La domanda di lavoro in Basilicata secondo il sistema informativo Excelsior

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riccado achilli

 

Da molti anni, il sistema camerale italiano mette a disposizione, su base territoriale molto dettagliata, una banca-dati aggiornata in continuo sulle richieste di lavoratori provenienti dalle imprese, il cosiddetto “sistema Excelsior”. Esso fornisce informazioni quantitative sulle previsioni di brevissimo termine (normalmente il mese successivo a quello della rilevazione) di lavoratori che le imprese assumeranno, oltre che informazioni qualitative sui profili professionali e sui livelli di formazione richiesti per coprire i posti vacanti. La rilevazione ha carattere campionario e, dunque, risente del margine di errore tipico dei campioni, e ciò va tenuto presente quando si analizzano i dati puramente quantitativi sul numero di nuove assunzioni previste, che potrebbe non essere accurato, ma che comunque fornisce informazioni interessanti se confrontato in serie storica con le osservazioni precedenti (che, essendo rilevate con la stessa metodologia, sono comparabili fra loro, in termini di analisi della tendenza).

Detta indagine, quindi, ha carattere previsionale, e costituisce un “termometro” delle previsioni congiunturali a breve formulate dalle imprese di un territorio sull’andamento della produzione e dell’economia. Ha inoltre valenza per chi, ovviamente basandosi su una serie storica di rilevazioni sufficientemente lunga, voglia capire come sta evolvendo il mercato del lavoro, in termini, ad esempio, di tipologie contrattuali o profili professionali più o meno richiesti dai datori di lavoro.

Con riferimento all’ultimo numero dell’indagine per la Basilicata, che presenta le previsioni occupazionali delle imprese lucane per l’attuale mese di luglio 2019, si evidenziano alcuni trend interessanti: le assunzioni tendono a crescere sistematicamente, in ogni anno, nei mesi estivi rispetto a quelli invernali, per via del picco di attività delle imprese turistiche e di quelle edili. Infatti, il settore del turismo e ristorazione assorbe il 26% circa delle assunzioni previste; quello edile il 14,5%. Seguono, con il 12-13% ciascuno, i settori del commercio e dei servizi alla persona, anch’essi caratterizzati da picchi di attività estivi legati, fra l’altro, all’aumento temporaneo di popolazione nei paesi,, dovuto al ritorno degli emigrati per le ferie estive, quindi ad un particolare tipo di turismo.

Tuttavia, le assunzioni programmate per luglio sono più basse rispetto a quanto realizzato nel luglio 2018. Ciò potrebbe segnalare previsioni di una stagione turistica meno brillante di quella dell’anno scorso, insieme ad un ciclo dell’edilizia ancora debole. Ciò potrebbe avere effetti complessivi sul potenziale di crescita economica regionale per il 2019 e, stante il fatto che questo è l’anno di Matera capitale della cultura, non sembra che, almeno in termini occupazionali, tale evento stia producendo effetti particolarmente significativi. Peraltro, in un mese di “picco” delle assunzioni, le imprese che dichiarano intenzioni di assumere sono appena il 16% del totale, quindi la base imprenditoriale che è in grado di attivare dinamiche occupazionali positive è ridotta, e ciò evidenzia la difficoltà, più volte notata, di tradurre la debole ripresa economica in atto in una ricrescita significativa dei livelli occupazionali. Gran parte del sistema produttivo lucano è ancora “in mezzo al guado”, non ha cioè recuperato condizioni di equilibrio economico e finanziario e prospettive solide di mercato tali da tornare a far crescere l’occupazione. Il sottodimensionamento estremo ed il carattere familiare di gran parte delle imprese, d’altra parte, pone anche limiti oggettivi alla loro capacità di fare assunzioni, anche in fasi economiche positive.

