Non uccide il terremoto, uccidono le abitazioni costruite male. Il terremoto non è un’emergenza straordinaria per il nostro paese è la quotidianità per il semplice fatto che la penisola italiana è geologicamente giovane ed attiva, ciò implica sismi ed eruzioni vulcaniche, perché sono presenti due catene montuose Alpi e Appennino, a testimoniare la convergenza tra Placca Africana e Placca Euroasiatica. Inoltre, il nostro paese è caratterizzato anche dalla presenza di vulcani attivi come le Isole Eolie ed Etna, o quiescenti come il Vesuvio e i Campi Flegrei, che determinano un alto rischio vulcanico, perché in zone densamente abitate.
Possiamo difendere le nostre abitazioni e i nostri beni culturali solo adeguandole tempestivamente e con un programma di interventi nel breve e lungo periodo. Solo così non saremo più costretti ad osservare scene di distruzione che non sono accettabili per un paese che voglia chiamarsi civile, sembrano le scene di distruzione dovute ai bombardamenti su Aleppo o Mosul per sconfiggere l’Isis. Cosa succede in Giappone per eventi della stessa magnitudo?
Perché un sisma diventa una notizia da prima pagina? Oltre a piangere, come è giusto che sia le vittime, ad ogni sisma non perdiamo solo le abitazioni, ma anche il patrimonio architettonico che rappresenta la nostra cultura e si perdono anche attività imprenditoriali.
Ieri mi ha colpito il salvataggio del bestiame in un’azienda agricola, che rappresentava il reddito principale per i titolari dell’azienda e quindi oltre agli immobili distrutti, cercavano di limitare le perdite subite, mettendo in salvo i capi sopravvissuti sotto le macerie. Il terremoto nuoce anche all’economia non solo, perché operare in emergenza è più costoso, ma blocca le normali attività dei vari imprenditori e non aiuta a risollevare le sorti del nostro paese che non vive un momento felice, i numeri parlano chiaro, basta leggerli.
Dovremmo pretendere dal legislatore e dal governo che vengano attuate politiche di tutela e salvaguardia del territorio, prima della prossima scossa, della prossima frana e o alluvione. Siamo certi avverrà, non sappiamo dove e quando, ma non facciamoci cogliere impreparati se non vogliamo piangere altri morti, altri crolli di abitazioni, chiese o beni architettonici di valenza storica ed edifici pubblici come scuole oppure ospedali come già avvenuto in altri eventi simili. Ognuno di noi può contribuire semplicemente adeguando la propria abitazione o la propria azienda alle norme vigenti, il governo metta in atto un piano a lungo e medio termine per non dover più operare in emergenza come negli ultimi anni.
La prevenzione ha dei costi inferiori all’emergenza e un paese civile non può fare dell’emergenza straordinaria una regola. L’Italia è un paese fragile è noto, non possiamo difenderci dal terremoto, ma dai crolli delle case sì, dipende dalle scelte che si metteranno in campo.
