LA STRATEGIA DI SVILUPPO URBANO DELLA CITTA’ DI POTENZA (2)

0

Lo studio del Rotary sulle potenzialità del capoluogo. oggi il capitolo terzo sulla strategia di sviluppo urbano

Sommario

  1. PREMESSA……………………………………………………………………………………………………………………..
  2. LA   La QUESTIONE URBANA NELLE POLITICHE EUROPEE………………………………………………………………. 3
  3. LA STRATEGIA DI SVILUPPO URBANO DEL COMUNE DI POTENZA………………………………………………
  4. POTENZA: UNA CITTÀ IN DIFFICOLTÀ………………………………………………………………………………….. 6
  5. UNA NUOVA “VISIONE” PER LA CITTÀ………………………………………………………………………………… 8
  6. L’IMPEGNO DEL ROTARY…………………………………………………………………………………………………. 11
  7. IL ROTARY CHIEDE…………………………………………………………………………………………………………. 12

  1. LA STRATEGIA DI SVILUPPO URBANO DEL COMUNE DI POTENZA
    • Disagio e potenzialità

“I dati presentati restituiscono un quadro delle principali problematiche sociali che attualmente caratterizzano la città, in cui aumentano le forme di disparità sociale e di differente accesso ai servizi e si estende l’area del disagio sociale. Tali dinamiche, seppur con differenze per dimensione numerica ed assoluta, accomunano tutti i centri urbani italiani ed europei, ed invitano a sviluppare paradigmi comuni per affrontare le attuali crisi sociali”. Così recita il principale documento di programmazione che il Comune di Potenza ha redatto ed approvato per la definizione della spesa nel sessennio 2014- 2020 (Investimento Territoriale Integrato per lo sviluppo urbano – città di Potenza}. E continua evidenziando, soprattutto, in questo contesto, la gravità del fenomeno della disoccupazione giovanile – con dinamiche che sembrano concentrarsi in modo evidente nella città con un dato per Potenza (48,15%} che supera nettamente quello dell’intera regione (44,71%} e l’ampliamento del fenomeno della povertà (a Potenza le famiglie considerate povere sono il 30% circa del totale delle famiglie residenti e le persone considerate povere superano le 23 mila unità, più di un terzo degli abitanti. Se poi si considerano le persone a rischio di povertà il valore supera le 30 mila unità, circa la metà dei residenti}. L’analisi abbraccia meritoriamente i più significativi settori della struttura economica e fisica della città e merita di essere, sia pure sinteticamente, richiamata almeno per alcuni aspetti che ci appaiono maggiormente significativi:

  • Potenza si caratterizza come una città di servizi e commercio, molto di più che come una città industriale. Il settore dei servizi mostra un rallentamento del tasso di crescita (+ 1236 unità dal 2001 al 2011} che non è sufficiente a recuperare la perdita di lavoratori in altri settori, con particolare riferimento al settore industriale, che risente della rilevante crisi del settore delle costruzioni (-1799 dipendenti nel periodo 2001 – 2011}. Nello stesso periodo gravissima è stata anche la crisi del settore agricolo, che perde il 55,3% del numero delle aziende;
  • La rete del commercio al dettaglio (circa 2000 dipendenti e 817 aziende} pesa per il 36,6% sul numero delle aziende di tutti i settori economici evidenziando, con un buon 7% in più rispetto alla media nazionale, la specializzazione commerciale della città. La struttura delle imprese, tuttavia, è drammaticamente debole, con una configurazione di microimprese che copre il 90% del totale. L’attuale tendenza mostra una diminuzione del numero delle imprese attive, con una nuova apertura ogni tre chiusure. Geograficamente il settore, piuttosto frammentario, si concentra prevalentemente su due assi: l’area ovest (zona Gallitello} ed il centro storico, con situazioni di crisi concentrate in quest’ultimo polo;
  • La dotazione infrastrutturale (strade e ferrovie} si presenta ancora inadeguata, anche se – ci conforta il documento – sono in atto interventi di adeguamento della rete stradale primaria e sono state recentemente potenziati alcuni servizi ferroviari (Freccia Rossa Taranto – Potenza- Napoli – Roma – Milano}. Drammatici – dice testualmente il documento comunale – sono invece i dati sulla mobilità urbana: nessuna pista ciclabile, aree pedonali e densità di reti di trasporto di molto inferiori alla media Ciò pur considerando che, comunque, negli anni recenti è stata messa a punto un’importante sistema di collegamenti verticali fra le aree periferiche ed il centro cittadino;
  • Il territorio di Potenza presenta la maggior dotazione di verde per abitante tra i comuni capoluogo per la presenza di vasti parchi naturali, zone boscose ed aree protette, con una disponibilità di 371,6 mq/abitante, superiore di 10 volte alla media nazionale. Ciò anche se in città la presenza di aree verdi storiche e parchi urbani di interesse storico o artistica rappresenta lo 0,2% della superficie del centro abitato, una quota sensibilmente più bassa rispetto al dato dei capoluoghi di provincia;
  • Il patrimonio culturale della città (musei, siti archeologici, monumenti, biblioteche pubbliche}, oltre ad essere meno diffuso di quanto rilevato a livello regionale, nazionale e nel Mezzogiorno,è anche meno utilizzato. Di contro oltre il 52% del patrimonio edilizio antico (costruito prima del 1919} risulta in buono o ottimo stato di conservazione (uno dei valori più elevati dei comuni capoluogo}, per effetto degli interventi di adeguamento effettuati a seguito del sisma del novembre 1980;
  • Con i suoi 67 mila abitanti circa, Potenza “pesa” circa il 12% della popolazione residente regionale (ISTAT 2017}, ma pesa il 20% per numero di Il dato e l’analisi di dettaglio che ne sviluppa il documento del Comune, consente di affermare che si avvalora .. il ruolo di Potenza come città dei servizi di valenza sovra comunale e sede di attività di rango superiore, difficilmente riscontrabili nella restante parte del territorio, tipiche della città capoluogo o comunque della città di maggiore dimensione demografica”;
  • Potenza rappresenta di gran lunga la città più attrattiva del sistema Basilicata, costituendo il luogo di destinazione di circa ¼ del pendolarismo giornaliero (a fronte del 13% circa di Melfi e del 7% circa di Matera – anche se vengono utilizzati dati datati al 2011}. Circa 20 mila persone entrano giornalmente in città (16.330 dalla regione e 3959 dalle altre regioni}. Ogni giorno, quindi, la città “lavora” per il 26,5% in più della popolazione residente. La direttrice Melfi- Potenza-Tito registra il più intenso flusso di pendolarismo giornaliero per motivi di lavoro in Basilicata (42,9% del totale regionale}. D’altro canto è anche da rilevare che le destinazioni principali dei flussi provenienti dalle altre regioni sono prevalentemente orientate verso le due città di confine con la Puglia: Matera è il principale attrattore lucano per motivi di studio e lavoro, Melfi è il secondo attrattore per motivi di Potenza si colloca al terzo posto con una quota di flusso pari al 10,8%.