Trattandosi di assunzioni trainate essenzialmente da settori fortemente stagionali quanto a livelli produttivi, il grosso (64%) viene effettuato tramite contratti a tempo determinato o con contratti di somministrazione (12%). I contratti a tempo indeterminato saranno solo il 10% del totale, quelli di apprendistato il 9%, segnalando, ancora una volta, la difficoltà di tale tipologia contrattuale nell’assumere un ruolo rilevante nel mercato del lavoro lucano, e ciò richiama l’esigenza di rivederne la regolamentazione, in larga misura di emanazione regionale, forse troppo rigida rispetto alle esigenze delle imprese.

Quasi il 70% delle assunzioni previste è costituito da operai specializzati e da professioni commerciali o legate alla vendita. I neoassunti, in genere, hanno un profilo formativo intermedio, trattandosi perlopiù di diplomati di scuola superiore secondaria o di istituti tecnico-professionali. Tuttavia, ben il 26% dei neoassunti avrà la sola scuola dell’obbligo, ed il 15% delle assunzioni previste sarà per profili generici, senza qualificazione particolare. Il profilo delle assunzioni previste è indicativo di un tessuto produttivo “povero”, dal punto di vista cognitivo o, per essere più precisi, di contenuto di conoscenze associato all’attività produttiva. Il 75% delle assunzioni previste proviene dalle imprese più piccole, quindi si tratta di una base occupazionale, perlopiù precaria come detto sopra, reclutata da attività produttive relativamente marginali e con poche o punte prospettive di sviluppo. Un mercato del lavoro piuttosto atrofico, quindi.

Nonostante il fatto che i profili professionali richiesti siano, dal punto di vista formativo e di tipologia di figura, piuttosto schiacciati verso il basso, colpisce che il 21% delle imprese dichiari “difficoltà di reperimento” di tale tipo di manodopera. Peraltro, per il 72% delle assunzioni, è richiesta una esperienza lavorativa pregressa nello stesso settore, il che, ovviamente, mantiene bassa la quota di assunzioni di giovani, che, infatti, rappresenta appena il 30% del totale. L’insieme di tali dati evidenzia l’assoluta incapacità, da parte del sistema scolastico e formativo, nel produrre figure professionali direttamente in grado di entrare in azienda, per cui il grosso delle assunzioni è destinato a lavoratori non giovanissimi, già esperienziati e non di rado, già conosciuti dall’imprenditore che assume (e, peraltro, ancora precari, nonostante l’età non verde e l’esperienza professionale maturata, il che, da solo, basta per tratteggiare una vera e propria tragedia sociale del sottosviluppo economico) mentre l’elevata disoccupazione giovanile non ha, spesso, altro sbocco che non sia l’emigrazione. La percentuale di neoassunti provenienti dalle scuole secondarie non professionali è pressoché identica a quella di chi ha fatto un istituto tecnico o professionale, e ciò costituisce una evidente valutazione generalmente negativa circa la capacità “professionalizzante” del sistema degli ITP.

Nell’insieme, le previsioni più aggiornate sulle tendenze del mercato del lavoro della Basilicata, analizzate dal lato della domanda, ci parlano di un ciclo economico ancora debole per settori vitali come turismo, edilizia e commercio, di un effetto “Matera 2019” che, sul mercato del lavoro, ancora tarda a manifestarsi, di un mercato del lavoro debole, poco professionalizzato, ampiamente precarizzato, di un tessuto produttivo troppo fragile, tradizionale e sottodimensionato per svolgere una funzione di volano occupazionale significativo. I problemi sociali della regione sono tutti sul tappeto, in termini non dissimili dal passato, più o meno recente. E, ovviamente, richiederebbero soluzioni diverse da quelle sino ad oggi fornite. Non basate sulla formazione a catalogo e precotta, non sul bric à brac delle micro-politiche attive del lavoro o su agenzie e apparati vuoti, né su circuiti di alternanza scuola/lavoro che si risolvono in forme di sfruttamento ben poco professionalizzanti. La soluzione passa per una nuova stagione di reindustrializzazione, per una nuova localizzazione di attività produttive di grandi dimensioni, per una nuova SATA. Ma per fare politiche industriali bisogna essere bravi e preparati. Due caratteristiche che nel centrosinistra lucano degli ultimi 25 anni sono mancate.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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