un lavoro denominato Planta Madicamentum Naturae, che nasce dal desiderio di presentare una visione d’insieme degli aspetti che caratterizzano e determinano l’utilizzo delle terapie naturali, che negli ultimi anni stanno vivendo uno sviluppo straordinario.Al tavolo della presidenza, nel bellissimo Auditorium della nuova Biblioteca Nazionale di Potenza, con chi vi scrive e l’autore, erano presenti il Presidente della Sezione Lucana dell’Accademia Tiberina, il prof. Nicola Pascale, che si è fatto carico, con i suoi soci, dell’organizzazione dell’evento, oltre al prof. dell’Unibas, Sergio De Franchi, meridionalista convinto, agronomo di lungo corso, esperto di materia forestale. Hanno portato il loro saluto il dott. Luigi Catalani, giovane e dinamico Direttore della Biblioteca e il dott. Antonio Pandolfo, vice direttore della Banca di Monte Pruno, partner culturale e finanziario dell’Accademia.Nel suo intervento il prof. Pascale oltre a presentare l’uomo e il professionista Rocco Carbone, definendone il profilo e il curriculum, ha spiegato come oggi aumentano i medici omeopati, i fitoterapeuti, come pure le farmacie che destinano sempre più spazio ai rimedi naturali. Non mancano, a giudizio di Pascale, iniziative atte a mettere in guardia ed informare direttamente tutti coloro che si affidano a tali terapie, circa le caratteristiche e l’innocuità delle piante medicinali. Pascale ha inteso anche presentare la storica Accademia Tiberina e il programma delle iniziative dei prossimi mesi.Tornando al libro. un fenomeno più originale, che è stato evidenziato dall’autore, è l’affermarsi di nuove figure professionali che esercitano il proprio ruolo attraverso il consiglio di rimedi naturali derivati dalle piante: Aromaterapia, Fitoterapia, Gemmoterapia e Floriterapia. Quindi, nella pratica quotidiana, figure come il medico, il farmacista, il fitoterapeuta, l’erborista, il naturopata e il floriterapeuta, rappresentano un potenziale notevole circa l’utilizzazione e la diffusione di una cultura delle piante medicinali e delle terapie naturali.Il testo, questo il senso dell’intervento del Prof. Sergio De Franchi, si rivolge a tutti gli operatori del settore: medici, farmacisti, fitoterapeuti e naturopati che desiderano avere un compendio a portata di mano, con schede sinottiche di facile consultazione e senza tralasciare il rigore scientifico che la materia richiede.De Franchi ha sottolineato come nella parte generale, sono elaborate le varie teorie con riferimento alla farmacognosia, alla tecnica farmaceutica, alle forme farmaceutiche e alla tossicologia delle piante, con particolare riguardo ai principali criteri di farmacovigilanza. Seguono le sezioni dedicate all’Aromaterapia e alla Gemmoterapia, con una puntuale descrizione della teoria e delle piante impiegate in queste discipline, si conclude questa parte con un semplice ed efficace repertorio terapeutico.Il prof dell’Unibas ha concluso evidenziando come nella parte sistematica sono descritte oltre 180 monografie essenziali delle piante maggiormente utilizzate, con riferimenti alle fonti ufficiali, alle Farmacopee europee ed all’organismo europeo (ESCOP) di convalidazione dell’utilizzo ed efficacia delle piante officinali.Il convegno si è concluso con non pochi interventi del numeroso pubblico presente ed anche con alcune domande pervenute via Social grazie alla diretta Facebook. Stimolato anche dalle domande, il Dott. Carbone ha specificato come la visione unitaria e non parcellizzata dell’uomo è ripresa in alcuni passi del testo. L’uomo, ha ben spiegato l’autore dopo una domanda del conduttore sulla rottura sociale e il monito di Pasolini alla modernità, è un sistema complesso, inserito in un ambiente e in una società che sembrano sempre più stravolgerne la vera natura, imponendogli ritmi di vita impossibili, stress, una corsa senza respiro che lo porta a “distrarsi da se stesso”. Infatti, il sintomo è lì per ricordarci che c’è qualcosa che manca, uno squilibrio, un trauma, un’emozione dolorosa, sopprimerlo significa il più delle volte cronicizzare: nascondere le cause profonde che ci hanno portato a quella malattia e che c’impediscono di guarire.Le terapie naturali, rafforzando e non negando la medicina tradizionale, forniscono una “chiave” per aprire le porte di una maggiore consapevolezza e di un’armonia che possono aiutarci a vivere meglio, anche la malattia, restituendole un “senso” e non soltanto un farmaco.Con l’uso delle piante medicinali e con l’utilizzo della pianta nella sua interezza, è questa la chiave del libro di Carbone, possiamo trasferire tutte le benefiche virtù intrinseche all’uomo, e non solo l’azione di quel determinato principio attivo. Dalla pianta, nella sua interezza, possiamo asportare tutte le informazioni e i messaggi di un ecosistema che nei tempi ha trasferito alle piante ed ha regolato la loro crescita, e che questa memoria, può essere utilizzata dall’uomo riacquisendo quel potenziale di riequilibrio collettivo dell’Unità.Nel saluto finale l’autore ha chiosato con le parole di un grande studioso , Edward Bach: «E’ la presa di coscienza di ciò che siamo, che può restituirci la piena salute, ossia, un’unione indissolubile di Mente, Corpo e Spirito».