LA TROVATA DEL SIG. INTENDENTE

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POTENZA – STORIA DI UN TEATRO ODORE DI UNA CITTÀ

LUCIO TUFANO

 

 

Nel 1857, si trova un atto 13 settembre per notar Luigi Grippo, in cui si legge, «La costruzione del teatro era in questo capoluogo generalmente desiderata, desiderio per altro che non si è mai potuto attuare per essere il Comune privo affatto di mezzi. Ora per evitare ulteriore ritardo, dall’ottimo Sig. Intendente della Provincia si è voluto ricorrere ad altro espediente; si è voluto cioè fare appello alla filantropia dei singoli proprietari ecc.» Si formarono così trecentocinquant’otto azioni da Dc. venticinque ognuna, per l’ammontare di Dc. 13.450. Il Comune si obbliga di rimborsarne quarantotto ogni anno, dal 1859 in poi. Fra i maggiori azionisti furono i Sigg.: Ginistrelli, Abbruzzese, Amati-Jorio, Amati, Addone, Alianelli, Ambrosini, Branca, Berni, Bellinfante, Bartolotti, Biscotti, Castellucci, Ciccotti, Cantore, Carbonara, Dente, Doti, Ferrara. Fittipaldi, Giuliani, Guerreggiante, Jannelli, Luciano, Navarra, Pantaleo, Ricotti, Scafarelli, Stabile, Viggiani.

Nel 1865 il Prefetto Emilio Veglio sollecitò una riunione del consiglio comunale che in sua presenza deliberò di completare l’edificio del teatro le cui fondamenta, già iniziate, erano state distrutte dal terremoto del 17-12-1857.

«Pel teatro (Riviello) si procedette a nuovo appalto, e se ne affidò la direzione all’ingegnere Bruno, da cui prese nome il nuovo disegno, modificato di mano in mano ed abbellito di prospettiva severa e monumentale per opera, come si disse, dell’Alvini e del Pisanti, architetti valenti e rinomati.»

Nel 1866 si deliberò il dipinto del Sipario.

«I lavori furono eseguiti da artisti rinomati, di Napoli e di Milano. Il pittore Luigi De Luise dipinse il plafond – apoteosi di Pitagora – ed il comodino – scuola di Metaponto; la scenografia fu affidata a Corazza e Masi, di Milano; le decorazioni furono eseguite da Luigi Cangiano; il macchinario è dovuto a Papa e Spezzaferrì.»

Il periodo di tempo trascorso per la costruzione fi assai lungo per tutta una serie di ragioni tra cui fondamentali le spese enormi, considerando il grave indebitamento dell’Amministrazione Comunale, e le continue modificazioni che vi si apportavano. «Nel 1872, il Comune, debitore di L. 11.900 verso gli antichi azionisti, aveva deliberato la totale estinzione del debito. Il suo costo superò il mezzo milione di lire. Esso infine fu costruito e intorno al 1880, maestoso e bellissimo, già occupava il lato occidentale della Piazza della Regia Prefettura.

Nel 1880 Potenza volle dedicare il suo nuovo teatro, bello e regale come un gioiello, a Francesco Stabile.

  1. Stabile, nacque il 28 agosto 1802; maestro di musica potentino, educato nel Collegio di S. Pietro a Maiella di Napoli, dopo le rappresentazioni date al Teatro S. Carlo e nel Collegio dei lavori «Palmira» e lo «Sposo al lotto» da lui composti e insoddisfatto dell’esito delle stesse per l’ostruzionismo di alcuni suoi avversari, si ritirò a Potenza ove compose anche musica sacra. Fu legato da fraterna amicizia con Vincenzo Bellini e lo Zingarelli gli affidò la direzione del suo Miserere. Molte ore della sua giornata egli le trascorreva nel Convento di S. Maria del Sepolcro, monastero dei Riformati, distante circa mezzo chilometro dalla città.

Nel 1830, quivi, su pressione dei Monaci di quel Convento con sentimento di fede e di arte, tradusse in note la via della croce; laonde, resa più attraente la pietosa funzione, il popolo vi accorreva in folla a sentire nella melodìa del canto la mestizia che inteneriva i cuori, ciò egli fece per la festa del Sangue di Cristo che si teneva in quella contrada ogni Giovedì dopo Pasqua.

 

 

 

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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