LA RIVOLUZIONE TRUMPIANA SPIEGATA CON IL MODELLO ECONOMICO DELLA SILICON VALLEY

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pinuccio rinaldi

L’America ha deciso di applicare una serie di dazi a livello planetario, naturalmente questa decisione sconvolge equilibri e certezze. In questa rivoluzione economica si situa la certezza che qualunque sia il tipo di cambiamento, tutti gli interessati hanno l’istinto irrefrenabile a resistere. Questa condizione di resistenza ed avversione è tanto più forte quanto meno è la convinzione che si debba cambiare. I mutamenti che sono un fenomeno perenne che non risparmiano nessun aspetto, sono presenti in tutti i contesti e come sempre avvenuto gli uomini hanno saputo adattarsi al cambiamento. La storia ha dimostrato come dal mutamento nasce il progresso, quello che avverrà dopo di questa rivoluzione economica non potrà che rispettare i cicli della storia. Allora focalizzando questa rivoluzione economica dobbiamo chiederci: Quando, PERCHÉ e COME Trump ha deciso di cambiare? Se proviamo a rispondere a queste domande dalla posizione di visibilità che di questo si può avere, forse questo cambiamento che è diventata una guerra dei dazi, risulterà meno sconvolgente. Il QUANDO è certamente dovuto alle condizioni di grave instabilità presenti nel mondo (Cina- MEDIO ORIENTE-RUSSIA.IRAN. EUROPA) Il PERCHÉ è legato alla necessità di riportare in America la produzione di beni prima delocalizzati altrove (la Cina è la fabbrica del mondo) Il COME riflette il modello economico delle grandi aziende hi-tech, vedi Apple, Amazon, Google, Facebook, Microsoft, Intel, Samsung, Tencent. META Aziende tutte presenti in America e dislocate nella valle a cui hanno dato il nome, Silicon Valley appunto, e costituiscono un gruppo consistente che sostiene l’attuale governance dell’America, non a caso Musk, Bezos, Zuckerberg ed altri erano tutti presenti al giuramento di Trump. Queste aziende sono tutte strutturate su un modello economico di scala planetaria, quindi con l’idea di accesso ai mercati assolutamente diversa da quella Europea, quindi con poche regole essenziali da rispettare. In Europa, invece si pensa di poter regolare il funzionamento di Google, di poter regolamentare l’accesso di Meta ai mercati, insomma con una idea di modello economico assai diverso. Trump con questa rivoluzione dei dazi, ha sposato il modello economico in uso nella silicon Valley ed ha obbligato l’Europa ha rivedere il suo modello. Per onestà bisogna ricordare che questo invito all’ Europa a rivedere le regole era già stato sostenuto, in audizione al senato il 18 Marzo del 2024 da Mario Draghi che aveva spiegato come l’eccessiva regolamentazione penalizza l’economia. A rendere più chiara e meno incerta questa rivoluzione va considerato che ogni modello economico è generato dagli economisti, che nel caso Americano sono anche premi Nobel (dal 1969 al 2024 sono stati 76) e come se non bastasse tutte la agenzia di rating sono anch’esse americane (Moody’s, Standard and Poor's (S&P) e Fitch, quindi non è pensabile che la decisione di modificare i dazi non sia stata presa da Trump dopo averli consultati. Insomma, in America è presente sia il modello di economia reale di mercato, che il modello di economia teorica. Il timore che questa guerra dei dazi possa generare una grave crisi economico-finanziaria come quella del 1929 è da escludersi. Questa considerazione dovrebbe renderci meno avversi e titubanti rispetto al cambiamento, perché come i cicli della storia hanno dimostrano siamo capaci di adattarci ad esso e ha trasformare ciò che sembrava essere una criticità in opportunità, senza dimenticare che nessuno vuole la guerra e che l’antico principio “dove transitano le merci non transitano gli eserciti” è sempre valido. In buona sostanza alla fine si tratta di rimodulare i modelli di mercato in pieno accordo.

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Sull' Autore

Sono nato a Bernalda il 04-02-1947 e qui vivo. Ho studiato presso l’università di Salerno e nel periodo lavorativo sono stato un quadro di Telecom Italia- Sono felicemente sposato con due figli e sono nonno di due ragazzini. Sono stato presidente di cooperativa edilizia, consigliere di amministrazione di un giornale locale, gestisco la mia azienda agricola, ed amo la pesca e la musica classica. Mi interessa la politica e ne analizzo i fatti per quello che ne sono capace.

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