  • La politica comunale dal dissesto ad oggi

Il dissesto ha fortemente condizionato l’azione comunale negli scorsi anni. “L’Amministrazione è stata chiamata ad effettuare scelte molto forti dal punto di vista della gestione finanziaria dell’Ente, che hanno avuto ripercussioni pesanti sulla possibilità di erogare servizi alla cittadinanza, ulteriori ed accessori rispetto a quelli primari, e soprattutto sulle condizioni tariffarie di accesso a tali servizi. Tali scelte hanno anche condotto ad una riorganizzazione della macchina organizzativa, in cui l’azione di forte riduzione del personale ha guidato il processo di riorganizzazione degli uffici. Inoltre, in un contesto di drastica riduzione della spesa pubblica per gli investimenti e di crisi economica generale, l’impossibilità di ricorrere all’indebitamento e la necessità di indirizzare la spesa possibile per garantire i servizi hanno di fatto quasi annullato le autonome possibilità di realizzare investimenti per lo sviluppo. Allo stesso modo, i vincoli finanziari hanno impedito di promuovere misure di incentivazione, anche fiscale, a sostegno delle politiche di sviluppo” (Comune di Potenza; op.cit.}. In sostanza, quindi, l’attività amministrativa è stata caratterizzata dall’obiettivo primario, centrato, di superare lo stato di dissesto, ma ciò ha provocato la lievitazione dei costi dei servizi essenziali, la mancata possibilità di offrirne di ulteriori, l’ulteriore contrazione della efficienza della pubblica amministrazione e l’impossibilità di attivare investimenti per lo sviluppo.

E’ evidente che, in tale situazione, ogni azione concreta per promuovere il rilancio della città è stata rinviata ad una fase successiva.

La riflessione sul rilancio della città ha tuttavia segnato importanti passi avanti. Infatti, in necessaria concomitanza con il calendario imposto dal ciclo di programmazione europea 2014-2020, il Comune ha prodotto ed approvati importanti documenti di programmazione. La spesa pubblica programmata a livello comunitario per la città, nel riconoscere a Potenza un ruolo consolidato di polo regionale dei servizi – sia tradizionali che avanzati – al quale hanno accesso quotidianamente numerosi utenti provenienti dall’intera regione e da quelle limitrofe, assegna alla città un budget di circa 45 milioni di €  per  la  realizzazione  dell’ITI  (Investimento  Territoriale  Integrato  per  lo  sviluppo  urbano}.  Il documento che ne programma la spesa offre un’articolata analisi della condizione attuale della città, definisce strategie di sviluppo (sostegno all’occupazione, all’imprenditorialità ed all’economia sociale; ecosostenibilità e resilienza dello spazio urbano e sociale; economia dei beni naturali e culturali} e dettaglia un articolato quadro di interventi la cui attuazione impegnerà i prossimi anni.

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento