LA STRONCATURA DEL PROGETTO TOTAL

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 “…questo Ministero ha rilevato un quadro generale del progetto carente e non organico con criticità acute che permangono anche dopo numerose integrazioni presentate in diverse fasi. In particolare, è stata riscontrata una carenza di dati e analisi finalizzate a proteggere le risorse idriche dell’aria, schemi e dati di monitoraggio insufficienti o non accessibili.  Si può capire che l’aria è cambiata, che la transizione ecologica è entrata nei programmi del Governo, che la cultura ambientale ha fatto un enorme passo in avanti, ma una stroncatura così feroce del Ministero dell’ambiente al progetto di Gorgoglione 3, è uno schiaffo in faccia  alla Total e un ammonimento per le istituzioni e gli enti che dovrebbero avere chiari i termini dell’impatto ambientale di un ‘attività estrattiva e fornire pareri motivati, inoppugnabili e precisi.

Sul primo punto, la compagnia petrolifera francese sta dando grattacapi a tutti, con un impianto che non tiene conto dell’allocazione, che soffre il gelo , e con progetti estrattivi, come quello di Gorgoglione 3 ,che , secondo il Ministero, è fortemente impattante.  Ma il tema che ci riguarda è come l’Istituzione pubblica vigila su questi processi, perchè delle due l’una: o si è detto basta alle attività petrolifere e l’occhio del Governo è diventato più acuto nell’esame delle carte, oppure ci troviamo davanti alla conferma della validità delle battaglie che associazioni ambientaliste hanno fatto dal 2009 ( è di quei tempi la polemica su Tempa Rossa) e che ha visto la regione in tutti questi anni in una posizione estremamente defilata.  Eppure i dati c’erano , grazie ad un  sistema di monitoraggio che , nonostante il costo modesto, aveva offerto risultati tangibili e spendibili e tali da poter consentire agli organi interessati di controdedurre e di  intervenire per fermare lo scempio ipotizzato.  E qui l’accusa si fa pesante: mancata considerazione degli idrocarburi nei modelli di dispersione degli inquinanti in atmosfera e la mancanza delle informazioni sulla consistenza, distribuzione e uso dell’habitat delle specie vulnerabili.

Ora, poiché sul monitoraggio si è costruito un cantiere permanente che non arriva mai alla fine, sarebbe importante sapere a che punto sono i lavori di realizzazione del Centro di monitoraggio ambientale di basilicata, il cui contratto è stato firmato nel giugno 2020,e che vede  un gruppo di società collegate con la capogruppo TIM. Oggetto dell’appalto “ “l’attività in outsourcing della gestione, del supporto operativo, della manutenzione preventiva, correttiva ed evolutiva del Centro di Controllo e delle reti di Monitoraggio Idrologiche e Meteorologiche, delle Frane, del Rumore e della Radioattività, del Laboratorio Mobile Acque e del Sodar-Rass, in esercizio ad ARPA, rivolte all’ammodernamento della rete di monitoraggio attualmente esistente e la sostituzione di parte delle centraline di monitoraggio con altre di più sofisticata tecnologia. Un “revamping” dunque, una rivisitazione, un miglioramento e ammodernamento, che costa 2, 6 milioni per migliorare la risposta dell’Arpab,attraverso nuove tecnologie digitali. Ma i dati c’erano, e gli argomenti per intervenire pure. Oggi sembra che si voglia far passare la tesi secondo cui un quadro esatto delle matrici ambientali in Basilicata non c’era, quando invece si dovrebbe dire che i dati c’erano ma qualcuno, ieri come oggi, ha fatto finta di non vederli.  Fortuna che il vento sta cambiando in alta quota. ROCCO ROSA

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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