Si intitola “La rinascita di William” il romanzo d’esordio dello storico dell’Arte Marco Tedesco. Il libro, impreziosito dalla copertina di Daniele Vantaggio ed edito da Il Raggio Verde, racconta le vicende del giovane William, una persona come tutte le altre che affronta gli ostacoli che si presentano lungo il suo cammino e la sua vita sembra trascorrere tranquilla. Ha una compagna però dopo un periodo di convivenza, i due si lasciano e William comincia a vivere un periodo buio e sembra aver perso in un colpo tutte le sue certezza. Ma William non è solo. Scopre di avere al suo fianco tante persone che in qualche modo contribuiranno alla sua rinascita. Riscoprirà di nuovo le sue passioni: la musica, la storia dell’arte, la bellezza dell’amicizia e grazie ad una donna che irrompe nella sua vita il significato della parola amore.
Dall’altro lato, come si evince dal titolo dell’opera, attraverso William, il lettore è portato a viaggiare alla riscoperta di se stesso. William infatti rappresenta un po’ tutti noi., scrive nella sua splendida recensione-intervista il critico d’arte Giovanna Santarsiero in , format culturale di OFFICINA MEDITERRANEA “E’ un uomo semplice che conduce una vita comune trascorrendo le sue giornate tra lavoro, amicizie, famiglia e amore. Tuttavia questa quiete viene spezzata con l’arrivo del Covid. Se da un lato la pandemia ha generato paura e morte, dall’altro ha portato ad una convivenza forzata che ha messo a dura prova molte coppie che di punto in bianco si sono trovate a fare i conti con la presenza costante del proprio compagno/a durante un lungo periodo di tempo. Questa per molti è stata una dura prova che ha visto crollare molti rapporti, così come è stato per il protagonista della storia. In questa prima parte Tedesco mette sotto i riflettori un importate quanto malvagio aspetto del mondo in cui viviamo: la violenza di genere che nella fattispecie è William a vivere, ma nell’attualità la vediamo molto spesso rivolta verso le donne, i bambini, i più fragili, basti pensare alle guerre e ai femminicidi.”
Ma l’autore fa molto di più, sottolinea la Santarsiero. ” Emblematica è infatti la figura femminile che se da una parte rappresenta, attraverso la burbera compagna, la malvagità, come sopra citato, dall’altro, attraverso diverse figure come la madre di William, Eva la miglior amica di sempre, e Cristina una collega, per citarne alcune, rappresenta la salvezza che l’amore materno, l’affetto di un’amicizia duratura e sincera e l’amore possono far riscoprire il bello e ritornare di conseguenza ad amare la vita.
Saranno infatti questi valori, come la riscoperta della sua passione verso l’arte che portano William a rinascere. Se in un primo momento egli si sente scoraggiato e pervaso dalla rabbia e delusione tanto da preferire la solitudine, dall’altro attraverso nuovi ruoli in campo artistico che andrà a ricoprire, agli amici sempre presenti e pronti a supportarlo William raggiungerà un equilibrio che lo porterà a guardare il mondo con occhi diversi e si sentirà pronto a vivere un nuovo amore. In Cristina, una collega storica, William vedrà l’amore che ha sempre desiderato e troverà il coraggio di esprimere i propri sentimenti. Ecco un altro messaggio che l’autore vuole lanciare. In un mondo di chiusura l’amore deve portare a sentirsi liberi senza paure e preconcetti. Lasciarsi andare alle emozioni è il primo passo per scoprire se stessi e dare valore alla propria vita. Un romanzo scorrevole, che affronta diversi temi importati toccando l’anima del lettore e che sazia chiunque abbia fame d’arte.”