
Armando Tita*
Erri De Luca il 3 marzo scorso a Matera rivolgendosi ai giovani ha orgogliosamente affermato che la sua generazione si è sentita erede dell’antifascismo. Lo stesso dicasi per Noi lucani , over settantenni, generazione post-bellica, generazione di Pace e di Comunione. Generazione che non può accettare i bulli e gli autocrati di Stato dell’odierno disordine mondiale. Una autocrazia indigesta per chi come Noi, generazione del riscatto, ha coltivato per settant’anni il culto della democrazia e della libertà. Non possiamo accettare il “suddito totalitario” che, per dirla, alla Hannah Arendt, non distingue più tra realtà e finzione, tra vero e falso. Questo “suddito totalitario” c’è sempre stato anche in Italia fin dal fatidico 10 giugno 1940 con quel grandioso tripudio, ingiustificato, incompreso e irrazionale di una folla oceanica riunita a Piazza Venezia dal DUCE per l’annuncio della guerra a Francia e Inghilterra. Che gran bella notizia tra… cori e fanatismi vari. In questo nuovo disordine mondiale la libertà di opinione è una farsa, i fatti non sono solo falsificati , ma, addirittura aboliti. Stentiamo ,da veri democratici, a credere a queste ignobili e terrificanti narrazioni. Lo dobbiamo ricordare a questi “sudditi autoritari” che una opinione liberata dalla realtà non è più libera ma più manipolabile e nichilista. Stiamo assistendo, nostro malgrado, a un “trumputinismo” in grado di sbarazzarsi dei fatti e delle verità con un potere assoluto e quasi sopraffattorio. La nostra Generazione ha bandito da sempre il popolo educato al culto dell’assoluto che condivide ogni nefandezza per il semplice gusto dell’odio. La nostra Generazione ha idealizzato la partecipazione. Le tante belle esperienze di comunione vissute dalla nostra generazione negli anni settanta si sono intrecciate con i tanti raduni giovanili vissuti all’insegna della pace e contro la Guerra dell’epoca (Vietnam). La generazione “mancata”, la nostra degli anni settanta, come ebbe a definirla il collega e amico fraterno Giancarlo Vainieri , Direttore del CSSEL (Centro studi Sociali, Economia e Lavoro”) della UIL di Basilicata è stata una generazione marginale, non meno toccata dai processi di cambiamento e da quel sommovimento politico, culturale e di costume dei cosiddetti anni di piombo. Anni terribili, anni di violenze ,per fortuna, mai praticate, nei nostri borghi lucani. Una generazione che ha sempre nutrito scarsa ammirazione per la democrazia americana con la sua “pecunia pubblica” gestita da una oligarchia ristretta di finanzieri privati supportata da un Deep State di spie e militari che fanno il bello e il cattivo tempo da secoli e dai quali discende l’imperialismo e il dominio assoluto del dollaro tra teorie cospirazioniste e controllo del potere . Un controllo del potere che ci riporta amaramente ai nostri giorni caratterizzati da vere forme di autocrazia praticata . Sono tante le narrazioni che si ascoltano in Italia da oltre settant’anni. Pensare al Deep State come qualcosa di oscuro, una sorta di Governo ombra che manovra le leve del potere dietro le quinte con Lobbies, Massoneria e apparati di controllo che decidono le nostre vite all’infuori del gioco democratico c’è sempre stato, in special modo in Italia. Un tributo di sangue enorme con centinaia di vittime innocenti. Quante volte la “strategia della tensione” con le devastanti stragi impunite si è cibata di questa narrazione. Ricorderemo con sconforto e sofferenza il Golpe sanguinario del generale Pinochet. Biden ha svelato qualche anno fa che la CIA era coinvolta in questo Golpe e che il Presidente Nixon sapeva e non intervenne. La cronaca di quel giorno, 11 settembre 1973, è rimasta impressa nella mia mente, ero a Zurigo, facevo lo studente universitario operaio , molto in voga in quegli anni, tanti erano gli studenti universitari dediti alla raccolta delle mele e dell’uva, ero uno stagionale assunto da una Impresa di pulizia, gestita da un nostro conterraneo, Giovanni Marena, il cui padre Carmine divenne successivamente mio collega di Giunta comunale nel quinquennio 1980/85. Avevo appena cenato e uscivo per la solita passeggiata con il relativo acquisto del quotidiano serale ticinese dell’epoca . Vidi sulla Prima Pagina la foto del Palazzo della Moneda in fiamme e bombardato con l’immagine sfocata del grande Presidente Allende . Un Presidente democraticamente eletto era stato barbaramente rovesciato dalla CIA e dai militari golpisti cileni . Allende uomo coraggioso e di grande Valore non si arrese ai lestofanti di Pinochet e preferì suicidarsi. Se l’Occidente ha smarrito la capacità di dialogare e di trovare soluzioni razionali, Noi uomini dei Piccoli Borghi lucani vogliamo ancora continuare a farlo e ad esplorare e a sperare… in questa voglia di Comunità . La Comunità quella che esala una sensazione piacevole, che cura condivisione e partecipazione, che si prende cura della democrazia, che crea nuove relazioni sociali, nuovi modelli organizzativi, nuove forme di gestione per migliorare la qualità della vita costruendo nuove opportunità generative. Forse sono troppo ottimista. Ottimista della ragione. Un ottimismo di natura gramsciana. Nonostante le controversie, i fallimenti, le sudditanze americane , le sconfitte e le regressioni psicotiche dell’Europa con le sue enormi contraddizioni, esiste ancora una ragione ottimista, che non si spaventa, che non assume toni moralistici di condanna assoluta di quanto accade, ma che con pazienza ripensa all’Etica intesa come crescita delle scelte possibili, aumento dei gradi di libertà del pensiero e apertura alle molteplicità e alle differenze. Noi siamo stati e lo saremo per sempre la generazione del buon esempio e dei COSTRUTTORI di Pace, di Speranza e di Futuro per le nuove generazioni. Abbracceremo con determinazione le due virtù della Morale di Shopenhauer : “la Giustizia e la Carità”. La Giustizia ha un carattere negativo, perché consiste nel non fare del male. La Carità si identifica invece con la volontà positiva e attiva di fare del bene al prossimo. Pur con le tutte le nostre riserve e le nostre inguaribili utopie… crediamo tanto nella Carità, pur in presenza di queste ignobili “autocrazie”.
*Sociologo e saggista.