Neanche il tempo di metabolizzare la notizia che il Mef finalmente si è deciso a dare la sveglia ai commissari liquidatori che avevano fatto del territorio della Pamafi un letto sul quale dormire, che già il Consiglio regionale si muove per fabbricare castelli sulla sabbia , dimenticando che la Corte dei Conti sta facendo alla regione un sedere grosso quanto Porta Capuana sui conti che non tornano. Venticinque ettari di terreno in riva al mare che tornano alla disponibilità della Regione devono essere valorizzati economicamente con iniziative produttive , che tengono conto della esigenza di recuperare il valore economico accanto alla utilità sociale. Già nel passato abbiamo sostenuto la stessa cosa per il terreno ex esab ex Cip Zoo, a Potenza, laddove fare un parco, così come chiesto da dodicimila cittadini, poteva essere bello sul piano sociale e della qualità della vita ma non su un’area che è stata messa in patrimonio con qualcosa come 38 milioni di euro. Queste cose, se debbono farsi, debbono farsi lì dove non ci si deve impoverire per fare un parco che avrebbe altri dieci aree gratis, dello stessa ampiezza. Per la pamafi, c’è da pensare a qualcosa che , rimanendo sulla vocazione vivaistica dell’aria, possa costruire valore aggiunto per la regione. Non so se l’iniziativa del consigliere lacorazza, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi ( di recuperare il progetto di una scuola per farne centro per il recupero della biodiversità del territorio lucano) possa avere un valore economico, ma so, per esempio che le piantine della forestazione ci costano 6 milioni all’anno e che gli agricoltori le piantine della candonga la debbono comprare da fuori . Siamo in un’epoca in cui bisogna Cacciare le idee per rimettere la barca in navigazione e sarebbe il caso che l’Alsia , insieme alle organizzazioni dei produttori o alle associazioni di categoria si spremesse le meningi per mettere a bando il terreno per cose che, rispettando lo stato dell’arte, possano produrre reddito. Nessuna speculazione edilizia o turistica, rispetto della vocazione ma un progetto agro florovivaistico che , gestito in concorso tra pubblico e privato, possa portare quel terreno tra le voci positive di bilancio regionale . E’ solo uno spunto . Altri avranno idee migliori ma è di questo che dobbiamo parlare , non di altro.rocco rosa
la pamafi di maratea va messa a reddito: non speculazioni ma utilizzazione produttiva
0
Condividi