by GIAMPIERO D’ECCLESIIS
I poeti sono gli esseri umani più nudi al mondo, si aggirano tra gli altri senza armatura, si mostrano nei loro momenti più intimi e privati, aprono il cuore e lo offrono a chiunque da mangiare, per quanto si possa costruire, per quanto si possa ricercare una forma, una rima, un effetto, la poesia è tale solo quando c’è emozione e quando si rinuncia al pudore di mostrarla agli altri.
Qualcuno dice che questa è la forma più sublime di vanità, forse, ma io so che, e non sono l’unico, scrivevo poesie molto molto prima che mi passasse per la testa l’idea di lasciare che altri potessero posare lo sguardo sulle mie rime, so che la pulsione poetica nasce innanzitutto da un bisogno insopprimibile di aprire una valvola di sfogo alle nostre emozioni quando ci sommergono, so che ci vuole tempo perché si decida di condividere il proprio scrigno di verità con gli altri.
Ecco cos’è in fin dei conti la Poesia secondo me, la sublime verità dell’anima offerta a tutti senza paura, e come sempre la verità è un cibo che arricchisce, che consola, che libera.
Ieri sera al teatro Stabile ci siamo consolati, ascoltando le parole gentili, spesso dolenti, dei poeti premiati per la terza edizione del Concorso di Poesia organizzato da Universum Academy Basilicata, ci siamo emozionati moltissimo ad ascoltare verità.
Verità, quella dei bambini della Scuola Luigi La Vista, dei bambini della S. Giovanni Bosco, messa insieme con le tecniche più diverse, dalla filastrocca al caviardage, raccontata con l’emozione di essere sul palco, con gli occhi lucidi dei genitori che guardavano i loro figli.
La verità dei poeti premiati, una poesia spesso complessa, assai strutturata, alcune delle poesie erano tanto potenti che io, che ho avuto il privilegio di leggerle insieme ad Eva Immediato e a Pino Quartana, ho trattenuto spesso una commozione potente che mi risaliva dal cuore.
Ancora una volta è successo a Potenza e la mia Potenza era lì a riempire il Teatro Stabile fino ai palchetti; cosa che, facendo poesia, è un vero miracolo e lo è ancora di più in questa Città di cui tutti si sentono in diritto di straparlare senza rispetto di freddezza, di inerzia, di bruttezza.
Invece la suprema bellezza ieri sera era lì, negli occhi emozionati dei bambini, nello sguardo dei genitori, nelle parole dei poeti, nell’abilità di chi li ha declamati, nell’emozione che a tratti nella sala era così spessa da farsi quasi nebbia. Una nebbia gentile di sentimenti e di emozioni che accoglieva tutti lasciando fuori la Potenza che non ci piace.
La bellezza ha brillato nel Teatro Stabile, come nel presepe sono arrivati doni da ogni dove, i poeti-magi hanno portato i loro regali, la bellezza c’è stata e per i dormiglioni del presepe non c’è nulla da fare, se la sono perduta senza rimedio.
Non c’era la Potenza della Politica ieri sera, fatta eccezione per l’Assessore Falotico e il nostro Sindaco De Luca che sono venuti a rappresentare il Comune, sono rimasti con noi a celebrare questa sorta di messa laica e credo e spero siano rimasti colpiti anche loro dalla Potenza della poesia. Grazie.
Non c’era la Potenza che pensa di contare, quella con la puzzetta sotto il naso che non fa quasi nulla ma che si sente pronta a giudicare ciò che viene fatto dagli altri, quella che vive simbiotica con la politica, quella che vende libri al Consiglio Regionale, quella che si infila nelle commissioni, che ambisce a gestire, che chiede, che pretende. La Potenza che c’è solo se è Lei ad essere rappresentata, viceversa resta a casa e spera che vada male, bhè ieri sera è andata bene, non vi resta che almanaccare tra di voi e disquisire, senza titolo, su cosa è arte e cosa no, tanto per consolarvi un pochino.
Non c’erano i giornali, né la televisione, troppo impegnati a cercare una qualsiasi scorreggia culturale a Matera con cui riempire il paginone della cultura –hai visto mai che di questi tempi qualche briciola si riesce a raccattare?– non c’erano, punto. Solo per la cronaca la notizia era questa: ieri sera a Potenza il Teatro più importante della Basilicata era gremito per la premiazione di un Concorso di Poesia alla sua terza edizione e ve lo siete perso.
Non c’era il codazzo degli amici degli amici, -Che sia ringraziato Dio!-, gente che non legge un libro neanche sotto la minaccia della pistola, il cui unico scopo in queste manifestazioni è raccattare una foto su un social network per dire che c’era e che la sua presenza è stata annotata.
Insomma, questo il mio resoconto, per carità resoconto di parte, ma dopotutto non avendo debiti da ripagare nei confronti di nessuno posso con grande franchezza dire che a me la serata è piaciuta molto, che trovo sia stata di ottimo livello e che, infine, del parere degli altri me ne stra sbatto i cabasisi.
(Grazie San Camilleri per aver reso familiare questo termine e avermi risparmiato l’uso del suo omologo di maggior impatto verbale ma meno poetico).