LA PROVA COSTUME

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ida leoneIDA LEONE

Ci sono momenti nella vita di una donna nei quali occorre assumersi le proprie responsabilità, tenere conto degli errori commessi in passato e caricarsi sulle spalle il peso di quello che ci aspetta nei mesi a venire. Sono momenti che vanno affrontati con coraggio, determinazione, facendo scelte precise anche se dolorose.

Arriva il momento della prova costume.

Le prime tiepide giornate primaverili ci colgono di sorpresa, una sorta di tradimento della natura, come se anche lei cospirasse contro di noi. In questa fase, e mano a mano che la temperatura aumenta, e le giornate si allungano, è SEVERAMENTE proibito guardare gli spot in tv degli abbronzanti, e delle case di biancheria intima che iniziano a sfornare costumi da bagno, e ce li mostrano indossati da tronchi di gnocca di 17 anni alte un metro e 80 su spiagge tropicali. Proibitissimo. Si insinua infatti – sono spot fatti apposta – la malsana idea che forse anche a noi quel costumino azzurro fatto di 10 cm quadrati di elastan potrebbe stare abbastanza bene, se trattenessimo il fiato fino a diventare viola. La risposta è NO. Con quei 10 cm non copriamo manco quanto necessario alla decenza. E quella allegra fascia superiore, da abbottonare con un passante fatto di aria e caucciù, schianterebbe di colpo sotto il peso di generosi décolleté che – se siete cicciotelle professioniste – possedete senz’altro. A noi servono tiranti da circo, bretelle incrociate fatte di titanio e calcestruzzo. 

E dunque, la prova. Si tirano fuori i costumi (vecchi) dai cassetti. Si aspira con voluttà il profumo di detersivo che però reca ancora qualche traccia di mare e ozono (è un modo per fare finta di niente). Ci si spoglia con noncuranza (appunto) e si indossa quello intero, nero – che fa sempre la sua porca figura –  si constata con gioia che tutto sommato entra (ci prendiamo per il culo da sole) e ci si affaccia prudentemente ai bordi dello specchio. 

Bei capelli che ho, eh.
Anche gli occhi, niente male.

Poi con un respiro zen, a occhi chiusi, ci mettiamo di faccia al giudice inflessibile e piano piano apriamo prima un occhio poi l’altro, e contempliamo la nostra figura intera restituitaci in tutto il suo splendore. Dopo tre secondi andiamo di corsa al pc e cominciamo a cercare offerte per vacanze Cortina, Courmayeur, Rivisondoli e il Parco Nazionale dell’Abruzzo, che ad Agosto è veramente spettacolare. Dopo 5 minuti che contempliamo cime innevate e stambecchi, arriva – per fortuna – il momento del “Oh, ma CHISSENEFREGA! Sai quante ce ne saranno come me!” E’ la cosiddetta sorellanza ciocciotella, che ci salva nei momenti peggiori: quella sotterranea certezza che in quel momento tante altre meravigliose donne morbide stanno provando gli stessi costumi, e con le stesse sensazioni.
Non siamo sole.
Yeah!
Possono così seguire altre misurazioni, prendisole colorati, magliette a maniche corte, jeans bianchi (ecco, questi magari no, quest’anno), chiudendo in bellezza coi caffettani simil arabi, per fortuna di moda anche nel 2017, comprati da Isharraf sulla spiaggia l’anno scorso, che donano a qualunque donna un’aura di svolazzante mistero (“che ci sarà mai, sotto quella tunica di lino coi geroglifici?“), l’incomparabile sollievo della comodità, e la sensazione di stare veramente ma veramente bene. 

Benvenuta, estate.
Noi siamo pronte.

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Sull' Autore

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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