GIAMPIERO D’ECCLESIIS
Violante Cuozziello non disse nulle, abbozzò con un sorriso di circostanza e pensaje –Ma tu vire a chesta. O’ prufumo, a finezza, cose ‘e pazze! Che bizzoca–
Sarebbe finita lì se non ci fosse stato un seguito.
La Cuozziello aveva preparato le conserve per l’inverno e, come si usa, aveva messo fuori alla finestra il concentrato a stringersi al sole, in cucina attendeva alle sue faccende quando gli giunse un frammento di conversazione tra la Sig.ra Bellizzi e la vedova Cuomo del 2 piano.
Le due donne, ferme nel cortile davanti alla sua finestra commentavano la qualità della conserva – E che volete fare Signora mia, quello si vede, sta conserva è na cosa arrangiata, inzomma so’ cafune, non canosce l’arta della conserva come la facciamo noi. O’ verìte il colore? E’ un rosso troppo scardente, non è fine, si vede che è roba un poco grossolana–
Era troppo, l’affronto era stato grave e, soprattutto pubblico, la Cuozziello ascette da casa e succerette ‘o nguacchio.
–Ehm, ehm silenzio in aula. Signò stateve zitte! Signor Procuratore preco!
Annunziaje Don Gennaro ‘o guardaporte.
Il Procuratore Dott. Pisapia, scese gravemente dall’appartamento al 3 piano dopo che la lite tra le due vicine di casa era stata sedata, con il compito gravoso di risolvere la lite e giungere ad un componimento.
La Signora Cuccurullo del secondo piano annunziò gravemente
-Si sentano le parti!-
Subito arripartette la lite furibonda tra le due vicine
–Bizzoca!-
-Cafona!-
-‘Mbarate a fa’ ‘o ragù!-
-A me che niente di meno la mia salsa va per nominata in tutta Afragola!-
-Ma famme ‘o piacere, ‘nviriosa!-
-Scimmia!-
-Roseca cucchiare !-
-Signore vi prego! Ordine. Ordine nel cortile!-
Sentenziò gravemente ‘o guardaporte.
Il Procuratore con aria grave e sopracciglia corrucciate guardava le due donne con aria preoccupata, quando Don Gennaro riuscì a sedare la lite, dopo una lunga pausa silenziosa densa di pathos e di significato il procuratore sentenziò
–Signore mie qua non c’è che fare! Per dirimere la questione è necessario predisporre un accertamento tecnico, dispongo quindi per la tranquillità del caseggiato che la signora Bellizzi si astenga da ogni commento sulla qualità della conserva della signora Cuozziello e che si predisponga quanto necessario per un accertamento tecnico sulla qualità d’ò raù–
–Eh? Che cosa?-
-Signora – spiegò Don Gennaro- trattasi di una procedura tecnica per il giudizio, ‘o facetteme già 5 anni fa per dirimere la questione sul polpettone della Signora Piscopo del vicolo S. Maria de Coeli, vuie facite ‘o ragù, e anche la signora Bellizzi fa ‘o ragù, dopo di che S.E. il Procuratore in persona assisterà all’assaggio al quale, in qualità di consulente tecnico d’ufficio, parteciperò, indegnamente, anche io che in tutto il quartiere sono unanimemente ritenuto una autorità sul Ragù-
Alle 13.30 della domenica 7 settembre l’accertamento ebbe luogo, le zuppiere, rigorosamente anonime di paccheri col ragù furono sottoposti al giudizio dei consulenti tecnici e della Corte.
Alle 14,40 il procedimento tecnico fu dichiarato concluso e la corte si riunì in camera di consiglio, orecchie ansiose spiavano da dietro le pesanti porte in noce dell’appartamento del procuratore entro il quale si erano riuniti in gran Consiglio il Procuratore, Don Gennaro Consulente Tecnico, il marito della signora Piscopo, in rappresentanza dei condomini del secondo piano, e il vedovo Esposito che, puveriello, nun teneva cchiù a mugliera e pure era giusto che una domenica magnasse cucinato.
Dalla camera di consiglio nessun rumore, solo un apparente sommesso russare, probabilmente dovuto a chissà quale strano effetto di risonanza sonora che distorceva le complesse discussioni che si stavano svolgendo.
Alle 18.30 la camera di Consiglio di sciolse e il Procuratore con voce potente declamò nel cortile:
Questa Corte, visti gli esiti degli accertamenti tecnici, viste le testimonianze escusse durante il dibattimento dichiara che nessuna mancanza è stata rilevata a carico del ragù della signora Cuozziello e perciò, visti gli articoli 3, 4, 5, il comma 7 dell’articolo 9 del regolamento condominiale CONDANNA la signora Bellizzi ad una immediata e sincera ritrattazione, così è deciso, così di faccia!.
Dopo un attimo di silenzio furono eseguite le volontà del procuratore con ampio scuorno della calunniatrice e soddisfazione della parte lesa.
Rientrando verso la Camera di Consiglio il Procuratore riceveva ampi sorrisi e inchini, il più soddisfatto il vedovo Esposito che, in un momento di entusiasmo, si lasciò prendere la mano ed esclamò – Dottò meno male che ci sieto Lei, asinnò oggi era un’altra volta pasta col burro-.
Il silenzio digestivo calò piano sul caseggiato, giustizia era fatta.
