Vanno avanti per le cose che tengono in testa. Non sono curiosi, non ascoltano, non leggono. Alcuni amministratori arrivano che già sanno tutto e si siedono la mattina alla scrivania da lavoro come impiegati con le loro pile di carta da smaltire. Sono anni che la comunità lucana, i giovani, le associazioni chiedono di investire sulla tratta ferroviaria Potenza-laurenzana : 42 kilometri di bellezze naturali, di percorso mozzafiato, oasi di fresco in estate, sorgenti a vista, gallerie e stazioncine da valorizzare.
Noi stessi, che non pretendiamo di essere vangelo ma che cerchiamo di portare idee e contributi ad un miglior vivere civile, ne abbiamo scritto per mesi. Questo stesso articolo riprende le cose che dicemmo due anni fa, Ministro della Cultura Franceschini. E’ andato ed è ritornato, lui si che è riuscito a fare il biglietto di andata e ritorno. Scrivemmo sulla Potenza Laurenzana quando nel 2017 uscì la legge, voluta proprio da ministro Franceschini sulle ferrovie turistiche, con l’obiettivo di utilizzare le vecchie tratte ferroviarie a scopo ciclabile e che sollecitava espressamente l’attivazione di enti locali ed associazioni per una operazione diretta serva ad organizzare la fruizione di questi percorsi.
Ci sono finanziamenti per riattare, recuperare edifici, riadibirli ad uso sociale e turistico.. E non c’è la Potenza -Laurenzana, come non c’è nessuna tratta ferroviaria lucana. Il paradosso è che la Potenza-laurenzana tocca cinque comuni: Potenza, Pignola, Abriola, Calvello, Laurenzana e di questi sono uno si è mosso per trasformare la tratta di competenza in una ciclovia, col risultato che è rimasta un’oasi nel deserto.
