LA GEOGRAFIA DEI DIALETTI LUCANI

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immacolata blescia

 

Immacolata Blescia

Parte III

Ho sempre pensato alla mia regione (un pò per filiale appartenenza, un pò per sano orgoglio campanilistico) come a un grande cuore pulsante.

Sì, proprio un cuore ma nel senso “cardiologico” del termine.

Linguisticamente parlando infatti, la Basilicata può essere vista come un cuore diviso in quattro parti, due atri e due ventricoli, ognuno dei quali comunica con gli altri compartimenti, mantenendo però le proprie unicità  e peculiarità.

Il profilo linguistico della Basilicata risulta essere, come già detto nei precedenti articoli, sensibilmente frammentato: si potrebbe parlare di una sorta di grande ipersistema linguistico.

Per comodità di studio, pertanto, si suole suddividere la regione in  4 macroaree, al cui interno convivono dialetti che, per quanto diversi l’uno dall’altro, evidenziano molteplici tratti in comune.

Le aree linguistiche della Basilicata sono:

  • area appenninica ( zona centrale e occidentale della provincia di Potenza e alcuni paesi dell’entroterra della provincia di Matera );
  • area arcaica calabro lucana, detta anche area Lausberg, dal nome del linguista che per primo l’ha esaminata ed esplorata ( Francavilla in Sinni, Chiaromonte, Lauria Castelluccio, Viggianello, Rotonda, Senise, Val Sinni, San Giorgio, San Severino Lucano );
  • area apulo-lucana ( zona orientale e nord-orientale, Matera, Venosa, Melfi e tutto il Vulture-Melfese );
  • area a influenza albanese, lingua arbereshe (Barile, San Costantino Albanese, San Paolo Albanese, Ginestra).

In Basilicata è presente, isola o oasi linguistica quasi al pari dell’area albanese, anche un altro tipo di dialetto che non rientra nell’area idiomatica meridionale interna: il gallo-italico ( parlato nel quadrilatero Potenza, Tito, Pignola, Picerno con un’appendice a Vaglio di Basilicata ).

Da questo quadro, per quando ancora non sviluppato nei dettagli, si evince come tutte le popolazioni straniere che nel corso dei secoli si sono stanziate sul suolo lucano, abbiano lasciato le loro tracce nei vari dialetti parlati oggi nella regione.

I dialetti lucani appartengono al gruppo meridionale intermedio ( noto come diasistema della lingua napoletana) e, per quanto ogni singolo comune abbia un dialetto unico e peculiare, gran parte di essi presenta influenze provenienti dalle regioni limitrofe ( Campania, Puglia e Calabria).

A partire dal prossimo appuntamento si cercherà di esplorare area per area ogni singola parte di questo “cuore linguistico” che è la Basilicata, uno dei più interessanti, ricchi e stimolanti intrecci di storia, lingua, cultura e tradizioni.

Attraverso i dialetti portiamo in luce un passato che ci sta addosso come una seconda pelle, una natura selvaggia che da un lato si erge con monti e colline, dall’altro profuma di salsedine e porta dal mare l’eco di voci lontane.

E’ la nostra terra, quella contesa e maledetta, quella che ha ruggito per la libertà, quella che ancora oggi sa di speranza e di vita.


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Sull' Autore

Immacolata Blescia, nata a Potenza il 28 aprile 1981, si matura presso il Liceo Classico di Potenza e poi consegue una laurea in Lettere Moderne, indirizzo storico-antropologico. Discute una tesi di laurea in Linguistica Generale dal titolo "Per uno studio sul dialetto di Trivigno" e da lì la passione e l'interesse per l'analisi della storia e delle evoluzioni dialettali della Basilicata sono cresciuti sempre di più. Dopo una breve esperienza di insegnamento, attualmente frequenta un master di Creatività e Produzione Culturale.

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